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Etiopia

 

Estensione Somaliland

Guida parlante italiano

Quota ind. min. 2 pax 700 €

N.B. Per ragioni di sicurezza questa estensione resterà sospesa fino a quando la situazione politica e di sicurezza non sarà risolta

Itinerario

Attenzione per andare in Somaliland si deve ottenere un visto etiope con doppia entrata, altrimenti non si puo rientrare in Etiopia al ritorno e usufruire del Day Use

 

Provenienza dai vari  tours

 

GIORNO 1

Addis Abeba - Hargheisa

Trasferimento per l’aeroporto di Addis Abeba dove ci attenede il visto per il Somaliland e partenza in volo su Hargheisa capitale del Somaliland il “Paese che non cè” . La Repubblica del Somaliland è stata conosciuta come Protettorato del Somaliland sotto l'Impero britannico dal 1884 fino al 26 giugno 1960, quando ha ottenuto la propria indipendenza dalla Gran Bretagna. Il 1 luglio 1960 si è unita all'ex Somalia Italiana per formare la Repubblica di Somalia. Dopo il crollo della Repubblica Somala, la gente del Somaliland ha tenuto un congresso con il quale ha deciso di ritirarsi dall'unione con la Somalia e reintegrare la sovranità del Somaliland. Hargeisa è la capitale del Somaliland con una popolazione stimata di 300.000 abitanti, interessanti i mercati tutti brulicanti di attività. Cena e pernottamento all’Hotel Al Mansoor.

 

GIORNO 2

Hargheisa – Las Geel - Berbera

Partenza al mattino per la strada che scende dall’arido altopiano del Somaliland verso le fresche coste del’oceano indiano, Una pista che lascia la strada princiaple ci porta in uno dei luoghi meno attesi e più sorprendenti di tutta l’Africa: Las Geel. Scoperta degli archeologi francesi decine di figure di animali e di uomini realizzate con colori molto vivaci . “La rappresentazione ha uno stile che non si era mai visto in Africa”. “Questo era un luogo sacro, che è stato decorato nel corso di millenni”. “La roccia è costellata di forme animali e umane dai colori eclatanti, ocra, granata, bianco, nero, e dallo stile totalmente inedito. Ci sono mucche che portano piastre ornamentali e grandi corna, dal tracciato ad arco. Ci sono anche personaggi misteriosi di piccola taglia con le braccia levate al cielo”. Meglio prendere fiato un momento. E’ già stata definita la Cappella Sistina del Neolitico e il bello viene adesso. Trovarla è stato un caso fortunato, grazie alla memoria ferrea di un pastore di nome Mohamed Omar Ismael. Studiarla sarà molto più difficile. Decifrarla l’impresa di una vita.Si estende all’interno di un massiccio di granito nel Somaliland, nella zona desolata chiamata Las Geel, che per le tribù locali significa “il punto d’acqua dei dromedari”. Le scene sono intense, affollate. Nell’eccesso di linee e di macchie cromatiche, che fa pensare a una prepotente visione estatica, sono state contate decine e decine di figure. Si mischiano capre, giraffe, antilopi, cani, … Galleggiano sulla roccia e si inseguono secondo una logica per ora impenetrabile. E ci sono quelle enigmatiche mucche dal collo esageratamente lungo: la testa non appare mai di profilo, ma è rappresentata dall’alto, secondo un disegno che non si era mai registrato in Africa. Al di sotto, come circondato e protetto dal collo dell’animale, ecco materializzarsi un uomo con un’ampia tunica bianca. Sembra fissarlo e, forse, evocare una preghiera. Se non è un capo, è almeno un sacerdote. Siamo oltre le semplici rappresentazioni quotidiane: qui ci si immerge in pieno universo simbolico. Nella dimensione sacra”. Visto dal basso, lo spettacolo risulta mozzafiato”.Questo luogo può essere tranquillamente paragonato agli altri luoghi importanti delle pitture rupestri , dal Tassili a Lascaux, da Chauvet ad Ayers Rock: “In quei luoghi le nostre categorie aristoteliche non valgono: sacro e profano sono tutt’uno e si esprimono attraverso un linguaggio che ha anticipato la scrittura ed è composto di segni e simboli qui c’è tutto: l’astrazione e le emozioni, la filosofia e la ritualità, secondo una visione complessiva della realtà che continua a sfuggirci, ma in cui è probabile che si fondessero sapere pratico e sapere sciamanico”. Il Luogo è molto suggestivo anche dal punto di vista paesaggistico. Pic nic e partenza per Berbera, sistemazione sulla spiaggia bianca lambita dalle azzurre acque dell’oceano indiano, nessun turista solo i pescatori, e il mare, ampio e profondo che ci porta al pensiero alla magnifica isola di Socotra che emerge a largo di queste coste e dove è ambientata una delle storie più conosciute dei “viaggi di Simbdad” ne “le mille e una notte. Cena e pernottamento in Hotel..

 

GIORNO 3

Berbera - Hargheisa – Addis Abeba

Al Mattino relax sulle bianche spiagge con la possibilità di vedere il mercato di berbera e i pescatori. Berbera è probabilmente la città accennata in un testo cinese del 9°secolo come 'Po-pali-pali’, la terra dell'avorio, dell’ambra grigia e degli schiavi. Benchè il riferimento suggerisca che i nativi del ‘Po-pali-pali' erano dei pastori, non vi era menzione della religione dell’islam. Berbera era inoltre un importante centro l'esportazione della mirra. Il nome cinese per indicare la mirra è 'moyao' e può essere lo stesso usato dai somali originariamente. La città Fù saccheggiata dai portoghesi nel 1518 giunti fin qui con le imprese di Vasco de Gama e decisi a ritagliarsi uno spazio sulle coste orientali dell’Africa soppiantando i sultano dell’Oman. Gli Inglesi vennero in contatto con i somali lungo la costa nordica della Somalia nel diciannovesimo secolo. Da lì si sviluppò il commercio e i trasporti fra Europa, l'India, via Mar Rosso. Nel 1827 i Britannici firmarono un trattato commerciale con Berbera, nel 1839 i Britannici entrarono in possesso del porto d’Aden, nello Yemen. Da lì ci furono le spedizioni di Johnstone a Berbera nel 1842, di Burton a Harar nel 1854. Nel 1855, ulteriori trattati erano stati firmati fra i Britannici ed i Somali. A metà del diciannovesimo secolo il litorale del Nord era sotto il controllo dell'Egitto. Tuttavia, a seguito della guerra Anglo-Egiziana e della caduta di Khartum (Sudan), gli Egiziani lasciarono la Somalia del Nord. Le truppe britanniche del presidio di Aden  occuparono le città di Zeila e Berbera nel 1884. Da quella data fino al gennaio 1885 il governo britannico ha preso parte sotto la loro protezione ai trattati con tutte le tribù somale. La zona occupata è stata denominata British Somaliland. Dal diciassettesimo secolo il litorale del Benadir e il sud della Somalia era sotto controllo nominale del Sultano di Zanzibar. Nel 1881, l’Imperial British East l'African Company (IBEAC) aveva affittato il Benadir e il litorale dal Zanzibar. Tuttavia quando IBEAC, fallì il governo britannico sub-affittò il litorale del Benadir e del fiume Juba all’Italia nel 1889. Questa regione fu denominata Somalia italiana. Nel 1897, la zona occupata dalla popolazione somala era stata divisa dai trattati intercorsi fra Etiopia, Francia, Italia e la Gran Bretagna. La divisione completa del territorio che comprendeva una popolazione unica a partire dalla religione, lingua, cultura ha comportato atti di sommossa che presero la forma di guerra o di Jihad religiosa, guidata da Seyyid Mohammed Abdullah Hassan nel 1899. I Britannici chiamarono Seyid M. A. Hassan 'il Mullah pazzo'. Il controllo totale del Somaliland fu pienamente realizzato dagli inglesi soltanto nel 1920, dopo la sconfitta di Sayyid Mohamed A. Hassan. Il 26 giugno 1960 la repubblica della Somalia era diventata indipendente unificando il Somaliland con la Somalia italiana. Durante la seconda guerra mondiale i Britannici furono scacciati dal Somaliland dall’offensiva degli italiani, che avevano attaccato dalla Somalia italiana. La gestione militare britannica fu estromessa è furono introdotte nella zona nel 1941 leggi italiane, infine con la fine della guerra e a seguito della sconfitta del fascismo il Somaliland e la Somalia italiana sono state trasformate in un protettorato britannico.Nel 1960 tutto il territorio somalo accedette all’indipendenza. Fino alla implosione dello stato all’inizio degli anni 90 del secolo scorso.

 

 .Pranzo e partenza per Hargheisa, volo su Addis Abeba, a seconda del giorno d arrivo due soluzioni:

1)       Arrivo e coincidenza con il volo per l’Italia (generalmente partente alle prime ore del mattino del giorno seguente) 

2)       Trasferimento in Hotel. Cena libera e pernottamento in Hotel

 

Etiopia

 

 

 

Estensione Harer

Guida parlante italiano

Quota ind. min. 2 pax 350 €

 

Itinerario

Viaggio nel cuore islamico dell’Etiopia, con un volo interno si arriva a Dire Dawa, importante snodo geografico, da qui la ferrovia voluta dal Negus Menelik II corre senza più ostacoli verso Dijbouti e l’Oceano Indiano, nella strada tra Dire Dawa e Harer non è raro trovare le coltivazioni di Chat, una pianta che viene usata per produrre una droga assunta per  masticazione ed è molto apprezzata soprattutto nei paesi arabi, che ne sono i maggiori acquirenti. Il chat si raccoglie tra la nostra primavera e la fine dell’estate. Harer ricorda con la sua architettura quando era centro commerciale importantissimo e qui arrivavano e partivano continuamente carovane, soprattutto verso l’oceano indiano e il Mar Rosso. La città è stata fondata nel 1520 dal sultano Abu Bakr Mohamed e da allora ben 72 emiri si succedettero , rimane mitico il successore del primo Ahamed Ibn Ibrahim conosciuto come “ Gragn”  che portò la guerra santa islamica in tutta l’Etiopia fino alle sacre acque del lago Tana. La città è circondata da una cinta muraria con diverse porte monumentali, la più famosa è la Shoa Gate . Ma quello che colpisce di Harer sono i colori soprattutto quelli dei vestiti delle donne  Aderè e Somale.Nei due giorni in questa inebriante città è prevista la visita delle Moschee , delle tombe dei sultani, e della casa del poeta francese Rimbaud della corrente letteraria detta “les poetes maudits” che in queste zone soggiornò moltissimi anni vivendo di traffici non proprio degni della sua arte. In 3° giorno trasferimento a Dire Dawa per il volo su  Addis Abeba dove è previsto il pernottamento con pranzo e cena liberi. Il quarto giorno volo di rientro in Italia

 

G 1

ADDIS ABEBA – HARER     

 

G 2

HARER       

 

G 3

HARER – ADDIS ABEBA  

 

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