N.B. Siamo in Africa e le date delle feste possono
variare da un giorno a un altro senza preavvisi di mesi o
addirittura essere annullato, l’itinerario potrebbe subire delle
variazioni per permettere la presenza nelle feste.
ITINERARIO 24 Febbraio
Giorno 1 –
Mercoledì 24 Febbraio 2010
Italia / Ouagadougou
Partenza con volo di linea con
coincidenza per Ouagadougou, arrivo in tarda serata,trasferimento,
pernottamento in hotel.
GIORNO 2 -
Giovedì 25 Febbraio 2010
Ouagadougou – Boromo – Bobo Diuolasso
Partenza al Mattino per il
sud-ovest lungo la direttrice che unisce le due principali città del
paese. Ci fermiamo a Sabou dove si può assistere al pasto dei
coccodrilli sacri. Ogni Giorno un cerimoniere “offre” dei polli vivi
ai coccodrilli sacri che vivono nello stagno permanente di questa
piccola cittadina. Continuiamo per Boromo dove ci fermiamo per il
pranzo . In questa area con un poco di fortuna si possono incrociare
degli elefanti. Continuazione e stop a Ouahabou piccolo villaggio
sulla strada, nel XIX secolo è stato la capitale il Regno Ouahabou,
Mamadou creato da Karantao nel 1850. questo regno comprendeva Boromo
i popoli KO, Bwaba. Ha combattuto con i popoli Lobi e Dagari, ma
invano. E 'stato un grande regno islamico e uno delle maggiori
testimonianze è la famosa moschea di Ouahabou, dall’architettura
Sudanese segnato dal suo minareto conico, dai muri escono i pali di
legno, pilastri e pinnacoli a forma di conchiglie e coronata con le
uova struzzo, il tutto in terra, come le moschee di Djenne, Timbuktu
(Mali) e Agadez (Niger). Continuiamo per Boni dove visitiamo la
chiesa cattolica di Boni il cui portale di entrato è a forma di
maschera serpente dei Bobo un esempio di grande sincretismo .
Arrivo a Bobo Dioulasso sistemazione in Hotel cena e pernottamento.
Giorno 3 -
Venerdì 26 Febbraio 2010
La Cultura Bobo Bwa
Bella città africana, Bobo Dioulasso é la più verde città del
Burkina Faso. Numerosi quartieri hanno mantenuto un’atmosfera
coloniale. La stazione ferroviaria in stile neo-moresco sembra
uscita da un film su Atlantide. Di tutt’altro genere la vecchia
moschea in puro stile sudanese e i quartieri limitrofi. Nel 1891
l’esploratore francese Crozat, descrivendo il ruolo commerciale di
Bobo, diceva: “Le carovane del sud vi portano le noci di cola e i
tessuti, quelle del nord vi arrivano cariche di sale, quelle
dell’est vi portano utensili in ferro e le perline di vetro, mentre
l’oro arriva dal paese dei Lobi”. Bobo é un crocevia d’arte e di
musica. Durante il giorno gli antiquari offrono begli esemplari di
maschere in legno: farfalle, gufi, caimani, sole... Decoro e
simbolismo religioso gratificano lo sguardo. Nel pomeriggio partenza
per il villaggio di Koumi, abitato dai Bobo Bwa dove assisteremo
cenando ad una serata musicale tradizionale con Balafont ( xilofono)
e Djembè ( Tamburo) . Rientro a Bobo Dioulasso. Notte in Hotel.
GIORNO 4 -
Sabato 27 Febbraio 2010
Bobo Dioulasso – Il Paese Senoufo - Banfora
Dopo colazione visita della regione di Banfora. Immersa nelle
coltivazioni di canna da zucchero Banfora ha assunto importanza
quando i francesi, incanalando le acque del fiume Comoè, resero
irrigabile questa piana alluvionale, circa 50 anni fa. Visite delle
cascate di Karifigla, alle forme montuose del Dome. nel primo
pomeriggio partenza per Bamako e non prima di aver visitato dei
villaggi Senoufo, Questo popolo, diffuso soprattutto in Costa
D’Avorio, costruisce i propri villaggi attorno alle foreste sacre
dove avviene al formazione della gioventù in tre cicli di 7 anni i
giovani passano una parte dell’anno nella foresta sacra dove
imparano la tolleranza, la pazienza, la tenacia e solo in ultimo la
forza, queste foreste si riconoscono subito perché costituite da
alberi altissimi mentre intorno vi sono in genere arbusti, questo è
dovuto al fatto che nella foresta sacra non si può tagliare legna né
accendere fuochi, questo ha preservato queste aree nell’originale
“climax” di foresta a galleria che avrebbe questa regione se non
fosse continuamente sottoposta a taglio del legname e ai “fuochi di
Brousse”. I villaggi Senoufò sono costituiti da capanne circolari
aperte su comuni cortili, e da splendidi e affusolati granai in
adòbe.Banfora, definita « città giardino » è celebre per il suo
mercato, probabilmente il più ricco del paese in prodotti
d’artigianato. In effetti le popolazioni locali (Gouin, Karaboro e
Turka) sono famosi produttori di lavori in rafia, terracotta e
tessuto.
Nei dintorni di Banfora avremo modo di apprezzare i
« domes » di Fabedougou e le cascate di Kerfiughela e i villaggi
Senoufo. Notte in Hotel a Banfora.
GIORNO 5 –
Domenica 28 Febbraio 2010
Banfora – Dedougou
Partenza verso Nord – Est, visita
dei vilalggi Bobo arrivo a Dedougou dove assisteremo alla
preparazione della festa delle maschere. Posa del campo Notte al
Campo.
GIORNO 6 -
Lunedì 01 Marzo 2010
Le maschere di foglie o piatte
I
Bwa del Burkina Faso sono dei coltivatori delle savane. La loro
società è divisa in corporazioni claniche: i contadini, i fabbri ed
i griot (cantastorie incaricati della trasmissione degli eventi del
passato). La maggior parte dei Bwa sono rimasti fedeli alla
religione tradizionale. Le maschere sono regolarmente impiegate
nella celebrazione di miti. Secondo il calendario tradizionale
assisteremo ad un’uscita di maschere a foglie o maschere “piatte”
L’etnologo Guy Moral scrive: “Tutti gli anni, in ogni villaggio
Bobo, le maschere di foglie escono dalla savana dove in gran segreto
vengono fabbricate. Dopo essere state accolte dai sacerdoti, entrano
nel villaggio e lo percorrono in ogni senso per purificarlo.
Sfiorando uomini e loro dimore, catturano i flussi negativi
accumulati giorno dopo giorno attraverso le malefatte di ciascuno.
Tutti questi fermenti di disordine, le maschere li portano nella
savana, lasciandosi alle spalle una comunità rigenerata”. alte più
di due metri e di bella fattura le "maschere piatte" dei Bobo-Bwa
sono bianche con disegni geometrici neri e rossi. Sono fra le più
spettacolari del Burkina Faso. Alcune maschere eseguono con l'aiuto
di altri personaggi delle vere "pièce" teatrali.
GIORNO 7 -
Martedì 02 Marzo 2010
Dedougou - Ouagadougou
Assistiamo alla fine della festa, e partenza per Ouagadougou. Arrivo
a Ouagadougou in serata sistemazione in hotel. cena in ristorante e
pernottamento in Hotel
Giorno 8 -
Mercoledì 03 Marzo 2010
Ouagadougou – Volo
Al
Mattino visita della capitale del Burkina Faso. Ouagadougou, tipica
metropoli dell'Africa Nera. Una città che non ha ancora smesso del
tutto i panni del villaggio. Nonostante il cemento e l’asfalto la
popolazione perpetua stili di vita dei villaggi d’origine.
Anticamente la pianta della città era centrata sul Palazzo del Moro
Naba, il Grande Imperatore dei Mossi. Il Palazzo esiste ancora, ma
non sembra più essere il baricentro della città. E’ stato sostituito
dal Mercato Centrale (recentemente incendiato), verso il quale
tutte le strade confluiscono. In periferia, proprio accanto ai
quartieri fieristici dell’Expo dedicata all’artigianato africano,
centro artigianale in cui veri e propri artisti producono, espongono
e vendono il risultato del loro lavoro. Pranzo e consegna delle
camere in Day Use. Tempo per il Relax o per le ultime visite. cena
libera. In serata trasferimento in aeroporto per il volo di rientro
Giorno 9 –
Giovedì 04 Marzo 2010
Italia
Volo internazionale in
coincidenza per l’Italia.
Giorno 1 – Lunedì 22 Marzo
2010
Italia / Ouagadougou
Partenza con volo di linea con
coincidenza per Ouagadougou, arrivo in tarda serata,trasferimento,
pernottamento in hotel.
GIORNO 2 - Martedì 23
Marzo 2010
Ouagadougou – Boromo – Bobo Diuolasso
Partenza al Mattino per il sud-ovest
lungo la direttrice che unisce le due principali città del paese. Ci
fermiamo a Sabou dove si può assistere al pasto dei coccodrilli sacri.
Ogni Giorno un cerimoniere “offre” dei polli vivi ai coccodrilli sacri
che vivono nello stagno permanente di questa piccola cittadina.
Continuiamo per Boromo dove ci fermiamo per il pranzo . In questa area
con un poco di fortuna si possono incrociare degli elefanti.
Continuazione e stop a Ouahabou piccolo villaggio sulla strada, nel XIX
secolo è stato la capitale il Regno Ouahabou, Mamadou creato da Karantao
nel 1850. questo regno comprendeva Boromo i popoli KO, Bwaba. Ha
combattuto con i popoli Lobi e Dagari, ma invano. E 'stato un grande
regno islamico e uno delle maggiori testimonianze è la famosa moschea di
Ouahabou, dall’architettura Sudanese segnato dal suo minareto conico,
dai muri escono i pali di legno, pilastri e pinnacoli a forma di
conchiglie e coronata con le uova struzzo, il tutto in terra, come le
moschee di Djenne, Timbuktu (Mali) e Agadez (Niger). Continuiamo per
Boni dove visitiamo la chiesa cattolica di Boni il cui portale di
entrato è a forma di maschera serpente dei Bobo un esempio di grande
sincretismo . Arrivo a Bobo Dioulasso sistemazione in Hotel cena e
pernottamento.
Giorno 3 -
Mercoledì 24 Marzo 2010
La
Cultura Bobo Bwa
Bella
città africana, Bobo Dioulasso é la più verde città del Burkina Faso.
Numerosi quartieri hanno mantenuto un’atmosfera coloniale. La stazione
ferroviaria in stile neo-moresco sembra uscita da un film su Atlantide.
Di tutt’altro genere la vecchia moschea in puro stile sudanese e i
quartieri limitrofi. Nel 1891 l’esploratore francese Crozat, descrivendo
il ruolo commerciale di Bobo, diceva: “Le carovane del sud vi portano le
noci di cola e i tessuti, quelle del nord vi arrivano cariche di sale,
quelle dell’est vi portano utensili in ferro e le perline di vetro,
mentre l’oro arriva dal paese dei Lobi”. Bobo é un crocevia d’arte e di
musica. Durante il giorno gli antiquari offrono begli esemplari di
maschere in legno: farfalle, gufi, caimani, sole... Decoro e simbolismo
religioso gratificano lo sguardo. Nel pomeriggio partenza per il
villaggio di Koumi, abitato dai Bobo Bwa dove assisteremo cenando ad una
serata musicale tradizionale con Balafont ( xilofono) e Djembè (
Tamburo) . Rientro a Bobo Dioulasso. Notte in Hotel.
GIORNO 4 -
Giovedì 25 Marzo 2010
Bobo Dioulasso – Il Paese Senoufo - Gaoua
Dopo
colazione visita della regione di Banfora. Immersa nelle coltivazioni di
canna da zucchero Banfora ha assunto importanza quando i francesi,
incanalando le acque del fiume Comoè, resero irrigabile questa piana
alluvionale, circa 50 anni fa. Visite delle cascate di Karifigla, alle
forme montuose del Dome. nel primo pomeriggio partenza per Bamako e non
prima di aver visitato dei villaggi Senoufo, Questo popolo, diffuso
soprattutto in Costa D’Avorio, costruisce i propri villaggi attorno alle
foreste sacre dove avviene al formazione della gioventù in tre cicli di
7 anni i giovani passano una parte dell’anno nella foresta sacra dove
imparano la tolleranza, la pazienza, la tenacia e solo in ultimo la
forza, queste foreste si riconoscono subito perché costituite da alberi
altissimi mentre intorno vi sono in genere arbusti, questo è dovuto al
fatto che nella foresta sacra non si può tagliare legna né accendere
fuochi, questo ha preservato queste aree nell’originale “climax” di
foresta a galleria che avrebbe questa regione se non fosse continuamente
sottoposta a taglio del legname e ai “fuochi di Brousse”. I villaggi
Senoufò sono costituiti da capanne circolari aperte su comuni cortili, e
da splendidi e affusolati granai in adòbe.Banfora, definita « città
giardino » è celebre per il suo mercato, probabilmente il più ricco del
paese in prodotti d’artigianato. In effetti le popolazioni locali (Gouin,
Karaboro e Turka) sono famosi produttori di lavori in rafia, terracotta
e tessuto.
Nei dintorni di Banfora avremo modo di apprezzare i « domes »
di Fabedougou e le cascate di Kerfiughela e i villaggi Senoufo. Notte
in Hotel Gaoua.
GIORNO 5 – Venerdì 26
Marzo 2010
Il
Paese Lobi
Giornata dedicata al magico mondo dei
Lobi, etnia che ha conservato fieramente la propria struttura sociale.
Anarchici per natura i Lobi non costruiscono villaggi o agglomerati di
case ma vivono in abitazioni mono-familiari dette Soukalà, chiuse come
fortezze, sono distanti almeno due tiri di freccia l’una dall’altra.
Le case “fortezza”, si sviluppano all’interno di un intricato dedalo di
cunicoli che mettono in comunicazione le aree dedicate a ciascuna moglie
con quella del capofamiglia. Animisti puri i lobi si dedicano alle
pratiche tradizionali, non è raro trovare degli altari e dei feticci di
fronte all’entrata delle case. Sono abili artigiani e a volte se ne
incontrano alcuni intenti a scolpire i pratici sgabelli portatili oppure
a impastare la creta per fabbricare i caratteristici vasi. Se saremo
fortunati riusciremo a osservare le miniere d’oro tradizionali, nel
passato l’Oro estratto in questa regione ha permesso la nascita di un
regno ( quello Ashanti) e una colonia (la God Coast). I Lobi del
Burkina sono il gruppo più chiuso di questa etnia, distribuita in
Burkina, Ghana e Costa d’Avorio. I Lobi del Burkina sono anche quelli
che hanno i villaggi più caratteristici e che, grazie alla loro
attitudine chiusa, hanno mantenuto inalterate le loro tradizioni. Gli
uomini si spostano ancora armati d’arco e frecce; le donne anziane
portano dei piccoli dischi labiali. Ogni famiglia allargata vive in una
grande costruzione in argilla. I Lobi ancor oggi scolpiscono delle belle
statue destinate al culto degli antenati. Durante le nostre visite
saremo accompagnati da una guida parlante la lingua lobi, condizione
indispensabile per riuscire a superare la chiusura intrinseca di questa
popolazione. Pernottamento in hotel, pensione completa.
GIORNO 6 - Sabato 27
Marzo 2010
Festa delle maschere di Pouni
Siamo
in territorio Nounouma, realtà animista, che confida alle maschere il
ruolo di rappresentare e perpetuare il proprio rapporto con gli dei.
Nella savana, al di fuori del villaggio, le maschere si danno
appuntamento per una grande festa. Si riconosceranno maschere che
rappresentano antilopi, lepri, caimani, anatre, serpenti, scimmie,
tartarughe. Il mondo della savana è riunito, e con esso gli spiriti,
pronti a danzare e ad estasiare il pubblico. Come occidentali saremo
sorpresi per la bellezza delle maschere e dai movimenti dei danzatori;
ma per le persone si tratta d’un vero e proprio atto di culto,
accompagnato da esclamazioni di compiacimento ed applausi. Le maschere
hanno il potere di aprire una breccia nel presente per proiettare il
villaggio in un’altra dimensione, tanto vera quanto la realtà materiale
quotidiana. Notte in tenda. In serata
trasferimento in aeroporto per il volo di rientro
GIORNO 7 - Domenica 28
Marzo 2010
Pouni - Ouagadougou
Assistiamo alla fine della festa, e partenza per Ouagadougou. Arrivo a
Ouagadougou in serata sistemazione in hotel. cena in ristorante e
pernottamento in Hotel
Giorno 8 - Lunedì 29
Marzo 2010
Ouagadougou – Volo
Al
Mattino visita della capitale del Burkina Faso. Ouagadougou, tipica
metropoli dell'Africa Nera. Una città che non ha ancora smesso del tutto
i panni del villaggio. Nonostante il cemento e l’asfalto la popolazione
perpetua stili di vita dei villaggi d’origine. Anticamente la pianta
della città era centrata sul Palazzo del Moro Naba, il Grande Imperatore
dei Mossi. Il Palazzo esiste ancora, ma non sembra più essere il
baricentro della città. E’ stato sostituito dal Mercato Centrale
(recentemente incendiato), verso il quale tutte le strade confluiscono.
In periferia, proprio accanto ai quartieri fieristici dell’Expo dedicata
all’artigianato africano, centro artigianale in cui veri e propri
artisti producono, espongono e vendono il risultato del loro lavoro.
Pranzo e consegna delle camere in Day Use. Tempo per il Relax o per le
ultime visite. cena libera. In serata trasferimento in aeroporto per il
volo di rientro
Giorno 9 – Martedì
30
Marzo 2010
Italia
Volo internazionale in coincidenza
per l’Italia.
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