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 Mali

Partenze 2009

3-ott / 31-ott / 21-nov / 12-dic / 26-dic

Partenze 2010

16-gen / 13-feb / 13-mar / 23-ott / 20-nov / 25-dic

 

Quota Base in doppia

2.950 euro base 6 partecipanti

3.500 euro base 4 partecipanti

5.200 euro base 2 partecipanti

Supplemento Singola - 300 €

 

Supplemento Alta Stagione*

Dal 20 dic al 5 gen - dal 01 al 30 apr. – dal 15 lug al 18 ago:  280 €

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Itinerario

GIORNO 1

Italia-Bamako

Partenza  con volo di linea dall’Italia arrivo in tarda serata, transfert , pernottamento in hotel.

 

GIORNO 2

Bamako – Timbuctù

La mattina presto partenza in volo per Timbuctù la mitica “regina delle sabbie, per secoli centro carovaniero e città faro nella cultura del medioevo. Per raggiungerla percorriamo il deserto del Gourma dove è numerosa la presenza di nomadi sia Peul che Tuareg ( Targui ). Pranzo al sacco lungo il tragitto o, se le condizioni ci permettono di arrivare a destinazione entro mezzogiorno pranzo al ristorante.  Arrivo al fiume Niger, lo attraversiamo con un locale traghetto, in realtà una semplice piattaforma,  i cui orari sono assolutamente aleatori. Visita della città che nel medioevo rivestì un importanza fondamentale nello sviluppo dei traffici trans-sahariani. Tra le sue case costruite in adòbe e calcare si può ancora scorgere l’aspetto fiero di questa città oramai dimenticata tra le sabbie del Sahara e il vicino fiume Niger. Città mitica Timbuctù evoca ancora oggi il miraggio di un tempo in cui  le più grandi ricchezze transitavano e si scambiavano in questa città. Relitti di quell’epoca in cui le carovane portavano ricchezza e cultura ( qui aveva sede una delle più importanti università del mondo islamico) , le Azalaï sono carovane che portano il sale dalle lontane miniere di Taudennì, con un poco di fortuna se ne possono vedere tra novembre e marzo. Visita della grande moschea e della città. L’elemento che più colpisce di Timbuctù è quello umano, qui vi si incontrano i Songhai , popolazione di origine remota che ha avuto grande importanza nella storia del Mali, basti ricordare l’impero Songhai fondato da Sonni Ali Ber, ma soprattutto i Tuareg i mitici “uomini blu” i veri padroni del deserto, che qui a Timbuctù hanno avuto e hanno ancora oggi una grande importanza. Cena e pernottamento in hotel.

 

GIORNI  dal 3° al 7° 

Spedizione nel Sahara a Taoudenni

Partiamo accompagnati dai nostri autisti e dalle guide Tuareg. Questo popolo vive da millenni in simbiosi con quello che per noi è un inospitale deserto. Prima tappa Arawane unico punto abitato prima del grande balzo nel “nulla” del Sahara. Lungo il percorso avremo l’occasione di incontrare le Azalaï le mitiche carovane che durano da oltre 9 secoli. Il commercio del sale ha sempre rivestito in Africa un importanza vitale in quanto questo importantissimo elemento della dieta umana è raro in africa nera, per questo motivo nel passato il sale ha rappresentato il motore di una delle via carovaniere più importanti della storia, quella del Sale e dell’Oro. Infatti nel medioevo chi riusciva a portare il sale alle popolazioni delle regioni aurifere del Bambuk e del Burè ( nella regione attualmente compresa tra gli stati del Mali e della Guinea ) poteva scambiarlo con l’oro che abbondava nel sottosuolo di questi luoghi. Gli arabi svilupparono quindi uno dei commerci più redditizi che si sia mai potuto fare nella storia. Con il tempo si formarono degli stati che controllavano il commercio di oro e di sale, stati che brillarono per il loro sfarzo e la loro ricchezza, come l’impero del Ghana e  quello del Mali. In particolare di questo ultimo la storia ci ha consegnato i racconti del “Marco Polo arabo “ Ibn Battuta che nei suoi racconti raccolti nel libro “Rhila” ci narra  sfarzi e meschinità alla corte del “Mansa” imperatore del Mali  ma soprattutto lo storico viaggio dell’imperatore Mansa Kankoun Moussa che si recò in pellegrinaggio con 60.000 cortigiani e spendendo in questo viaggio talmente tanto oro che il valore del biondo metallo precipitò ai minimi storici per 15 anni. Storie lontane che hanno visto questi luoghi come scenario. Arriviamo a Taudenni e qui possiamo osservare questo luogo incredibile, terribile e suggestivo al tempo stesso.Da un lato sembra un girone dell’inferno dove ci si rifugia sotto il suolo per sfuggire al sole fortissimo del deserto e dove anche l’acqua dei pozzi è salata, dall’altro ci si può rendere conto dell’incredibile capacità dell’uomo ad adattarsi ad ogni ambiente sviluppando strategie che ne fanno un essere vivente speciale. Qui lontano da tutto e da tutti, gli abitanti di questo angolo di mondo scendono a pochi metri nel sottosuolo dove, un antico lago che si è completamente prosciugato milioni di anni fa ha lasciato un enorme giacimento di salgemma, in condizioni sub-umane, estraggono il prezioso salgemma; questo “oro bianco” viene poi modellato a lastre  e trasportato. É qui che i Tuareg divengono indipensabili. Da fine ottobre a marzo essi partono da Timbuctù con delle carovane composte dai 30 ai 40 dromedari che i tuareg chiamano “AZALAÏ” che nella loro lingua significa “La nostalgia del ritorno”. Per 20 giorni, camminano a piedi per non affaticare gli animali, e trovando l’ acqua nei rari pozzi che vi sono lungo il percorso; arrivati alle miniere di Taudenni,  si fermano solo il tempo di caricare i dromedari ( 4 lastre da 30 kg ciascuna per i soggetti giovani e le femmine,  6 per i maschi adulti ) e immediatamente ripartono per ritornare sui loro passi, ancora per 20 giorni, fino a Timbuctù. Il fatto che sia una carovana non deve far pensare a qualcosa di marginale o di folcloristico: ancora oggi si possono incontrare a Taudenni centinaia e centinaia di dromedari in procinto di essere caricati.

Ripartiamo seguendo in parte il percorso delle carovane in parte bordando la frontiera con la vicina Mauritania, in questa regione con un pò di fortuna si possono osservare le antilopi Addax dalle corna attorcigliate. Tutte le notti sono al campo.

 

GIORNO 8

Le dune multicolori di Farach

Arriviamo a Farach qui possiamo osservare la meraviglia del deserto che cambia colore, infatti le barcane, dune mobili, qui presenti possono essere di colore tendente al rosso al giallo al bianco a seconda dell’origine morfologica delle sabbie e della sua “età geologica”. Ci dirigiamo verso il bacino del lago Faguibine posa del Campo .

 

GIORNO 9. 

Il Lago Faguibine

Visita della grotta del serpente incoronato, quindi, attraversata di una zona di steppa con accampamenti tuareg i quali sono in transumanza per nutrire le loro greggi di dromedari,  o di capre. Arriviamo al bacino del lago Faguibine che è il più grande dell'Africa occidentale (75 km di lunghezza su 15 km di ampiezza.) In tempo di pioggia normale, le acque del fiume offrono un contrasto splendido con le dune maestose bianche che lo circondano. Il lago è famoso perché abitato da uno degli animali più strani della terra, una varietà di pesce gatto che al prosciugarsi delle acque del lago si infossa nel fango formando una sacca umida che lo mantiene in letargo fino alle nuove piogge che a volte possono arrivare anche dopo un paio di anni. Non è raro quindi vedere durante la stagione secca dei nomadi che si recano nel metto asciutto del lago per “zappare” i pesci. Campo in un ambiente di sogno, al suono di Tiherdent che è un liuto tuareg a tre funi.  Notte al Campo

 

GIORNO 10. 

Lac Faguibine - Lere

La mattina molto presto partenza in 4x4 alla volta dei villaggi Songhai e Mauri che costeggiano le piste di questa regione. Si tratta di un’ area molto particolare perché di qui partono le piste che dal bacino del Niger vanno verso la Mauritania. Non è raro infatti incontrare dei fuoristrada di contrabbandieri che cercano di trasportare merci di varia natura attraversando le piste meno conosciute.  Posa del campo notte al campo.

 

GIORNO 11.

Office du Niger - Segou

Continuando la nostra spedizione viriamo verso sud e dopo qualche chilometro, improvvisamente il deserto lascia il posto ad una area verdeggiante. Sfruttando un antico ramo del fiume Niger che alimentava un’ area inondabile nel neolitico e oramai secca un ingegnoso sistema di chiuse e di canali alimenta un area di circa un milione di ettari in parte del tutto inutilizzati. E’ l’area dell’”Office du Niger” organismo creato dall’amministrazione coloniale francese e poi gestito dal governo della Repubblica del Mali  che ha realizzato il sogno di coltivare il deserto. Canna da zucchero, riso, allevamento di pesci, quest’area produce di tutto. Arriviamo finalmente alle sponde di Djoliba, attraversiamo il fiume Niger  passando sulla diga che alimenta i canali. Arriviamo in serata a Segou per la prima notte in Hotel dopo tanti giorni di spedizione. Cena e pernottamento in hotel.

 

Giorno 12

Segou / Bamako / Italia   (260 km.)

Partenza alla volta di Bamako, arrivo nella capitale e consegna delle camere in Day Use.  Visita di Bamako capitale del Mali; letteralmente il suo nome si può tradurre sia “ riva “ che “dorso” del coccodrillo, nome che prese quando da un piccolo villaggio di pescatori verso la fine del secolo XIX° i francesi ne fecero la capitale del “Sudan Occidentale”. Oggi Bamako passa tranquillamente il milione di abitanti. Distesa per oltre 30 Km sulle rive del Niger o Djoliba come lo chiamano i popoli di lingua Mandè, Bamako mantiene la sua anima di paese, e il centro è un unico mercato dove anche i pedoni hanno difficoltà a passare tra le innumerevoli bancarelle, “faire du marche” è infatti l’attività principale della città, dove ogni angolo  è buono per istallarvi una bancarella o un mini-ristoro. A dire il vero tutte le attività, anche quelle artigianali,  si svolgono all’aperto per cui non è raro trovare accanto a lavorare un orafo che confeziona un monile e un meccanico che ripara un motore. Una visita al mercato di Medina  fa sempre vivere un intenso tuffo nella realtà di un mondo che non getta nulla. Immense cataste di ferraglie vengono smontate pezzo per pezzo per ricomporle in oggetti di uso quotidiano, è così che un inutile bidone vuoto diventa una zappa, una casse o uno sgabello a seconda della creatività del fabbro che lo lavora. cena in un bellissimo ristorante in stile sudanese. In serata, trasferimento in aeroporto per l’imbarco del volo di rientro

 

GIORNO 13 

Bamako – Italia

Alle prime ore della mattina partenza per Casablanca dove c’è il volo internazionale in coincidenza per l’Italia.

 

CLIMA

Le piogge si concentrano tra maggio e settembre. La stagione secca invece va da novembre a marzo. Sempre a marzo inizia il periodo caldo che arriva sino a maggio, quando le temperature spesso superano i 40°C. Il periodo migliore per visitare il paese è quello compreso tra ottobre e febbraio. L’harmattan ( un vento caldo, arido e polveroso proveniente dal Sahara ) soffia da dicembre a febbraio, non costituisce un problema grave ma riduce la visibilità. Nel nord del paese, verso il Sahara la stagione delle piogge praticamente non esiste.

 

ASPETTI PRATICI

In vetture fuoristrada durante il circuito   (4/5 passeggeri per macchina) e in Minubus a seconda del tragitto. I pranzi, in corso di trasferimento, sono solitamente dei pic-nic. Alcuni percorsi a piedi, sulla Falesia, possono risultare faticosi. Gli hotels di Hombori, Djenne e Sanga sono senza aria condizionata.

LE NOSTRE SISTEMAZIONI

BAMAKO : Hotel Azalai -1 notte

SEGOU : Hotel Indipendence - 1 notte

TIMBUCTÚ : Hotel La Colombe - 1 notte

Campi Mobili : Tende tipo Igloo - 8 notti

La Quota Comprende    

Passaggi aerei con voli di linea in classe economica

15 Kg di franchigia bagaglio

Sistemazioni hotel  come descritto

Pensione completa per tutto il tour eccetto a Bamako dove non è compresa la cena del giorno 1

Trasferimenti in vettura 4x4 Pinasse e Minibus a seconda del tragitto.

Visite ed escursioni come da programma

Accompagnatore locale di lingua francese/italiana

La quota non comprende:

Spese di ottenimento del visto

Tasse aeroportuali

Eventuali tasse aeroportuali, di sicurezza e tasse doganali terrestri pagabili solamente in loco bevande

Tasse locali, Ingressi nei parchi , nei musei nelle chiese ecc.

Acqua e bevande in generale

Le mance

Quant’altro non espressamente menzionato


 

 

 

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