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 Mali  Burkina Faso

 

Partenze 2010

15-gen / 12-feb / 12-mar / 2-apr / 23-apr / 16-lug / 6-ago / 13-ago / 24-set / 22-ott / 12-nov / 3-dic / 24-dic

 

Quota Base in doppia

Gruppo Minimo 4 persone da 2.850 €

Individuale Minimo 2 persone da  3.550 €

Supplemento Singola - 450 €

Supplemento Alta Stagione

Dal 20 dic al 5 gen - dal 01 al 30 apr. – dal 15 lug al 18 ago:  250 €

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Foto di Sergio Pessolano

www.sergiopessolano.it

Itinerario

Giorno 1 - Venerdì

Italia / Bamako

Partenza con volo di linea con coincidenza per Bamako, arrivo in tarda serata,trasferimento, pernottamento in hotel.

 

Giorno 2 - Sabato

Bamako / Segou

Al mattino visita di Bamako, la capitale del Mali. Il suo nome deriva dall’espressione in lingua Barbara “Bama-Ko” letteralmente “riva dei coccodrilli” poiché la città si sviluppa lungo il fiume Niger ( localmente chiamato Djolibà) che in passato in questa zona era densamente popolato dai questi rettili acquatici. I primi abitanti furono dei pescatori Somono. In seguito la fertilità delle terre e l’abbondanza d’acqua consentirono l’istallazione di agricoltori Barbara, oggi il piccolo villaggio di poche centinaia di abitanti del secolo scorso è divenuto una città che si estende per oltre 40 chilometri e ha più di un milione di abitanti. Tutta la città brulica di una attività frenetica e sin dalle prime luci dell’alba gli innumerevoli negozi e mercati si animano di un incessante e gioioso “chiacchiericcio”. Tutto si svolge per strada, dalla riparazione dei camions alla tessitura, oltre che naturalmente l’attività commerciale, infatti il “Faire du Marche” è l’attività preferita dai Maliani, che per le loro doti mercantili sono conosciuti in tutta l’Africa. Una vista al Mercato di Medina permette di fare un tuffo nel pieno della vera Bamako ; in questo immenso spazio che si stende per ben 30 ettari si concentrano le principali vendite all’ingrosso, si possono osservare prodotti provenienti dalle più disparate regioni dell’Africa occidentale: Yucca ( Ingame o Yam) ; Manioca ; Platano ( bananes plantin ) oltre che innumerevoli varietà di cereali e spezie;  interessantissimo  è il padiglione dedicato all’estetica delle signore bene della città, dove esse si sottopongono per ore e a volte giorni a laboriose sedute per creare le capigliature intrecciate e intarsiate di ornamenti caratteristici di questa parte d’Africa, oltre che alla pittura con l’Henné di mani ,  piedi e contorno labiale. Interessante è l’area dei fabbri , qui ogni oggetto metallico, dalla scatola di sardine alla ruspa viene smontato e elaborato , grazie al lavoro manuale e senza tecnologie elaborate dagli artigiani, i fusti del petrolio divengono casse metalliche, balestre di auto zappe e vomeri di aratri. Vista del piccolo ma interessante museo nazionale dove sono custoditi innumerevoli reperti archeologici e oggetti rituali delle varie etnie di questo immenso paese che si estende per una superficie che è 4 volte quella dell’Italia. Pranzo in ristorante, nel pomeriggio partenza per Segou, lungo la strada si possono osservare diversi villaggi dell’Etnia Bambara con le sue capanne rotonde coperte da un tetto in paglia e che si aprono sul cortile comune della famiglia ( la concessione); esso ospita le abitazioni del capofamiglia e delle sue mogli. Arrivo a Segou nel pomeriggio, la città fu chiamata “la bianca” poiché i francesi dopo la sua occupazione costruirono innumerevoli abitazioni dipingendole di bianco per distinguerle dalle sontuose abitazioni rosse dei possidenti del regno di Segou, proprio per sottolineare il passaggio di potere, per cui “Segou la rossa” di Biton Coulibali divenne “la Bianca” del governatore Fadherbe. La città si estende anch’essa sulle rive del fiume Niger. Lungo la darsena attraccano innumerevoli Pinacce ( pinasses), barconi in legno con il fondo piatto generalmente ricoperti da un tetto in legno e stuoie. Sistemazione in Hotel cena e pernottamento.

 

Giorno 3 - Domenica

Segou / Djenne

Partenza al mattino presto per Djenne. Lungo la strada si possono incontrare innumerevoli villaggi dell’etnia Bobo, rimasta a lungo attaccata alla sua tradizione animista. Né l’Islam né il cattolicesimo portato dai colonizzatori gli hanno fatto abbandonare le tradizioni feticistiche. I villaggi si riconoscono subito poiché hanno un area in cui sono concentrati tutti i granai che sono molto grandi a base quadrata e con tetto in paglia. Le case hanno generalmente tetti in terra battuta sui quali si conservano gli utensili e si ripongono i prodotti della terra a essiccare, le concessioni sono più piccole di quelle bambara poiché non è permesso ai figli di rimanere nella casa paterna dopo il matrimonio. Arrivo a Djennè, visita della città con i suoi vicoli che si aprono tra case in terra alte anche tre piani, i suoi palazzi tutti costruiti in adòbe (mattoni crudi) come la grande Moschea che con i suoi 45 metri di altezza rappresenta la più grande costruzione in terra del mondo. Visita di una “madrassa” la scuola coranica,  Sistemazione in un caratteristico Hotel, notte a Djenne.

 

Giorno 4 - Lunedì

Djenne / Mopti

Oggi a Djennè è giorno del suo  coloratissimo mercato settimanale, al mattino avremo il tempo di osservare lo sciamare delle genti che se ne arrivano al mercato dalle sperdute terre del delta interno verso mezzogiorno, la fiera raggiunge il massimo dell’attività. Allevatori Peul , pescatori Boso, coltivatori Bobo tutti si ritrovano nella grande piazza antistante la grande moschea, trasformando una spianata polverosa in un incredibile acquarello i cui colori sono le genti, i loro vestiti e le mercanzie che recano. Dopo il Pranzo partenza per Mopti, Arrivo nel pomeriggio visita della città. Posta alla confluenza di due grandi fiumi, riveste oggi un’ importanza fondamentale per Mali, poiché dal suo porto le imbarcazioni collegano via fiume regioni che altrimenti sarebbero completamente inaccessibili per buona parte dell’anno. Il suo mercato brulicante e carico di odori si sviluppa soprattutto intorno alla darsena, dove si mescola all’arrivo e al partire incessante delle enormi piroghe che si riempiono o si svuotano dei loro carichi di merce e di gente, il tutto in un’ atmosfera tanto frenetica da far girare la testa..pernottamento in hotel. Pensione Completa

 

Giorno 5 - Martedì

Mopti - Paese Dogon

In Mattinata visita della città di Mopti.  Pranzo e partenza in 4x4 ai villaggi della falesia meridionali, in questa zona i Dogon si sono islamizzati e quindi hanno abbandonato la falesia costruendo delle fantasiose moschee in adobe, inoltre è qui possibile risalire fino in alto alla falesia per visitare quello che nei villaggi animisti è ancora tabù, cioè le capanne dei feticci.  Spettacolari sono i villaggi di Endè Teli dove si può risalire la falesia fino alle “Maisons a Fetiche” che contengono numerosi oggetti ritenuti anticamente magici dagli animisti e oggi abbandonati; numerose sono le teste di scimmie e pelli di animali. Visita di Kanikombolè, villaggio in cui si può osservare una bellissima moschea in stile misto e sincretico sudanese con le guglie e animista, le celle della moschea ricordano la casa dello sciamano. Risaliamo la Falesia e visita del villaggio di songo e delle pitture rupestri che  raffigurano immagini e simboli mitologici, in serata arrivo a Bandiagara. sistemazione nel locale Hotel.

 

Giorno 6 - Mercoledì

Paese Dogon

La mattina molto presto partenza in 4x4 alla volta dei villaggi Dogon di Falesia. I dogon si rifugiarono in questa regione montuosa intorno al XII° secolo per sfuggire alle persecuzioni nei islamiche. L’eccezionale isolamento ha permesso alle loro tradizioni e alla loro religione animista di arrivare fino ai giorni nostri. Una volta discesa la Falesia che qui precipita direttamente sulla piana sabbiosa del “Seno Gondo” appare uno degli spettacoli più grandiosi di tutta l’Africa, lungo le pareti si trovano arroccate innumerevoli abitazioni e in alto si possono osservare le grotte e le abitazioni dei Tellem, gli antichi abitanti di questa regione scacciati a loro volta dai Dogon. Le abitazioni di questo misterioso popolo che si trovano anche a parecchie centinaia di metri dal suolo vengono oggi usate dai Dogon come sepolcri e per custodire i “preziosi” feticci. Per giungere nei villaggi si devono compiere delle marce a piedi a volte faticose ma che vengono ampiamente ricompensate dallo spettacolo. Le abitazioni dogon  sono costruite in genere su terrazzamenti, nella concessione familiare vi è inglobato il caratteristico granaio. I Dogon coltivano il poco terreno che riescono a strappare tra la roccia e le dune, impressionante è la capacità di arrampicarsi lungo i sentieri e i crepacci della falesia che hanno tutti i componenti di questa etnia. Nei villaggi spiccano le tugunà,  luoghi  in cui il consiglio degli anziani tratta tutte le questioni concernenti la vita del villaggio. La loro caratteristica è di avere una enorme tettoia costruita con gli steli del miglio, più alta è la tettoia più vecchia è la tugunà. La pianta delle abitazioni Dogon simboleggia il corpo umano, se si ha l’occasione di osservarne una dall’alto si può riconoscere la forma della testa , il busto, le braccia e le gambe. Pranzo al Sacco. Nel tardo pomeriggio rientro via Dourou attraverso una spettacolare pista che si incunea in uno spacco della falesia, arrivo  a Bandiagara,  cena e pernottamento in Hotel.

 

GIORNO 7. Giovedì

Paese Dogon  - Navigazione - Douantza

Partenza al mattino per Mopti dove ci imbarchiamo per una escursione in piroga a motore per visitare i villaggi dei pescatori dell’etnia Boso che vivono pescando e essiccando il pesce del fiume Niger e Bani. I Boso sono anche ottimi muratori e costruiscono delle case in Adobe di pregevole fattura.  In alcuni di questi villaggi troviamo anche numerose famiglie di pastori Peul che vivono allevando gli Zebù dalle lunghe corna. Nelle abitazioni dei Peul si nota l’arredamento tipico dei nomadi con letti rialzati da terra e non semplici nattes (stuoie). Coloratissime sono le grandi piroghe che servono le rive del fiume Niger e che provengono da nord da località isolate come Niafunke e Tonka o da Sud, e toccano Djafarabe e Kouakouroum, luoghi inaccessibili se non via fiume.  Arrivo a Konna dove incontriamo i nostro 4x4 e partenza per Douentza Posa del campo in area attrezzata. Pensione completa.

 

Giorno 8  Venerdì

Douantza - Timbuctù

Al mattino partenza per il deserto del Gourma. Raggiungiamo le rive del Fiume Niger e lo attraversiamo con una imbarcazione  arrivo e  visita di Timbuctù la mitica “regina delle sabbie, per secoli centro carovaniero e città faro nella cultura del medioevo. Visita della città che nel medioevo rivestì un’ importanza fondamentale nello sviluppo dei traffici trans-sahariani . Tra le sue case costruite in adòbe e calcare si può ancora scorgere l’aspetto fiero di questa città oramai dimenticata tra le sabbie del Sahara e il vicino fiume Niger. Città mitica Timbuctù evoca ancora oggi il miraggio di un tempo in cui le più grandi ricchezze transitavano e si scambiavano in questa città. Relitti di quell’epoca in cui le carovane portavano ricchezza e cultura ( qui aveva sede una delle più importanti università del mondo islamico) , le Azalaï, sono carovane che portano il sale dalle lontane miniere di Taudennì. Con un poco di fortuna se ne possono vedere tra novembre e marzo. Visita della grande moschea e della città. L’elemento che più colpisce di Timbuctù è quello umano, qui vi si incontrano i Songhai , popolazione di origine remota che ha avuto grande importanza nella storia del Mali, basti ricordare l’impero Songhai fondato da Sonni Ali Ber, ma soprattutto i Tuareg i mitici “uomini blu” i veri padroni del deserto, che qui a Timbuctù hanno avuto e hanno ancora oggi una grande importanza. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento all’hotel.

 

GIORNO 9 Sabato

TIMBUCTU’ - HOMBORI

La mattina presto . Partenza per Hombori. Per raggiungerla percorriamo il deserto del Gourma dove è numerosa la presenza di nomadi sia Peul che Tuareg ( Targui ). Non prima di aver attraversato il fiume Niger, con un locale traghetto, in realtà una semplice piattaforma,  i cui orari sono assolutamente aleatori. Alla fine del Gourma dalla piana sabbiosa vediamo emergere dei maestosi monti di arenaria le cui falesie cadono a picco da altezze medie di 500 – 800  mt. Il panorama assomiglia molto a quello che si osserva nella Monument Valley , la montagna più bella ( la Mano di Fatima) ci annuncia la vicinanza del villaggio di Hombori. Costruito alle falde del “Kaga Tondo” , la montagna più alta del Mali, Hombori è abitato dal popolo Songhai, eredi dell’ omonimo impero che nel XV-XVI° dominò l’Africa Occidentale e che aveva come capitale Gao. Tra intricate stradine si ha proprio la sensazione di trovarsi in un luogo senza tempo, non a caso Hombori è stato utilizzato come set cinematografico per films come “la Genesi” e “Yeleen”. Entrambe le opere trattano il tema dell’origine del mondo e sono veri capolavori della cinematografia Africana. Sistemazione nel locale Campement ( molto spartano) cena e pernottamento.

 

GIORNO 10 Domenica

Hombori -  Gorom Gorom

Al Mattino ultime visite di Hombori e quindi partenza per il Burkina Faso, attraversiamo la frontiera in mezzo al deserto. Nella regione si spostano i nomadi Peul Dogabe, con i loro zebù’ dalle lunghe corna. Vivono sotto tetti provvisori, costruiti con dei rami ricurvi e ricoperti con dei tappeti dai bei disegni geometrici. I Peul coesistono con i Tuareg Tiguirmzalt, che perpetuano lo stile abitativo Tuareg: delle tende in cotone o in cuoio. Sono facilmente riconoscibili da lontano con le loro forme che puntano verso il cielo. L’architettura moderna occidentale ha ripreso questo stile per rappresentare leggerezza e movimento. I due gruppi approfittano d’un ecosistema eccezionale: pozze d’acqua e dune sabbiose s’alternano favorendo il pascolo delle mandrie su grandi spazi, senza rischio di sovrappopolamento . Potremo fermarci per visitarne gli accampamenti. Arrivo a Gororm Gorom in serata ( In alternativa si puo anche dormire a Dori).   Cena e pernottamento in hotel. Pensione completa

 

GIORNO 11 Lunedì

Gorom Gorom - Dori - Bani

Dopo la Colazione partenza per il centro di Gorom Gorom ( letteralmente, in lingua Haussa, Siediti Siediti) . Qui è giorno di mercato, animato sopratutto dai Peul e dai Tuareg, numerosi sono i commercianti di tessuti anche Haussa provenienti dal vicino Niger. Questo luogo sperduto ai confini del nulla diviene una esplosione di vita e di colori, come tutti i mercati africani questo di Gorom Gorom riesce a creare un colorato mondo di genti e merci che si mescolano in un brulicante labirinto. Partenza per Bani arrivo nel pomeriggio Posa del Campo. Cena e pernottamento al Campo. Pensione completa.

 

GIORNO 12 Martedì

Bani - Ouagadougou

Dopo la Colazione visita di Bani  Il villaggio è circondato da 14 colline. Su di esse sono state costruite 7 moschee in terra cruda. E' diventato un luogo di preghiera e di pellegrinaggio dove si venera Mohamed Kafando. Costruite dai pellegrini e dagli abitanti  per consacrare la figura di quest'uomo con la costruzione di altrettante moschee sulle 7 colline sopra l'abitato. Tutte sono state disposte secondo una pianta ben precisa che rappresenta la posizione di un uomo in preghiera con la testa, le mani e i piedi. All'interno il pavimento è di sabbia con colonne portanti in pietra. Di modeste dimensioni (dagli 8 ai 13 metri di lunghezza e dai 6 ai 10 metri di larghezza), sono comunque un bel colpo d'occhio soprattutto se pensiamo che nel giro di centinaia di chilometri c'è solo una piatta pianura semi arida con sparuti villaggi. Ciascuna delle moschee ha un nome caratteristico: del sole che tramonta; del sacrificio; della buona idea; della gioia; del sorgere del sole e del piacere.   Proseguimento per Ouagadougou arrivo nel pomeriggio.E' la tipica metropoli dell'Africa Nera. Una città che non ha ancora smesso del tutto i panni del villaggio. Nonostante il cemento e l’asfalto la popolazione  perpetua stili di vita dei villaggi d’origine. Anticamente la pianta della città era centrata sul Palazzo del Moro Naba, il Grande Imperatore dei Mossi. Il Palazzo esiste ancora, ma non sembra più essere il baricentro della città. E’ stato sostituito dal Mercato Centrale (recentemente incendiato),  verso il quale tutte le strade confluiscono. In periferia, proprio accanto ai quartieri fieristici dell’Expo dedicata all’artigianato africano, centro artigianale in cui veri e propri artisti producono, espongono e vendono il risultato del loro lavoro.  sistemazione in Hotel. Cena Libera. Mezza Pensione.

 

GIORNO 13 Mercoledì

Ouagadougou - Paese Gourunsi - Nazinga

Al mattino presto partenza verso sud est per il paese dei Gourounsi. Di ceppo voltaico i Gourunsi costruiscono degli agglomerati abitativi a carattere famigliare, chiusi verso l’esterno essi possono avere dimensioni notevoli, tanto da costituire delle vere e proprie fortezze in “bancò”, le donne della famiglia  le decorano con colori vivi raffigurando dei simboli ancestrali. Visita dei villaggi di Tièbelè, Tiakanè, e Koumbili. Partenza per Nazinga e sistemazione in Ranch.

 

Giorno 14 - Giovedì

Nazinga - Gaoua ( Paese Lobi )

al mattino partenza per il paese Lobi. Incontriamo prima i loro cugini Birifor . Arrivo a Gaoua prime visite con la guida Lobi.. Cena e pernottamento in Hotel . Pensione completa.

 

Giorno 15 - Venerdì

Paese Lobi – Banfora

Al mattino partenza per perfezionare la visita del paese Lobi, se saremo fortunati riusciremo a osservare le miniere d’oro tradizionali. Nel passato l’Oro estratto in questa regione ha permesso la nascita di un regno ( quello Ashanti) e una colonia (la God Coast).   I Lobi del Burkina sono il gruppo più chiuso di questa etnia, distribuita in Burkina, Ghana e Costa d’Avorio. I Lobi del Burkina sono anche quelli che hanno i villaggi più caratteristici e che, grazie alla loro attitudine chiusa, hanno mantenuto inalterate le loro tradizioni. Gli uomini si spostano ancora armati d’arco e frecce; le donne anziane portano dei piccoli dischi labiali. Ogni famiglia allargata vive in una grande costruzione in argilla. I Lobi ancor oggi scolpiscono delle belle statue destinate al culto degli antenati. Durante le nostre visite saremo accompagnati da una guida parlante la lingua lobi, condizione indispensabile per riuscire a superare la chiusura intrinseca di questa popolazione. Partenza per l’Ovest, Arrivo a Banfora nel pomeriggio . Pernottamento in Hotel. Pensione Completa

 

Giorno 16 - Sabato

Banfora - Sikasso - Bamako

Dopo colazione visita della regione di Banfora. Immersa nelle coltivazioni di canna da zucchero Banfora ha assunto importanza quando i francesi, incanalando le acque del fiume Comoè, resero irrigabile questa piana alluvionale, circa 50 anni fa. Visite delle cascate di Karifigla,  alle forme montuose del Dome. nel primo pomeriggio partenza per Bamako e non prima di aver visitato  dei villaggi Senoufo, Questo popolo, diffuso soprattutto in Costa D’Avorio, costruisce i propri villaggi attorno alle foreste sacre dove avviene al formazione della gioventù in tre cicli di 7 anni i giovani passano una parte dell’anno nella foresta sacra dove imparano la tolleranza, la pazienza, la tenacia e solo in ultimo la forza, queste foreste si riconoscono subito perché costituite da alberi altissimi mentre intorno vi sono in genere arbusti, questo è dovuto al fatto che nella foresta sacra non si può tagliare legna né accendere fuochi, questo ha preservato queste aree nell’originale “climax” di foresta a galleria che avrebbe questa regione se non fosse continuamente sottoposta a taglio del legname e ai “fuochi di Brousse”. I villaggi Senoufò sono costituiti da capanne circolari aperte su comuni cortili, e da splendidi e affusolati granai in adòbe. Arrivo a Sikasso per il pranzo, partenza per Bamako. Arrivo in serata. Cena e trasferimento in aeroporto per l’imbarco del volo di rientro

 

Giorno 17 - Domenica

Italia

Volo internazionale in coincidenza per l’Italia.

 

CLIMA

Le piogge si concentrano tra maggio e settembre. La stagione secca invece va da novembre a marzo. Sempre a marzo inizia il periodo caldo che arriva sino a maggio, quando le temperature spesso superano i 40°C. Il periodo migliore per visitare il paese è quello compreso tra ottobre e febbraio. L’harmattan ( un vento caldo, arido e polveroso proveniente dal Sahara ) soffia da dicembre a febbraio, non costituisce un problema grave ma riduce la visibilità. Nel nord del paese, verso il Sahara la stagione delle piogge praticamente non esiste.

 

ASPETTI PRATICI

In vetture fuoristrada durante il circuito   (4 passeggeri per macchina + staff) I pranzi, in corso di trasferimento, sono solitamente dei pic-nic. Alcuni percorsi a piedi, sulla Falesia, possono risultare faticosi. Il Visto del Mali si Ottiene in Frontiera a Koro

 
LE NOSTRE SISTEMAZIONI

Bamako : Azalai Salam  - 1 notte

Segou:  Auberge    - 1 notte

Djennè :   Djene Djenò  - 1 notte

Mopti:   Kanaga  - 1 notte

Bandiagara :   La Falesie  -  2 notti

Timbuctù:  La Colombe -  1 notte

Hombori :  Guest House  - 1 notte

Gorom Gorom: Guest House - 1 notte

Ouagadougou :Azalai Indipendence -  1 notte

Nazinga : Ranch -  1 notte

Gaoua:    Hala   -  1 notte

Banfora:    Canne a Soucre   -   1 notte

Campi Mobili : Tende Igloo -  2 notti

 

La Quota Comprende    

Passaggi aerei con voli di linea in classe economica

20 Kg di franchigia bagaglio

Sistemazioni hotel  come descritto

Pensione completa per tutto il tour eccetto a Ouagadougou dove è mezza pensione

Trasferimenti in vettura 4x4 Pinasse

Visite ed escursioni come da programma

Accompagnatore locale di lingua francese/italiana

La quota non comprende:

Spese di ottenimento del visto

Tasse aeroportuali

Eventuali tasse aeroportuali, di sicurezza e tasse doganali terrestri pagabili solamente in loco bevande

Tasse locali, Ingressi nei parchi , nei musei nelle chiese ecc.

Acqua e bevande in generale

Le mance

Quant’altro non espressamente menzionato


 

 

Elvia

 

Annullamento + Bagaglio + Assistenza

Costo Individuale

Totale

del viaggio

Premio

Fino a    € 1.032,91

€ 23,24

Fino a    € 1.549,37

€ 33,57

Fino a    € 2.065,83

€ 43,90

Fino a    € 2.582,28

€ 54,23

Fino a    € 3.098,74

€ 64,56

Fino a    € 4.131,66

€ 85,22+3% sulla differenza

 

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