|
Itinerario
Giorno 1
Italia – Lomè
Partenza con volo e arrivo a Lome Capitale del Togo. Trasferimento in
Hotel della catena Accor. Pernottamento.
Giorno 2
Lome – Luoghi del Vudù - Lago Togo
Lome, nel centro
della città, conserva ancora le tracce della colonizzazione tedesca:
quartieri ben allineati e separati tra loro, in maniera tale che la vita
commerciale non si confonda con le attività più burocratiche. Il mercato
centrale è tradizionalmente il “regno” delle Nana-Benz, quelle donne che
si sono arricchite vendendo i tessuti importati dall’Europa. Le loro
bancarelle fanno ancora bella figura al primo piano del mercato coperto.
Il mercato dei feticci, nel quartiere indigeno di Be, allinea tutti gli
ingredienti per sacrifici, amuleti ed incantesimi.
Ci spostiamo in
“brousse” alla scoperta del mondo del vudù. Incontro con un guaritore
che tratta i suoi malati a base d’erbe e sacrifici sui vari altari che
riempiono la sua corte. Ci recheremo infine in un villaggio per
assistere ad una celebrazione vudù. Quest’esperienza religiosa è molto
più ricca e complessa dei clichés diffusi in Europa, secondo i quali il
vudù non sarebbe altro che una bassa forma di magia nera. Si tratta
invece di una religione che da’ senso e ordine alla vita di milioni di
persone, qui e altrove nel mondo. Durante la celebrazione alla quale
parteciperemo, puo’ succedere che tra suoni di tamtam e canti tale o
tale Vudù s’impossessi d’alcuni adepti, dando luogo ad autentiche
manifestazioni di trance.
Giorno 3
Lago Togo – Ganviè
Passaggio della
frontiera del Benin. Qualche chilometro a nord di Cotonou si estende una
regione lacustre che accoglie Ganvie, esteso villaggio sulle palafitte.
Una grande piroga vi ci condurrà. Gli abitanti, dell’etnia Tofinou,
costruiscono le loro capanne su dei pali di teck e ricoprono i tetti
delle loro abitazioni con una spessa coltre di paglia. La pesca è
l’attività principale di questa popolazione in cui l’isolamento ha
permesso di conservare le abitudini e le regole di costruzione
originarie. Nelle piroghe, che uomini, donne e bambini conducono con
facilità con l’aiuto di lunghe pertiche, si scandisce la vita
quotidiana. E’ sulla piroga che si va a pesca, ci si sposta, si mettono
in mostra le merci da vendere al mercato, si canta accompagnando il
ritmo delle pertiche... In un piccolo villaggio uscita delle maschere
Gelede. Colori, movimenti, tamtam e folla si fondono in una sola vivace
coreografia. Queste maschere dalle movenze di marionette, raccontano
storie a carattere morale-umoristico per l’educazione e il divertimento
del villaggio. Ai non iniziati salta subito all’occhio l’aspetto del
divertimento dovuto al lato burlone delle pantomime messe in scena dalle
maschere. Solo gli iniziati ne conoscono l’aspetto nascosto. Gelede è
legato alla madre-terra, alle stagioni, e ai suoi riti agrari, capaci di
rendere fertili i campi e le genti, unica e vera condizione alla gioia e
al divertimento. Arrivo a Boichon cena e pernottamento in Hotel
Giorno 4
Abomey – Natitingou
Visita
del Palazzo Reale d’Abomey, i cui muri sono decorati con i simboli degli
antichi re del Dahomey. Il palazzo è ora un museo che conserva tra
l’altro le spoglie mortali dei re ed un tempio costruito con argilla
mischiata con polvere d’oro e sangue umano. Il Regno del Dahomey
stabili’ le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra
che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi.
L’esercito reale era formato soprattutto da truppe femminili, che si
caratterizzavano per l’audacia e la bellicosità. Durante il
trasferimento verso nord sosteremo presso un importante luogo di culto
vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’innumerevole
serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per soddisfare
bisogni della vita di tutti i giorni : un buon raccolto, un felice
matrimonio, un parto senza problemi, una promozione scolastica….
cena e pernottamento in Hotel
Giorno 5
Il
Paese Somba
Tramite una camminata a piedi scopriremo gli antichi villaggi Taneka
situati sull’omonima montagna. Questi villaggi sono composti da capanne
rotonde con tetto conico, protetto in alto da giare d’argilla. La parte
superiore del villaggio è abitata dai sacerdoti dei feticci vestiti con
una pelle di capra e da giovani iniziandi. Questa popolazione abita su
un sito archeologico da secoli. Sembra che i primi abitanti, d’origine
Kabyé, abbiamo occupato la montagna nel corso del IX secolo d .C.. Da
allora altre popolazioni li hanno raggiunti formando una specie di
melting pot. Ogni gruppo ha conservato le sue culture ed i suoi riti
iniziatici, ma nello stesso tempo si sono attribuiti delle istituzioni
politiche e religiose comuni. Degli archeologi hanno ipotizzato che i
Taneka siano i discendenti della misteriosa cultura Koma, scomparsa
misteriosamente 400 anni fa. Attraverseremo regioni percorse
perennemente da mandrie d zebù, guidate al pascolo da inconfondibili
Peul: cappelli appuntiti, bastone a tracolla, sguardi fieri, una
semplice borraccia intorno al collo, un machete tra le mani e scarpette
in plastica ai piedi. Questi nomadi non sembrano aver bisogno di
nient’altro nel loro peregrinare alla ricerca d’acqua e pascoli per le
loro mandrie. Sembrano venire dal nulla e dirigersi in altrettanti
luoghi misteriosi. Sono i veri e propri signori di queste lande
sconfinate, abituati a resistere ed a godersi le semplici gioie del
vivere in mezzo alla natura. Rientro a Natitingou.
cena e
pernottamento in Hotel
Giorno 6
Natitingou - Kara
Nel nord del
Benin e del Togo vivono delle popolazioni che noi abbiamo definito « le
popolazioni delle case fortificate ». Queste regioni figurano fra le più
autentiche del continente africano, dove la vita si perpetua senza
modificazioni da secoli, all’interno di grandi case patriarcali
fortificate ed isolate. I Betammaribe (alias Somba) ed i Tamberma, che
noi incontriamo oggi, rappresentano un esempio perfetto di questo genere
di civilizzazioni. Per delle ragioni di difesa si sono rifugiati da
secoli nella catena montagnosa dell’Atakora, su un territorio di
difficile accesso. Le loro case sono simili a piccoli castelli. Si
tratta di uno dei più begli esempi d’architettura tradizionale africana.
Con l’accordo preliminare degli abitanti entreremo nelle loro case per
capire il loro modo di vita. Passaggio della frontiera del Togo. Cena e
pernottamento all’hotel Kara.
Giorno 7
Kara – Tamale
Incontro con i
Bassar, che hanno sviluppato e conservato tecniche tradizionali di
produzione del ferro. A Bandjeli visiteremo uno di questi altiforni
d’argilla e saremo introdotti alle tecniche di fusione. Conoscenze
empiriche di geologia e convinzioni magiche si mescolano e cooperano per
la lavorazione del minerale, diventando quasi un’esperienza d’alchimia.
La visita dei Bassar consisterà anche nella visita di alcune case di
capi tradizionali, che più di altri hanno conservato la tradizione
architettonica locale di costruire grandi capanne, con tetto conico
circolare. Passaggio della frontiera del Ghana. Visita di villaggi
Dagomba. Questa popolazione rappresenta un ottavo dell’intera
popolazione ghanese. I loro villaggi si caratterizzano per un numero
importante di case rotonde, con tetto in paglia. Gli abitanti, dediti
all’agricoltura, si sono stabiliti da tempo su questi territori,
condividendolo con altri gruppi, tra i cui i Konkomba. Stop in un
villaggio Konkomba, popolato da... streghe. In un quadro di architettura
tradizionale saremo accolti cordialmente da donne sulle quali pesa
l’accusa di essere delle streghe. La stregoneria è una soluzione
culturale per giustificare la presenza dell'ingiustificabile: la morte
di un giovane, una malattia improvvisa, un raccolto mal riuscito...
Considerate come responsabili di tali eventi, queste donne sono esiliate
a mo’ di capro espiatorio. Le incontreremo ed ascolteremo le loro
storie. . Cena e pernottamento all’hotel Gariba Lodge..
Giorno 8
Tamale -
Bolgatanga
Visita
all’oracolo di Tongo. Un'escursione a piedi di circa tre ore ci porterà
sull'altopiano di Tongo. In questo luogo suggestivo s’innalzano numerosi
pinnacoli composti da enormi pietre sovrapposte con sorprendente
regolarità: le popolazioni locali li considerano parte d’antiche
abitazioni degli dei. Una profonda crepa della parte più alta della
montagna costituisce la grotta dell'oracolo, nella quale si accede solo
se accompagnati dai sacerdoti che vi penetrano per compiere riti e
sacrifici. Questa montagna è popolata dai Talensi, che vivono riuniti in
clan. La tipica abitazione fortificata, nella quale convive anche una
sessantina di persone, è costruita in argilla e dà l'impressione di un
labirinto al quale si accede da una sola porta di ingresso. Piccoli
vicoli, scalette, corridoi coperti, stanze a forma d’uovo e terrazze
formano un insieme armonico di suggestiva bellezza. Arrivo in serata a
Bolgatanga . cena e pernottamento in Hotel
Giorno 9
Il Paese
Gourunsi
I Gurunsi che
costruiscono ed affrescano grandi dimore fortificate. Presso i Gurunsi i
ruoli nella costruzione sono divisi secondo i sessi. Gli uomini si
occupano della costruzione degli edifici. Questi sono realizzati
sovrapponendo strati di argilla, supportata da pilastri ed arcate in
legno. Le donne si occupano della finizione: l’impermeabilizzazione dei
muri e terrazze con sterco di zebù e la realizzazione di grandi
affreschi impiegando pigmenti naturali rosso, bianco e nero, sullo
sfondo ocra dei muri d’argilla. I disegni geometrici di questi affreschi
completano e si fondono con le linee arrotondate e rettangolari delle
forme plastiche degli edifici. Ottimo esempio di “architettura
sculturale” che tanto influenzò Le Corbusier., partenza per Wa cìdove
arriveremo in serata. Cena e pernottamento in Hotel.
Giorno 10
Il Paese Lobi
Nelle vicinanze
di Wa vivono i Lobi, isolati nelle loro abitazioni. Queste piccole
fortezze in argilla, protette da un muro elevato senza aperture, sono
composte da un granaio rettangolare intorno al quale si dispone la
stalla e le camere. Penentrando in queste case, si è colpiti dalle varie
graduazioni di luminosità: prevale la penombra, “squarciata” ogni tanto
da fasci di luce che rendono l’ambiente surreale. Nella società lobi, il
capo della famiglia è la sola autorità. Responsabile di tutti e di tutto
davanti al consiglio degli anziani o al governo, è incaricato degli
altari sacrificali e dell’organizzazione del lavoro dei campi.
I Lobi sono anche
abili artisti. Le loro statuette, utilizzate come protezione spirituale,
occupano una posizione di prestigio in numerose collezioni di arte
africana. Altro dominio in cui i Lobi eccellono è la musica. Tra di loro
si trovano dei bravi suonatori di balafon. Rientro a Wa cena e
pernottamento in Hotel
Giorno 11
Paese Lobi –
Kumasi
Prima
colazione e discesa verso il Sud. Lasceremo progressivamente la savana
per entrare in una regione forestale. Il colore giallo delle pianure
aride lascerà il posto al verde di alberi vigorosi. Traverseremo
villaggi Gondja, dagli stili architettonici perfettamente conservati: a
vista d’occhio domina l’argilla e la paglia. Visita di moschee in stile
sudanese. Cena e notte all’hotel Miklin o Georgia
Giorno 12
Kumasi
Kumasi è una
città che puo’ vantare un passato ma anche un presente. Un passato,
prima di tutto, centrato intorno ai re ashanti che dalla fine del 17°
secolo ad oggi hanno mantenuto vive le tradizioni e la forza del popolo
ashanti; il presente, rappresentato da floride attività economiche, che
traggono profitto dalle opportunità offerte dalla foresta e dalle
miniere d’oro soggiacenti.
L’incontro con la
città comprenderà questi due aspetti tramite la visita al museo ashanti
del centro culturale e la visita del mercato, uno dei mercati all’aperto
più vasti dell’Africa Occidentale. Nel pomeriggio i funerali ashanti,
che si tengono ogni sabato, a mo’ di celebrazione festosa della memoria
del defunto. Tramite questa celebrazione il defunto diventa un antenato
per tutta la famiglia. I partecipanti esibiscono ricchi tessuti rossi e
neri. I capi, all’ombra di grandi parasoli colorati, partecipano a
queste celebrazioni circondati da tutta la coorte. Gli astanti, dopo i
saluti rituali espressi secondo le norme della tradizioni, prendono
posto per assistere alle danze di giovani che perpetuano nel tempo i
gesti estremamente raffinati delle danze ashanti.
se prevista- partecipazione a festa Akwasidae,
Cena e pernottamento in Hotel
Giorno 13
Kumasi –
Elmina
Cape Coast,
Elmina: dei nomi legati alla storia dell’Africa, ma anche alla storia di
tutta l’umanità. Nel 1482 Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz
arrivarono qui con una dozzina di caravelle per costruire un castello
sotto l’autorità portoghese. I luoghi scelti erano legati alla
possibilità di sfruttamento d’oro. Ecco l’inizio della storia d’Elmina:
un castello, un porto, un villaggio, da cinque secoli in contatto con le
popolazioni europee. Il castello che si visita oggi è il risultato dei
lavori realizzati da Portoghesi, Olandesi, Inglesi e autorità locali.
Nel corso della sua storia è stato utilizzato come magazzino d’oro,
d’avorio, di legno pregiato, ma anche di schiavi. Oggi è considerato
Patrimonio dell’Umanità. La città d’Elmina è un tipico porto di pesca
con centinaia di grandi piroghe colorate che tutti i giorni affrontano
l’oceano. I vicoli di quest’antico villaggio di pescatori ci faranno
respirare un’atmosfera vivace e fuori del tempo. Le antiche costruzioni
portoghesi, oggi abitate da dei locali, giacciono contrapposte ai templi
delle “compagnie asafo”, in cui i guerrieri depositavano offerte votive.
Arrivo in serata all’Anomabu Beach Resort. Cena e pernottamento.
Giorno 14
Anomabu –Kakum
- Accra
Seguito della
visita di Elmina. Kakum: Il canopy di Kakum, un ponte di corde
assicurato a dei cavi in acciaio, rappresenta il ponte più lungo e più
alto di questo genere in tutto il mondo. Da un’altezza di 30 - 40 metri
si può avere una vista del tutto originale sulla foresta. Invece di
mostrare i loro tronchi, gli alberi offrono allo sguardo le loro sommità
slanciate alla ricerca di cielo e di sole. Arrivo ad Accra.
Interessante città africana, in rapida evoluzione, Accra ha saputo
conservare un’identità, che si riflette nei quartieri moderni, come
anche in quelli vecchi, dove si moltiplicano le attività tradizionali.
Particolarmente interessante il museo, realizzato per essere al servizio
della conservazione dell’arte di tutto il continente e per lo sviluppo
della produzione artistica moderna. Interessante anche il centro
d’artigianato con una grande scelta di kente. Di fronte all’oceano si
organizza la vita del quartiere indigeno: un villaggio circondato da una
città! Qui le attività economiche seguono criteri ben diversi da quelli
che governano la city, distante solamente qualche centinaio di metri.
Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in Hotel.
Giorno 15
Lago Togo – Lome out
La
regione Krobo è famosa per la produzione di perline. Alcune delle quali
sono per l’appunto chiamate “krobo” ed occupano uno spazio importante
nelle migliori collezioni del mondo.
I
Krobo producono ed usano le loro perline per feste d’iniziazione, per
culti, e per l’estetica. Visita di un atelier specializzato nella
produzione artigianale di perline.Visita della diga d’Akossombo, simbolo
dell’indipendenza economica del Ghana. Questa grande diga fu voluta da
Nkwame N’Krumah, leader che ha condotto il Ghana all’indipendenza
politica e protagonista del movimento panafricano.
Ne è
risultata tra l’altro la formazione del più grande lago artificiale al
mondo. Pomeriggio trasferimento a Lomè. Tempo libero per relax ed
eventuali acquisti.
Vetture e qualche stanza in day-use a disposizione fino alle 18h00.. In
serata trasferimento all’aeroporto per la partenza.
Giorno 16
Arrivo in Italia
Arrivo in Italia. |