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Itinerario
GIORNO 1
Italia- Marrkakech
Partenza con volo di linea dall’Italia,
a Marrakech con volo in coincidenza. Arrivo e trasferimento al Ryad e
pernottamento.
GIORNO 2
Marrachech
– Ouazarzade
Visita della
bellissima Marrakech "la millenaria" una delle città più singolari del
Marocco: splendida al tempo degli Almoravidi (XI e XII secolo), conobbe
la distruzione da parte degli Almohadi fanatici e riformatori, ai quali
si deve però la costruzione del minareto della Kotubia (1184) e il
rilancio della città in quanto capitale dell'impero. Le vicende
dinastiche dei secoli successivi fecero conoscere alla città fasi di
splendori e miserie, che causarono danni irreparabili ai palazzi dei
sultani ed alle dimore principesche. Città prevalentemente berbera, è
il punto di incontro delle genti del Medio e dell'Alto Atlante, delle
valli del Draa, là dove le mescolanze etniche con le popolazioni nere
sono a volte ben visibili. Il fascino della città risiede soprattutto
nella vita pulsante della sua famosa piazza, la Jemaa el Fna, nelle
stradine strette e colorate che compongono la Medina e i suoi souk,
nella mescolanza di razze e etnie che vi si incontrano. Fra i
monumenti, tre sono particolarmente rappresentativi: le Tombe saadiane,
che ospitano le spoglie dei principali membri della dinastia saadiana
del XVI secolo; la Dar Si Said, più piccola del celebre Palazzo della
Bahia , nel pomeriggio partenza per superare l’Atlante arrivo a
Ouazarzade nella Valle della Draa. Sistemazione in Riad.
GIORNO 3
Ouazarzade – Valle della Draa – Grande Erg
Partenza per il deserto non prima di aver
visitato la valle del medio Draa cove si trovano delle belle kasbah.
Lungo il tragitto che vi conduce si ammira uno splendido panorama sulla
valle: il fiume che si disperde nel nulla a sud e la lunghissima
striscia verde del palmeto a nord. Arrivo nell’area di Foum Zaguid .
Posa del primo campo nel deserto.
GIORNO 4
Grande Erg – Tata
Ci inoltriamo nell’erg fino a risalire le
montagne, si punta in direzione di Tata, che fino agli inizi del secolo
rappresentava uno dei più importanti centri carovanieri e punto di
riferimento per i commerci sahariani. Campo presso un bel sito di arte
rupestre.pensione completa con pic-nic a pranzo
GIORNO 5
Tata - Tafraout
Punto forte della giornata è la traversata
della "Valle Incantata", profondo e silenzioso canyon, che si percorrerà
in parte a piedi, dove il trascorrere del tempo non ha per nulla
modificato l'aspetto medioevale dei villaggi di pietra. Arrivo a Tafrout
e sistemazione in Kasbah. Cena. E relax ci attende la traversata del
Sahara e questa sarà l’ultima occasione per un buon bagno e un letto
prima dei campi e piccoli hotels che avremo per molti giorni.
GIORNO 6
Tafraout – Sahara Occidentale
Ha inizio la lunga strada per attraversare
il Sahara Occidentale Marocchino, ex Sahara spagnolo fù lasciato dalle
truppe del paese iberico negli anni 70 e subito occupato dal Marocco, da
allora molte tribù berbere sono rifugiate in Algeria in attesa di una
indipendenza che sembra lontana ad arrivare. Il paesaggio è legato alla
presenza dell’oceano Atlantico .. Arrivo in un luogo del deserto dove si
poserà il campo. Pensione completa con pic-nic a pranzo.
GIORNO 7 - 8
Sahara Occidentale
Partenza lungo la direttrice che si dirige
sempre verso sud costeggiando talvolta il mare le spiagge si perdono
all’infinito , una bruma si alza spesso dal mare soprattutto al mattino
a volte questo fenomeno che permette agli animali e le piante di questo
arido territorio di avere un poco di umidità attraverso al condensa,
ricorda molto quanto accade in Namibia e Angola . Numerosi sono i
veicoli che sono rimasti abbandonati lungo questa strada poiché siamo in
piano Sahara e spesso non conviene recuperarli. Giunti nei pressi di
Dakhla ( ultimo abitato di una certa importanza del Marocco) troviamo
anche le prime dune. Arriviamo nei pressi della frontiera con la
Mauritania.. Posa del Campo. Cene al campo pranzi Pic Nic.
GIORNO 9
Frontiera – Nouadibou – Banc Cap Tafarit
Attraversiamo la frontiera Marocco –
Mauritania , arrivando alla città Maura di Nouadibou capolinea della
ferrovia, e importante centro di pesca. Continuiamo lungo la costa alla
scoperta dei relitti di vascelli nella baia di Nouadhibou, un tempo
primo scalo africano dell’Aeropostale. Si arriva all’ingresso nel Parco
Banc d’Arguin Uno dei parchi ornitologici più belli e grandi del mondo,
numerosi sono i fenicotteri e i pellicani. Raggiungiamo in serata la
stazione di Iwik.. Sistemazione nel campo fisso di tende maure posto
lungo la costa atlantica al riparo di una spettacolare falesia. Cena
nella tenda ristorante e pernottamento
GIORNO 10
I
pescatori Imraguen - Benichab
Navigheremo nei velieri rudimentali degli
Imraguen, una Comunità nera di pescatori che secondo l'epoca dell'anno,
pescano, aiutandosi dei delfini. Osserveremo anche le varie colonie di
uccelli che abitano queste isole. Rientro sulla costa, e partenza per
l’interno per arrivare a Benichab, un'oasi d'acqua fossile, di una
profondità di 90m, che è utilizzata per l’imbottigliamento d'acqua
minerale. Posa del Campo.
GIORNO 11
Benichab - Terjit
Visita degli stabilimenti di
imbottigliamento dell’acqua minerale, stupisce la semplicità con al
quale questa attività industriale si svolge in mezzo al nulla. Quindi
penetreremo nel deserto, seguendo un tracciato splendido, fino a Terjit,
in cui ci aspetta un'oasi di acque termali con bacini meravigliosi nei
quali possiamo bagnarci. Posa del Campo .
GIORNO 12
Terjit - Chinguetti
Al Mattino partenza verso nord ovest,
transitando per Atar, capitale della regione dello Adrar, nome che
letteralmente significa altopiano. La città ha il mercato più colorato
della regione. Quindi penetreremo nel deserto, seguendo un tracciato
splendido che ci porterà alla settima città santa dell’islam: Chinquetti.
Visita della città, costruita nel XII secolo, e oggi dichiarata
dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Visita tra le viuzze della città,
alla scoperta delle biblioteche inghiottite dalla sabbia, della moschea,
di un mercato di fortuna.Sistemazione in hotel, prime visite, cena e
pernottamento in Hotel.
Giorno 13
Cinguetti - Zarga
Continuiamo la visita della settima città
dell’islam e partenza per il deserto tra dune, uadi e monti si succedono
fino a Zarga Si affrontera l’attraversata del passo di Zarga scansando
qua e là raggruppamenti di pietre. Bivacco fra le dune.
Giorno 14
Zarga - El Khatt
Alternando distese di uadi, labirinti di
dune e creste rocciose, questo itinerario tutt’altro che monotono è una
delizia per gli amanti del deserto. El Khatt, che si distende in mezzo
ad ampi uadi. Bivacco alle pendici della catena di dune.
Giorno 15
El Khatt – Rachid - Tidjikja
Dopo la prima colazione, partenza,
seguendo la pista della Parigi/Dakar, verso l’Oued di Rachid, dove il
deserto ci rivela la sua immensità Rachid e le sue rovine, situate su di
un erto pendio che sovrasta la città nuova. Le rovine sembrano perdersi
nel paesaggio composto da gruppi di palme e da passaggi insabbiati e
ripidi. Continuazione per Tidjikia. Arrivo e sistemazione in Auberge
Giorno 16
Tidjikja - Tichit
Antica città della Mauritania, considerata
dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, Tichitt è senz’altro la città più
isolata del paese. Non vi arriva nessuna strada o pista ben tracciata,
ma è proprio nel raggiungerla che si ha l’opportunità di ripercorrere la
storia, ripercorrendo i passi dei carovanieri che seguivano la grande
curva tracciata dalle pendici scoscese (Dhar) che delimitano l’Aoukar,
da Tidjikja fino a Oualata. Il Dhar di Tichitt, immenso oceano di dune,
regala alla vista del visitatore uno dei più bei deserti mauri. Infine,
per raggiungere i laghi salati e prosciugati di Tichitt, bisogna
oltrepassare una montagna di sabbia finissima e luccicante. in questa
regione desertica si trova un villaggio che sembra essere uscito dalla
preistoria, ancora oggi abitato, come testimonia il minareto della
moschea inghiottita dalla sabbia: Akreijit / Tîchît, ai piedi del Dhar
che porta il suo nome, fu alla fine del medioevo una tappa importante
per le carovane che si dirigevano verso la valle del Niger, le sue
costruzioni, senza dubbio le più belle di tutta la regione del Tagant,
sorgono su un vero e proprio “tell”, una collina allungata formatasi per
successive sovrapposizioni di rovine di antiche costruzioni, i nuovi
edifici in pietra piatta chiara presentano alcuni elementi
caratteristici che contribuiscono a sottolineare l’autenticità e
l’originalità di questa architettura: decori creati con grossi frammenti
di scisto verde che disegnano larghe figure geometriche, profondi
alveoli e nicchie triangolari sormontati da frontoni in aggetto. Bivacco
nei pressi della città.
Giorni 17
& 18
Tichit – Aghreijit – Aratane - Tagouraret
Ultime visite di Tichit e partenza per il
deserto delle grandi rotte carovaniere del passato, su queste piste sono
passati i grandi sogni e la cultura del medioevo. tappa essenziale del
viaggio, questa zona costituisce il paradiso degli archeologi , una
pista spesso molto difficile e ricca d’insidie si snoda in un paesaggio
grandioso, desertico, a volte allucinante: da una parte la depressione
dell’Aouker, lago residuale del 2° e 1° millennio a.C:, dall’altro il
Dhar, una muraglia di arenaria erosa e smantellata dal vento, qui
un’impressionante serie di villaggi neolitici disseminati sulla sommità
della falesia e nelle strette valli forma un insieme di una ricchezza ed
un’importanza tali da costituire l’esempio più completo al mondo di
habitat neolitico praticamente intatto dopo il cedimento e l’abbandono
delle popolazioni di fronte al progressivo avanzare delle sabbie, le
costruzioni in pietra e le fortificazioni testimoniano l’incredibile
conoscenza in materia di arte militare e urbanistica delle genti che
abitavano le rive dell’immenso lago in via di prosciugamento: macine,
pestelli, asce, punte di freccia, conchiglie marine, terrecotte e figure
disegnate sulle pareti rocciose ci aiutano a ricostruire e a rivivere un
piccolo pezzo dell’affascinante storia dell’ uomo, lungo il percorso, ai
pozzi, anche se spersi nell’infinito arido ed assolato, l’animazione è
costante: cammelli, capre e montoni, nomadi, intere carovane si
affollano intorno al punto d’acqua per l’abbeverata, l’incontro con
queste genti è uno dei momenti più interessanti ed appaganti del viaggio
, Sistemazioni nel campo.
Giorno 19
Oualata
si entra nella regione dell’Aouker,
Ouâlata, dapprima posto di dogana dell’impero del Mali, poi metropoli
del traffico sahariano, in seguito centro religioso e rifugio dei
maestri coranici di Timbuctù, conserva tutt’oggi un’atmosfera misteriosa
e straordinaria, per l’originalità dei decori bianchi eseguiti a dita
dalle donne sull’intonaco di argilla rossa delle case, le lampade a olio
dalle coppelle in ferro battuto, le ceramiche, gli oggetti in legno
scolpito, certi utensili in rame lavorato con motivi in piombo, questa
città in lenta agonia alle soglie del deserto resta un ambiente
emotivamente e culturalmente unico in Africa. Notti nel locale auberge
Giorno 20
Oualata – Nema - Frontiera
Ultime visite della suggestiva Oualata. Partenza per Nema ultima città
della Mauritania , se ci sarà tempo attraversiamo la frontiera. Posa del
campo nel deserto.
Giorno 21
Frontiera - Lere
La mattina molto presto partenza in 4x4
alla volta dei villaggi Songhai e Mauri che costeggiano le piste di
questa regione. Si tratta di un’ area molto particolare perché di qui
partono le piste che dal bacino del Niger vanno verso la Mauritania. Non
è raro infatti incontrare dei fuoristrada di contrabbandieri che cercano
di trasportare merci di varia natura attraversando le piste meno
conosciute. Posa del campo notte al campo.
Giorno 22
Lafo Faguibine
Arriviamo al bacino del lago Faguibine che
è il più grande dell'Africa occidentale (75 km di lunghezza su 15 km di
ampiezza.) In tempo di pioggia normale, le acque del fiume offrono un
contrasto splendido con le dune maestose bianche che lo circondano. Il
lago è famoso perché abitato da uno degli animali più strani della
terra, una varietà di pesce gatto che al prosciugarsi delle acque del
lago si infossa nel fango formando una sacca umida che lo mantiene in
letargo fino alle nuove piogge che a volte possono arrivare anche dopo
un paio di anni. Non è raro quindi vedere durante la stagione secca dei
nomadi che si recano nel metto asciutto del lago per “zappare” i pesci.
Campo in un ambiente di sogno, al suono di Tiherdent che è un liuto
tuareg a tre funi. Notte al Campo
Giorno 23
Le dune multicolori di Farach
Arriviamo a Farach qui possiamo osservare
la meraviglia del deserto che cambia colore, infatti le barcane, dune
mobili, qui presenti possono essere di colore tendente al rosso al
giallo al bianco a seconda dell’origine morfologica delle sabbie e della
sua “età geologica”. posa del Campo .
Giorno 24
Timbuctù
Al
Mattina presto partenza per raggiungere la nostra meta finale: Timbuctù
la mitica “regina delle sabbie, per secoli centro carovaniero e città
faro nella cultura del medioevo, , visita della città nel medioevo
rivestì un importanza fondamentale nello sviluppo dei traffici
trans-sahariani . Tra le sue case costruite in adòbe e calcare si può
ancora scorgere l’aspetto fiero di questa città oramai dimenticata tra
le sabbie del Sahara e il vicino fiume Niger. Città mitica Timbuctù
evoca ancora oggi il miraggio di un tempo in cui grandi le più grandi
ricchezze transitavano e si scambiavano in questa città. Relitti di
quell’epoca in cui le carovane portavano ricchezza e cultura ( qui aveva
sede una delle più importanti università del mondo islamico) , le Azalaï
sono carovane che portano il sale dalle lontane miniere di Taudennì, con
un poco di fortuna se ne possono vedere tra novembre e marzo. Visita
della grande moschea e della città. L’elemento che più colpisce di
Timbuctù è quello umano, qui vi si incontrano i Songhai , popolazione di
origine remota che ha avuto grande importanza nella storia del Mali,
basti ricordare l’impero Songhai fondato da Sonni Ali Ber, ma
soprattutto i Tuareg i mitici “uomini blu” i veri padroni del deserto,
che qui a Timbuctù hanno avuto e hanno ancora oggi una grande
importanza.
Giorno 25
Timbuctù – Bamako – Volo di rientro
Partenza alla volta di Bamako in volo .
arrivo a Bamako e consegna delle camere in Day Use, tempo a disposizione
per le ultime visite della città e gli ultimi acquisti. Pranzo libero e
cena in un bellissimo ristorante in stile sudanese. In serata,
trasferimento in aeroporto per l’imbarco del volo di rientro
Giorno 26
Italia
Volo internazionale in coincidenza per
l’Italia.
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