Giorno1
Italia-Khartoum
Partenza
dall’Italia Arrivo a Khartoum nella tarda serata. Accoglienza
all’aeroporto, trasferimento in hotel e pernottamento.
Giorno 2
Khartoum -
Naga
(150
asfalto + 35 pista)
Mattinata
libera da dedicare alla visita della città che ospita ben 7 milioni
di abitanti. Questa caotica città giace lungo la riva del fiume Nilo
Azzurro, e va a formare un enorme triangolo, di cui il vertice è
situato alla confluenza dei due fiumi Nilo, il Nilo Bianco sul lato
occidentale, e quello Azzurro situato ad est. Di particolare
interesse il Museo Archeologico di Khartoum. Nel primo pomeriggio,
partenza per raggiungere la prima tappa del viaggio. Nei pressi di
un pozzo, ancora oggi utilizzato dai nomadi, ed ai piedi di una
montagna tabulare, si raggiungono i resti della città di Naga.
Concentrazione templare di età medio-tardo meroitica, composta di
due distinti complessi: uno ad occidente del pozzo di Naga (che dà
il nome al luogo), dedicato alla divinità Apedemak, un dio venerato
in Nubia, dalla testa leonina; l’altro, ad oriente dello stesso
pozzo, dedicato alla suprema divinità nilotica, Ammon. Il complesso
in onore di Apedemak consta di due differenti costruzioni: la
maggiore, parzialmente restaurata dai tecnici del museo di Berlino,
è un classico tempio nubiano a pilone, ricchissimo di bassorilievi
su tutte le pareti, di una bellezza sublime. La seconda costruzione
è un esemplare unico in tutto il Sudan, un piccolo tempio dalle
caratteristiche architettoniche di chiara matrice ellenistica, come
si evince dalle forme dei capitelli, dalla linea dei colonnati e
dalle splendide arcate finemente lavorate. Pranzo picnic, cena e
pernottamento al campo.
Giorno 3
Mussawwarat – Meroe
(55 km pista + 80 asfalto)
Si raggiunge Mussawwarat.
Qui innumerevoli sono le rappresentazioni dell’Elefante, tanto da
supporre che questo animale abbia avuto un ruolo molto importante
durante il periodo meroitico. Una delle tante teorie degli
archeologi, è che questo fantastico luogo, potrebbe essere stato il
centro di allevamento di elefanti da guerra che venivano poi
esportati in Egitto. Altri sostengono invece che questo luogo, fosse
un complesso religioso o addirittura centro i pellegrinaggi. Visita
del grande complesso detto appunto “dell’Elefante”. Il tempio vero e
proprio si erge a nord e una rampa conduce al colonnato esterno in
cui si può ammirare la statua raffigurante il pachiderma che dà il
nome all’edificio, restaurato dagli archeologi tedeschi nella prima
metà del Novecento. Raggiungendo una piana desertica dalle tenui
sfumature pastello della sabbia, un fantastico ed inaspettato
panorama si aprirà davanti ai nostri occhi; vedremo le superbe
piramidi della Necropoli Reale di Meroe. Questo è il più
importante sito del Sudan: l’impressionante numero di piramidi che
si elevano dalle sabbie color pesca lascia ammutoliti: solo nella
necropoli nord trovano posto le salme di ben 57 sovrani Kushiti, tra
re e regine, ognuno con la propria piramide personale, dove, a
differenza delle piramidi egizie, le camere mortuarie non si trovano
all’ interno ma sottoterra. Pranzo a picnic, cena e pernottamento al
campo.
Giorno 4
Bayuda
Desert – Ghazali
Dopo un fantastico
risveglio con le piramidi di Meroe come sfondo, si raggiunge Atbara
per attraversare il Nilo con un pittoresco pontoon (*) ed entrare
nel Bayuda Desert. E’ una distesa di rocce quarzose, suddivise in
regioni di differente grado di erosione, racchiusa tra le branche
del Nilo che formano la prima ansa. La sua parte nord occidentale è
costituita da un massiccio montuoso di granito, degradante verso il
Nilo a formare la quinta e la quarta cateratta. Ora è quasi
interamente attraversato da strada asfaltata. Nei pressi dei pozzi
d’acqua si possono fare incontri con gruppetti di nomadi Bisharin
che conducono il proprio bestiame all’abbeverata. Arrivo a
Ghazali. Passeggiare tra le rovine dell’omonimo monastero e di
un forte, poi turco, che serviva alla difesa della comunità qui
residente nella seconda metà del Cinquecento è davvero affascinante.
SI cammina su un letto di cocci, forse di scarso valore
archeologico, visto le minute dimensioni, ma tuttavia emozionanti se
si considera la loro provenienza, la loro età, se ci sofferma a
pensare quanta storia quei frammenti devono aver conosciuto, e a
quanti cambiamenti devono aver assistito, restando muti testimoni
del progredire dell’umanità. Pranzo a picnic, cena e pernottamento
al campo. (*) Ad Atbara stanno ultimando la
costruzione del ponte.
Giorno 5
Nuri – El
Kurru – Karima
Proseguimento per il sito di
Nuri, necropoli del grande Taharka, uno dei maggiori sovrani
kushiti. Qui 53 regine e 19 re trovarono sepoltura in epoca napatea
in questa immensa necropoli. Più di 50 piramidi, nel periodo di
massimo splendore, si innalzavano dalla pianura, circondate da
tumuli minori dei quali restano vestigia in un raggio di circa un
chilometro. All’altezza di Merowe si passa sull’altra riva del Nilo
utilizzando il nuovissimo ponte. Proseguimento per El Kurru e
visita della necropoli dell’antica capitale napatea. Due sono le
tombe regali visitabili. La tomba del re Pianky, riccamente decorata
da preziosi dipinti raffiguranti le divinità dell’olimpo egizio ed
il re (impressionanti le volte simboleggianti in cielo stellato).
Anche nella tomba della regina si susseguono le raffigurazioni delle
divinità. La rappresentazione della regina prona, sul letto regale,
è una raffigurazione unica lungo la valle del Nilo. Pranzo a picnic,
cena e pernottamento al campo a Karima o nei pressi.
Giorno 6
Jebel Barkal – Khartoum
Visita del sito di Jebel
Barkal, la “montagna sacra”, visione possente e di pura forza,
centro religioso per eccellenza ai tempi della XXV dinastia dei
faraoni, tra il X e il XIII secolo. La costruzione più importante è
il tempio di Ammon, che per circa 1900 anni fu il più importante
santuario di tutto il sud. Per l’intera lunghezza del viale una
doppia fila di arieti in granito, rappresentanti il sacro Ariete (Ammon),
dava un senso di regalità e sacralità al complesso. A lato della
montagna si innalzano alcune piramidi dal profilo molto slanciato e
perfettamente conservate che rappresentano tutt’ora un grande
dilemma per gli archeologi, in quanto non si riesce a stabilire con
chiarezza da chi siano state edificate. Ovviamente da non perdere la
magnifica vista mozzafiato sul sito e sull’imponente fiume Nilo.
Percorso di rientro verso la capitale, dove l’arrivo è previsto nel
pomeriggio. Tappa a Omdurman, sede della tomba del Mahdi.
Visita al suq per eventuali acquisti e arrivo nella capitale.
Sistemazione in hotel, le camere sono a disposizione (day-use) in
attesa del trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in
Italia. Cena libera.
GIORNO 7
VOLO /
ITALIA
Partenza nella notte con il volo di rientro in
Italia Arrivo in mattinata .