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Itinerario
GIORNO 1
Italia-Bamako
Partenza con volo di
linea dall’Italia arrivo in tarda serata, transfert , pernottamento in
hotel.
GIORNO 2
Bamako – Timbuctù
La mattina presto
partenza in volo per Timbuctù la mitica “regina delle sabbie, per secoli
centro carovaniero e città faro nella cultura del medioevo. Per
raggiungerla percorriamo il deserto del Gourma dove è numerosa la
presenza di nomadi sia Peul che Tuareg ( Targui ). Pranzo al sacco lungo
il tragitto o, se le condizioni ci permettono di arrivare a destinazione
entro mezzogiorno pranzo al ristorante. Arrivo al fiume Niger, lo
attraversiamo con un locale traghetto, in realtà una semplice
piattaforma, i cui orari sono assolutamente aleatori. Visita della
città che nel medioevo rivestì un importanza fondamentale nello sviluppo
dei traffici trans-sahariani. Tra le sue case costruite in adòbe e
calcare si può ancora scorgere l’aspetto fiero di questa città oramai
dimenticata tra le sabbie del Sahara e il vicino fiume Niger. Città
mitica Timbuctù evoca ancora oggi il miraggio di un tempo in cui le più
grandi ricchezze transitavano e si scambiavano in questa città. Relitti
di quell’epoca in cui le carovane portavano ricchezza e cultura ( qui
aveva sede una delle più importanti università del mondo islamico) , le
Azalaï sono carovane che portano il sale dalle lontane miniere di
Taudennì, con un poco di fortuna se ne possono vedere tra novembre e
marzo. Visita della grande moschea e della città. L’elemento che più
colpisce di Timbuctù è quello umano, qui vi si incontrano i Songhai ,
popolazione di origine remota che ha avuto grande importanza nella
storia del Mali, basti ricordare l’impero Songhai fondato da Sonni Ali
Ber, ma soprattutto i Tuareg i mitici “uomini blu” i veri padroni del
deserto, che qui a Timbuctù hanno avuto e hanno ancora oggi una grande
importanza. Cena e pernottamento in hotel.
GIORNI dal 3° al
7°
Spedizione nel
Sahara a Taoudenni
Partiamo accompagnati
dai nostri autisti e dalle guide Tuareg. Questo popolo vive da millenni
in simbiosi con quello che per noi è un inospitale deserto. Prima tappa
Arawane unico punto abitato prima del grande balzo nel “nulla” del
Sahara. Lungo il percorso avremo l’occasione di incontrare le Azalaï le
mitiche carovane che durano da oltre 9 secoli. Il commercio del sale ha
sempre rivestito in Africa un importanza vitale in quanto questo
importantissimo elemento della dieta umana è raro in africa nera, per
questo motivo nel passato il sale ha rappresentato il motore di una
delle via carovaniere più importanti della storia, quella del Sale e
dell’Oro. Infatti nel medioevo chi riusciva a portare il sale alle
popolazioni delle regioni aurifere del Bambuk e del Burè ( nella regione
attualmente compresa tra gli stati del Mali e della Guinea ) poteva
scambiarlo con l’oro che abbondava nel sottosuolo di questi luoghi. Gli
arabi svilupparono quindi uno dei commerci più redditizi che si sia mai
potuto fare nella storia. Con il tempo si formarono degli stati che
controllavano il commercio di oro e di sale, stati che brillarono per il
loro sfarzo e la loro ricchezza, come l’impero del Ghana e quello del
Mali. In particolare di questo ultimo la storia ci ha consegnato i
racconti del “Marco Polo arabo “ Ibn Battuta che nei suoi racconti
raccolti nel libro “Rhila” ci narra sfarzi e meschinità alla corte del
“Mansa” imperatore del Mali ma soprattutto lo storico viaggio
dell’imperatore Mansa Kankoun Moussa che si recò in pellegrinaggio con
60.000 cortigiani e spendendo in questo viaggio talmente tanto oro che
il valore del biondo metallo precipitò ai minimi storici per 15 anni.
Storie lontane che hanno visto questi luoghi come scenario. Arriviamo a
Taudenni e qui possiamo osservare questo luogo incredibile, terribile e
suggestivo al tempo stesso.Da un lato sembra un girone dell’inferno dove
ci si rifugia sotto il suolo per sfuggire al sole fortissimo del deserto
e dove anche l’acqua dei pozzi è salata, dall’altro ci si può rendere
conto dell’incredibile capacità dell’uomo ad adattarsi ad ogni ambiente
sviluppando strategie che ne fanno un essere vivente speciale. Qui
lontano da tutto e da tutti, gli abitanti di questo angolo di mondo
scendono a pochi metri nel sottosuolo dove, un antico lago che si è
completamente prosciugato milioni di anni fa ha lasciato un enorme
giacimento di salgemma, in condizioni sub-umane, estraggono il prezioso
salgemma; questo “oro bianco” viene poi modellato a lastre e
trasportato. É qui che i Tuareg divengono indipensabili. Da fine ottobre
a marzo essi partono da Timbuctù con delle carovane composte dai 30 ai
40 dromedari che i tuareg chiamano “AZALAÏ” che nella loro lingua
significa “La nostalgia del ritorno”. Per 20 giorni, camminano a piedi
per non affaticare gli animali, e trovando l’ acqua nei rari pozzi che
vi sono lungo il percorso; arrivati alle miniere di Taudenni, si
fermano solo il tempo di caricare i dromedari ( 4 lastre da 30 kg
ciascuna per i soggetti giovani e le femmine, 6 per i maschi adulti ) e
immediatamente ripartono per ritornare sui loro passi, ancora per 20
giorni, fino a Timbuctù. Il fatto che sia una carovana non deve far
pensare a qualcosa di marginale o di folcloristico: ancora oggi si
possono incontrare a Taudenni centinaia e centinaia di dromedari in
procinto di essere caricati.
Ripartiamo seguendo
in parte il percorso delle carovane in parte bordando la frontiera con
la vicina Mauritania, in questa regione con un pò di fortuna si possono
osservare le antilopi Addax dalle corna attorcigliate. Tutte le notti
sono al campo.
GIORNO 8
Le dune
multicolori di Farach
Arriviamo a Farach
qui possiamo osservare la meraviglia del deserto che cambia colore,
infatti le barcane, dune mobili, qui presenti possono essere di colore
tendente al rosso al giallo al bianco a seconda dell’origine morfologica
delle sabbie e della sua “età geologica”. Ci dirigiamo verso il bacino
del lago Faguibine posa del Campo .
GIORNO 9.
Il Lago Faguibine
Visita della grotta
del serpente incoronato, quindi, attraversata di una zona di steppa con
accampamenti tuareg i quali sono in transumanza per nutrire le loro
greggi di dromedari, o di capre. Arriviamo al bacino del lago Faguibine
che è il più grande dell'Africa occidentale (75 km di lunghezza su 15 km
di ampiezza.) In tempo di pioggia normale, le acque del fiume offrono un
contrasto splendido con le dune maestose bianche che lo circondano. Il
lago è famoso perché abitato da uno degli animali più strani della
terra, una varietà di pesce gatto che al prosciugarsi delle acque del
lago si infossa nel fango formando una sacca umida che lo mantiene in
letargo fino alle nuove piogge che a volte possono arrivare anche dopo
un paio di anni. Non è raro quindi vedere durante la stagione secca dei
nomadi che si recano nel metto asciutto del lago per “zappare” i pesci.
Campo in un ambiente di sogno, al suono di Tiherdent che è un liuto
tuareg a tre funi. Notte al Campo
GIORNO 10.
Lac Faguibine -
Lere
La mattina molto
presto partenza in 4x4 alla volta dei villaggi Songhai e Mauri che
costeggiano le piste di questa regione. Si tratta di un’ area molto
particolare perché di qui partono le piste che dal bacino del Niger
vanno verso la Mauritania. Non è raro infatti incontrare dei fuoristrada
di contrabbandieri che cercano di trasportare merci di varia natura
attraversando le piste meno conosciute. Posa del campo notte al campo.
GIORNO 11.
Office du Niger -
Segou
Continuando la nostra
spedizione viriamo verso sud e dopo qualche chilometro, improvvisamente
il deserto lascia il posto ad una area verdeggiante. Sfruttando un
antico ramo del fiume Niger che alimentava un’ area inondabile nel
neolitico e oramai secca un ingegnoso sistema di chiuse e di canali
alimenta un area di circa un milione di ettari in parte del tutto
inutilizzati. E’ l’area dell’”Office du Niger” organismo creato
dall’amministrazione coloniale francese e poi gestito dal governo della
Repubblica del Mali che ha realizzato il sogno di coltivare il deserto.
Canna da zucchero, riso, allevamento di pesci, quest’area produce di
tutto. Arriviamo finalmente alle sponde di Djoliba, attraversiamo il
fiume Niger passando sulla diga che alimenta i canali. Arriviamo in
serata a Segou per la prima notte in Hotel dopo tanti giorni di
spedizione. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 12
Segou / Bamako /
Italia (260 km.)
Partenza alla volta
di Bamako, arrivo nella capitale e consegna delle camere in Day Use.
Visita di Bamako capitale del Mali; letteralmente il suo nome si può
tradurre sia “ riva “ che “dorso” del coccodrillo, nome che prese quando
da un piccolo villaggio di pescatori verso la fine del secolo XIX° i
francesi ne fecero la capitale del “Sudan Occidentale”. Oggi Bamako
passa tranquillamente il milione di abitanti. Distesa per oltre 30 Km
sulle rive del Niger o Djoliba come lo chiamano i popoli di lingua Mandè,
Bamako mantiene la sua anima di paese, e il centro è un unico mercato
dove anche i pedoni hanno difficoltà a passare tra le innumerevoli
bancarelle, “faire du marche” è infatti l’attività principale della
città, dove ogni angolo è buono per istallarvi una bancarella o un
mini-ristoro. A dire il vero tutte le attività, anche quelle
artigianali, si svolgono all’aperto per cui non è raro trovare accanto
a lavorare un orafo che confeziona un monile e un meccanico che ripara
un motore. Una visita al mercato di Medina fa sempre vivere un intenso
tuffo nella realtà di un mondo che non getta nulla. Immense cataste di
ferraglie vengono smontate pezzo per pezzo per ricomporle in oggetti di
uso quotidiano, è così che un inutile bidone vuoto diventa una zappa,
una casse o uno sgabello a seconda della creatività del fabbro che lo
lavora. cena in un bellissimo ristorante in stile sudanese. In serata,
trasferimento in aeroporto per l’imbarco del volo di rientro
GIORNO 13
Bamako – Italia
Alle prime ore della
mattina partenza per Casablanca dove c’è il volo internazionale in
coincidenza per l’Italia.
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CLIMA
Le piogge si concentrano tra
maggio e settembre. La stagione secca invece va da novembre a marzo.
Sempre a marzo inizia il periodo caldo che arriva sino a maggio, quando
le temperature spesso superano i 40°C. Il periodo migliore per visitare
il paese è quello compreso tra ottobre e febbraio. L’harmattan ( un
vento caldo, arido e polveroso proveniente dal Sahara ) soffia da
dicembre a febbraio, non costituisce un problema grave ma riduce la
visibilità. Nel nord del paese, verso il Sahara la stagione delle piogge
praticamente non esiste.
ASPETTI PRATICI
In vetture
fuoristrada durante il circuito (4/5 passeggeri per macchina) e in
Minubus a seconda del tragitto. I pranzi, in corso di trasferimento,
sono solitamente dei pic-nic. Alcuni percorsi a piedi, sulla Falesia,
possono risultare faticosi. Gli hotels di Hombori, Djenne e Sanga sono
senza aria condizionata. |
LE NOSTRE SISTEMAZIONI
BAMAKO
: Hotel Azalai -1 notte
SEGOU
: Hotel Indipendence - 1 notte
TIMBUCTÚ
: Hotel La Colombe - 1 notte
Campi
Mobili
: Tende tipo Igloo - 8 notti |