Giorno 1 -
Sabato
Italia /
Bamako
Partenza con volo di linea con
coincidenza per Bamako, arrivo in tarda serata,trasferimento,
pernottamento in hotel.
Giorno 2 -
Domenica
Bamako /
Segou
Al mattino
visita di Bamako, la capitale del Mali. Il suo nome deriva
dall’espressione in lingua Barbara “Bama-Ko” letteralmente “riva
dei coccodrilli” poiché la città si sviluppa lungo il fiume
Niger ( localmente chiamato Djolibà) che in passato in questa
zona era densamente popolato dai questi rettili acquatici. I
primi abitanti furono dei pescatori Somono, in seguito la
fertilità delle terre e l’abbondanza d’acqua consentirono
l’istallazione di agricoltori Barbara, oggi il piccolo villaggio
di poche centinaia di abitanti del secolo scorso è divenuto una
città che si estende per oltre 40 chilometri e ha più di un
milione di abitanti. Tutta la città brulica di una attività
frenetica e sin dalle prime luci dell’alba gli innumerevoli
negozi e mercati si animano di un incessante e gioioso
“chiacchiericcio”. Tutto si svolge per strada, dalla riparazione
dei camions alla tessitura, oltre che naturalmente l’attività
commerciale, infatti il “Faire du Marche” è l’attività preferita
dai Maliani, che per le loro doti mercantili sono conosciuti in
tutta l’Africa. Una vista al Mercato di Medina permette di fare
un tuffo nel pieno della vera Bamako ; in questo immenso spazio
che si stende per ben 30 ettari si concentrano le principali
vendite all’ingrosso, si possono osservare prodotti provenienti
dalle più disparate regioni dell’Africa occidentale: Yucca (
Ingame o Yam) ; Manioca ; Platano ( bananes plantin ) oltre che
innumerevoli varietà di cereali e spezie; interessantissimo è
il padiglione dedicato all’estetica delle signore bene della
città, dove esse si sottopongono per ore e a volte giorni a
laboriose sedute per creare le capigliature intrecciate e
intarsiate di ornamenti caratteristici di questa parte d’Africa,
oltre che alla pittura con l’Henné di mani , piedi e contorno
labiale. Interessante è l’area dei fabbri , qui ogni oggetto
metallico, dalla scatola di sardine alla ruspa viene smontato e
elaborato , grazie al lavoro manuale e senza tecnologie
elaborate degli artigian,i fusti del petrolio divengono casse
metalliche, balestre di auto zappe e vomeri di aratri. Vista del
piccolo ma interessante museo nazionale dove sono custoditi
innumerevoli reperti archeologici e oggetti rituali delle varie
etnie di questo immenso paese che si estende per una superficie
che è 4 volte quella dell’Italia. Pranzo in ristorante, nel
pomeriggio partenza per Segou, lungo la strada si possono
osservare diversi villaggi dell’Etnia Barbara con le sue capanne
rotonde coperte da un tetto in paglia e che si aprono sul
cortile comune della famiglia ( la concessione) esso ospita le
abitazioni del capofamiglia e delle sue mogli. Arrivo a Segou
nel pomeriggio, la città fu chiamata “la bianca” poiché i
francesi dopo la sua occupazione costruirono innumerevoli
abitazioni dipingendole di bianco per distinguerle dalle
sontuose abitazioni rosse dei possidenti del regno di Segou,
proprio per sottolineare il passaggio di potere, per cui “Segou
la rossa” di Biton Coulibali divenne “la Bianca” del governatore
Fadherbe. La città si stende anch’essa sulle rive del fiume
Niger, lungo la darsena attraccano innumerevoli Pinacce (
pinasses) barconi in legno con il fondo piatto generalmente
ricoperti da un tetto in legno e stuoie. Sistemazione in Hotel
cena e pernottamento.
Giorno 3 -
Lunedì
Segou /
Djenne
Partenza al mattino presto per
Djenne, lungo la strada si possono incontrare innumerevoli
villaggi dell’etnia Bobo,, rimasta a lungo attaccata alla sua
tradizione animista, ne l’Islam né il cattolicesimo portato dai
colonizzatori gli hanno fatto abbandonare le tradizioni
feticistiche. I villaggi si riconoscono subito poiché hanno un
area in cui sono concentrati tutti i granai, questi sono molto
grandi a base quadrata e con tetto in paglia, le case hanno
generalmente tetti in terra battuta sui quali si conservano gli
utensili e si ripongono i prodotti della terra a essiccare, le
concessioni sono più piccole di quelle bambara poiché non è
permesso ai figli di rimanere nella casa paterna dopo il
matrimonio. Arrivo a Djennè, in occasione del suo coloratissimo
mercato settimanale che, verso mezzogiorno, raggiunge il massimo
dell’attività, Allevatori Peul , pescatori Boso, coltivatori
Bobo tutti si ritrovano nella grande piazza antistante la grande
moschea, trasformando una spianata polverosa in un incredibile
acquarello i cui colori sono le genti i loro vestiti e le
mercanzie che recano. Visita della città con i suoi vicoli che
si aprono tra case in terra alte anche tre piani, i suoi palazzi
tutti costruiti in adòbe (mattoni crudi) come la grande Moschea
che con i suoi 45 metri di altezza rappresenta la più grande
costruzione in terra del mondo. Visita di una “madrassa” la
scuola coranica, avremo il tempo di osservare lo sciamare delle
genti che se ne vanno dal mercato verso le sperdute terre del
delta interno. Sistemazione in un caratteristico Hotel notte a
Djenne.
Giorno 4 -
Martedì
Djenne,
Paese Dogon
Intensa
giornata in 4x4 dedicata ai villaggi della falesia meridionali,
in questa zona i Dogon si sono islamizzati e quindi hanno
abbandonato la falesia costruendo delle fantasiose moschee in
adobe, inoltre è qui possibile risalire fino in alto della
falesia per visitare quello che nei villaggi animisti è ancora
tabù, cioè le capanne dei feticci, spettacolari sono i villaggi
di Endè Teli dove si può risalire la falesia fino alle “Maisons
a Fetiche” che contengono numerosi oggetti ritenuti anticamente
magici dagli animisti e oggi abbandonati, numerose sno le teste
di scimmie e pelli di animali. Visitadi Kanikombolè , in questo
villaggio si può osservare una bellissima moschea in stile misto
e sincretico sudanese con le guglie e animista, le celle della
moschea ricordano la casa dello sciamano. Risaliamo la Falesie e
visita del villaggio di songo e delle pitture rupestri che
raffigurano immagini e simboli mitologici, in serata arrivo a
Bandiagara. sistemazione nel locale Hotel.
Giorno 5 -
Mercoledì
Paese
Dogon
La mattina
molto presto partenza in 4x4 alla volta dei villaggi Dogon di
Falesia. I dogon si rifugiarono in questa regione montuosa
intorno al XII° secolo per sfuggire alle persecuzioni nei
islamiche. L’eccezionale isolamento ha permesso alle loro
tradizioni e alla loro religione animista di arrivare fino ai
giorni nostri. Una volta discesa la Falesia che qui precipita
direttamente sulla piana sabbiosa del “Seno Gondo” appare uno
degli spettacoli più grandiosi di tutta l’Africa, lungo le
pareti si trovano arroccate innumerevoli abitazioni e in alto si
possono osservare le grotte e le abitazione dei Tellem, gli
antichi abitanti di questa regione scacciati a loro volta dai
Dogon. Le abitazioni di questo misterioso popolo che si trovano
anche a parecchie centinaia di metri dal suolo vengono oggi
usate dai Dogon come sepolcri e per custodire i “preziosi”
feticci. Per giungere nei villaggi si deve compiere delle marce
a piedi a volte faticose ma che vengono ampiamente ricompensate
dallo spettacolo. Le abitazioni dogon sono costruite in genere
su terrazzamenti, nella concessione familiare vi è inglobato il
caratteristico granaio. I Dogon coltivano il poco terreno che
riescono a strappare tra la roccia e le dune, impressionante è
la capacità di arrampicarsi lungo i sentieri e i crepacci della
falesia che hanno tutti i componenti di questa etnia. Nei
villaggi spiccano le tugunà, si tratta luoghi in cui il
consiglio degli anziani tratta tutte le questioni concernente la
vita del villaggio, la loro caratteristica è di avere una enorme
tettoia costruita con gli steli del miglio, più alta è la
tettoia più vecchia è la tugunà. La pianta delle abitazioni
Dogon simboleggia il corpo umano, se si ha l’occasione di
osservarne una dall’alto si può riconoscere la forma della testa
del busto, le braccia e le gambe. Pranzo al Sacco. Nel tardo
pomeriggio rientro via Dourou attraverso una spettacolare pista
che si incunea in uno spacco della falesia, arrivo a Bandiagara,
cena e pernottamento in Hotel.
GIORNO 6.
Giovedì
Paese
Dogon - Navigazione
Partenza al
Mattino e imbarco a nella Pinasse, inizio della navigazione
visitiamo numerosi villaggi Boso con bellissime moschee veri
“castelli di fango” che si ergono dalle rive piatte del fiume.
In serata posa del campo. Pensione completa..
Dal 7° all’ 8° GIORNO Venerdi
- Sabato
Il Fiume Niger (navigazione
in pinassa (imbarcazione locale a motore)
Navigazione
in direzione di Timbuctu durante i giorni di navigazione sul
fiume si attraversa uno degli ambienti naturali più singolari
del mondo: il Delta Interno del Niger dove si possono visitare i
magnifici villaggi dei pescatori BOSO che abitano le rive,
vivendo di pesca e di un’ agricoltura di sussistenza; Il Lago
Debo offre la possibilità di vedere delle singolari colonie di
cormorani nani oltre che innumerevoli aironi , talvolta non è
raro osservare degli ippopotami, per buona parte dell’anno il
fiume rappresenta per questa regione vastissima, l’unico mezzi
di comunicazione, tutto si svolge intorno e verso il fiume. La
sera la Pinasse accosta e viene allestito il campo in una riva
solitaria o su qualche duna sovrastante il fiume, questi giorni
di navigazione si ricordano sempre come l’incontro di un mondo
senza tempo. Alla sera del 8° giorno arrivo a Timbuctù e prime
visite della città. sistemazione in hotel cena e pernottamento
all’hotel.
GIORNO 9.
Domenica
Timbuctu’
- Douentza
La mattina
presto visita di Timbuctù la mitica “regina delle sabbie, per
secoli centro carovaniero e città faro nella cultura del
medioevo, , visita della città nel medioevo rivestì un
importanza fondamentale nello sviluppo dei traffici
trans-sahariani . Tra le sue case costruite in adòbe e calcare
si può ancora scorgere l’aspetto fiero di questa città oramai
dimenticata tra le sabbie del Sahara e il vicino fiume Niger.
Città mitica Timbuctù evoca ancora oggi il miraggio di un tempo
in cui grandi le più grandi ricchezze transitavano e si
scambiavano in questa città. Relitti di quell’epoca in cui le
carovane portavano ricchezza e cultura ( qui aveva sede una
delle più importanti università del mondo islamico) , le Azalaï
sono carovane che portano il sale dalle lontane miniere di
Taudennì, con un poco di fortuna se ne possono vedere tra
novembre e marzo. Visita della grande moschea e della città.
L’elemento che più colpisce di Timbuctù è quello umano, qui vi
si incontrano i Songhai , popolazione di origine remota che ha
avuto grande importanza nella storia del Mali, basti ricordare
l’impero Songhai fondato da Sonni Ali Ber, ma soprattutto i
Tuareg i mitici “uomini blu” i veri padroni del deserto, che qui
a Timbuctù hanno avuto e hanno ancora oggi una grande
importanza. Partenza per Douentza per raggiungerla percorriamo
il deserto del Gourma dove è numerosa la presenza di nomadi sia
Peul che Tuareg ( Targui ). Non prima di aver attraversato il
fiume Niger, con un locale traghetto, in realtà una semplice
piattaforma, i cui orari sono assolutamente aleatori. Arrivo a
Douantza Pranzo al sacco lungo il tragitto. Arrivo a Douentza
posa del campo e pernottamento.
GIORNO 10.
Lunedì
Douentza -
Mopti
Partenza al mattino, arrivo a
Mopti Pranzo sulla darsena e visita della città. Posta alla
confluenza di due grandi fiumi, riveste oggi un importanza
fondamentale per Mali, poiché dal suo porto le imbarcazioni
collegano via fiume regioni che altrimenti sarebbero
completamente inaccessibili per buona parte dell’anno. Il suo
mercato brulicante e carico di odori si sviluppa soprattutto
intorno alla darsena, dove si mescola all’arrivo e al partire
incessante delle enormi piroghe che si riempiono o si svuotano
dei loro carichi di merce e di gente, il tutto in un atmosfera
tanto frenetica da far girare la testa. Sistemazione in Hotel
cena e Peenottamento. Pensione completa.
Giorno 11
- Martedì
Mopti /
Segou / Bamako / Italia
Partenza alla
volta di Bamako. Pranzo lungo lil percorso. arrivo a Bamako e
consegna delle camere in Day Use, cena in un bellissimo
ristorante in stile sudanese. In serata, trasferimento in
aeroporto per l’imbarco del volo di rientro
Giorno 12
- Mercoledì
Italia
Volo internazionale in
coincidenza per l’Italia.