GIORNO 1
ITALIA -
KHARTOUM
Partenza al
Mattino con volo in coincidenza. In serata arrivo previsto
all’aeroporto di Khartoum. Incontro con il nostro staff e
trasferimento in hotel. Cena libera. Pernottamento.
GIORNI 2 - 3
- 4
PAESE BAGGARA
E PAESE ZAWADA
Partenza in 4x4
verso il sud attraverso la direttrice meno agevole che costeggia la
valle del Nilo Bianco, le piste sono in cattive condizioni ma questo
itinerario ci permette l’incontro con l’etnia Baggara (allevatori) e
l’etnia Zawada. I Baggara sono musulmani, si pensa siano
parzialmente discendenti delle tribù arabe che popolarono la regione
soprattutto intorno al diciottesimo secolo. Appartenenti al gruppo
arabo Juhayna che hanno la loro culla di discendenza nella lontana
Libia, si spinsero verso il sud dove le piogge erano più abbondanti,
attraverso le montagne di Marrah, il cui nome significa
letteralmente “la gente dei bestiami”. Le donne Zawada indossano
piccole collanine di perle o magnifici pendagli in metallo. Anche la
strada che percorriamo, per incontrare e conoscere queste due etnie,
è di notevole spicco. Infatti passiamo da un ambiente prettamente
desertico, al bush africano. Pranzi a picnic, cene e pernottamenti
al campo.
GIORNO 5
IL PAESE DEGLI
SHILLUK
Nella regione
compresa tra Kaka e Malakal incontriamo l’etnia Shilluk. Essi
appartengono ai Niloti, un tempo popolazioni nomadi provenienti
dall’Egitto e successivamente insediatesi lungo le rive del Nilo
come allevatori di bestiame, pescatori e contadini con sedi stabili,
ovvero stanziali. Gli Shilluk, hanno sulla fronte una scarificazione
simile, per il disegno, ad una collana di perle: questa indica la
tribù di appartenenza. In questa zona il Nilo si dirama in una
miriade di canali, dando origine ad una folta e rigogliosa
vegetazione tipica dell’Africa Nera. Possibili saranno gli incontri
con donne Datela, adornate con le loro vistose e colorate collanine
di perle. Gli Shilluk vivono in grandi villaggi di capanne coniche
ed entrambi i sessi si dividono il lavoro agricolo. La struttura
sociale tradizionale è organizzata in clan familiari, raggruppati in
tribù tra loro confederate. Un re ereditario e divino (reth), scelto
tra i figli del re precedente, rappresenta l'eroe Nyikang, grande
cacciatore e primo re, e simboleggia l'intero popolo, mentre i
villaggi sono retti da capi eletti. Nella loro religione hanno un
dio supremo e praticano il culto degli spiriti degli antenati anche
se attualmente la maggior parte della popolazione ha adottato il
cristianesimo Pranzo a picnic, cena e pernottamento al campo.
GIORNO 6
I VILLAGGI DEL
SUD EST
I Nuba del sud
est, conosciuti anche come “Gente di Kau” vivono su un territorio
che si estende per circa 200 chilometri ad ovest dei Nuba – Masakin,
dai quali si differenziano principalmente per l’utilizzo di un
diverso dialetto ed, una volta, per l’arte di dipingersi il corpo.
Questi Nuba, vivono arroccati su un gruppo montuoso che per secoli
li ha riparati e protetti proprio dalla tratta degli schiavi. Sono
stati conosciuti grazie al libro che s’intitola “People of Kau”
della Leni Riefensthal, una delle più famose fotografe tedesche,
regista di film (muti) con uno spiccato senso per l’estetica e la
plasticità dei corpi, ispirata alle sculture classiche greche e
romane, tanto che fu incaricata dal Fuhrer di documentare le
Olimpiadi di Berlino del 1936. Questo libro fotografico narra il
contatto che ebbe, intorno al 1970, prima con i Nuba Masakin e poi
con questa particolare tribù che viveva più isolata nei villaggi di
Kau, Nyaro e Fungor. Questo libro portò alla conoscenza del mondo
gli antichi modi di vita e costumi di questa popolazione, la loro
raffinata arte di dipingersi il corpo ed il viso (la body art), le
loro lotte e le loro danze dell’amore. Oggi si può tranquillamente
affermare che questo documento è unico a causa dei mutamenti
antropologici, religiosi ed economici, avvenuti negli ultimi 35
anni , fra cui una guerra durata più di 25 anni (questa regione del
Sudan è conosciuta meglio con il nome di Kordofan e questo nome
l’hanno letto tutti sui giornali). Ora i Nuba di Kau non si
pitturano più il corpo né girano nudi. Gli uomini portano tutti le
gebellah e le donne sono avvolte in grandi foulard dai vivaci
colori. Comunque nonostante i cambiamenti di costumi, la vita si
svolge nell’identico modo di quello stampato nel libro come le
ragazze che scendono agili dalle rocce portando sulla testa le
fascine di legna o le calabasse. Pranzi a picnic, cene e
pernottamenti al campo.
GIORNO 7
FASHODA
Un importante
incontro con il Re degli Shilluk, estremamente amato ed onorato
dalla sua tribù. I villaggi adagiati in questa splendida regione,
sono molto caratteristici, ed i loro abitanti estremamente cordiali
ed ospitali. Anche il Nilo Bianco offre scenari di rara bellezza:
scene di vita quotidiana lungo le sue rive per altro popolate da
svariate specie di uccelli .Pranzo a picnic, cena e pernottamento al
campo.
GIORNO 8
TANGA
Trattasi di una
cittadina tranquilla adagiata oziosamente sul Nilo Bianco. Incontro
con l’etnia Fallata, perennemente alla ricerca di acqua e verdi
pascoli per le loro gigantesche mandrie. I Fallata sono estremamente
orgogliosi di allevare bovini che in base alla grandezza delle loro
corna rendono tangibile la loro possanza. Pranzo a picnic, cena e
pernottamento al campo.
GIORNI 9-10-11
LIRI – TALODI
- KADUGLI ( il Paese Nuba)
Incontri
indimenticabili con le etnie dei Nuba – Masakin, che hanno costruito
i loro deliziosi villaggi a ridosso di imponenti montagne
granitiche. Le terre dei Nuba sono tra le più fertili del Sudan,
anche un occhio poco attento non può non notare le falde delle
montagne, a tratti accuratamente terrazzate che permettono, anche
nella stagione secca, la coltivazione di: cipolle, tabacco,
pomodori, arachidi, sesamo e della durra. Fra i Nuba si distinguono
oltre cinquanta gruppi etnici, ognuno con un nome specifico, una
lingua, una cultura ed una tradizione differente Anche le abitazioni
presentano architetture diverse: alcune ricordano l’Africa australe,
altre, invece, le regioni del Sahel. Nonostante la varietà di etnie
questa gente ama definirsi con un nome solo, unico e orgoglioso:
NUBA.
GIORNI 12 – 13
JEBEL HEIBAN
In seguito alla
pace del paese, i Nuba che si erano rifugiati nelle montagne,
ritornarono ai loro villaggi per cercare di ricostruire le loro
abitazioni, di recuperare le loro abitudini ed ovviamente, più
profondamente, ricostruire e ritrovare la loro identità ancestrale.
I Nuba, ora riconciliati, convivono pacificamente nonostante le
differenti religioni. Pranzo a picnic, cena e pernottamento al
campo.
GIORNO 14
DILLING
Lasciando i Monti
Nuba, ci si dirige verso El Obeid. Pranzo a picnic, cena e
pernottamento al campo.
GIORNO 15
EL OBEID –- IL
PAESE FUR - KHARTOUM
Incontro con
l’etnia Fur, composta da allevatori, conosciuti per le loro grandi
carovane di cammelli che portano verso il vicino Egitto. Una volta
arrivati a destinazione, gli animali vengono poi venduti come carne
da macello. Rientro a Khartoum nel tardo pomeriggio. Arrivo in hotel
dove la stanza sarà a disposizione prima della partenza. Dopo cena,
trasferimento all’aeroporto.
GIORNO 13
VOLO / ITALIA
Partenza nella notte con il volo di rientro in
Italia Arrivo in mattinata