Giorno 1
Italia
- Praga - Tashkent
Partenza da Milano Malpensa con Czech Airlines.
Giorno 2
Tashkent – Urgench - Kiva
Arrivo a Tashkent. Operazioni di frontiera, ritiro del bagaglio ed
incontro con la guida per il trasferimento. Visita di Tashkent. La
città vecchia, “eski shakhar”, si presenta come un dedalo di
strette viuzze polverose su cui si affacciano case basse di
mattoni e fango, moschee e antiche madrasse (accademie islamiche).
La Moschea di Khodja Akhrar (1404- 1490), il Mausoleo dello
Sceicco Zaynutdun, con la cella sotterranea risalente al XII
secolo. La madrassa di Kukeldash è una splendida scuola coranica
del XVI secolo, la cui piazza si riempie di fedeli il venerdì in
occasione della preghiera settimanale; nelle vicinanze sorge la
piccola moschea Jami, risalente al XV secolo e utilizzata in epoca
sovietica come officina per la lavorazione di lamiere. Il bazar
Chorsu è un enorme mercato all’aperto, accanto alla madrassa di
Kukeldash, frequentato da una moltitudine di gente proveniente
dalle campagne circostanti che in genere indossa costumi
tradizionali, la madrassa santa chiamata Khast Imam, di
particolare interesse è la Moschea Tillya Sheykh, del XVI secolo,
in cui si conserva quello che è ritenuto il più antico Corano
esistente, segnato col sangue dello stesso Califfo Osman,
assassinato nel 655., la Barak Khan, fondata nel XVI sec. da un
discendente di Tamerlano, il mausoleo Kafal Shashi, tomba
dell’omonimo poeta e filosofo dell’islam che visse dal 904 al 979.
La mancanza di edifici antichi in questa cittа è compensata dalla
presenza di grandi musei come il Museo di Arti Applicate
inaugurato nel 1937 come vetrina per le arti applicate di fine
secolo, ma è l'edificio in se - progettato secondo lo stile
tradizionale di Tashkent - a risultare più interessante dei suoi
stessi contenuti.
Alle 15.00 trasferimento all’aeroporto e partenza per Urgench a
bordo del volo Uzbekistan Airways, arrivo previsto alle 18.00.
Trasferimento a Khiva (35 km), sistemazione, cena e pernottamento
in hotel.
Giorno 3
Kiva
Colazione in hotel. Intera giornata dedicata alla visita della
città di Kiva. Una delle città più affascinanti della regione, con
le sue strutture in stile arabo con colori che variano dal celeste
al turchese, è rimasta praticamente intatta dal XVI secolo. Si
trova a soli 30 km da Urgench e la sua visita è sorprendente. La
città, vitale e suggestiva, conserva edifici monumentali
bellissimi: moschee, minareti, madrasse, palazzi e mercati.
Visitandola, ci si trova immediatamente in un altro mondo, come se
il tempo per una volta fosse stato benevolo e avesse desiderato
tramandare agli uomini tanta bellezza e armonia. Visita della
cittadella di Khiva. Il compatto e affascinante centro storico, il
più intatto in assoluto tra i centri della Via della Seta, enumera
monumenti del XVII-XIX secolo: il complesso Ichan Kala, la
Fortezza “ Kunya Ark” con l’harem e le vecchie prigioni; la Scuola
Coranica di Amin Khan, la bellissima Moschea di Juma, costruita
nel X secolo e restaurato nel XVIII secolo. La Casa di Pietra,
costruita come splendida alternativa alla Kunya Ark, consiste in
alcune costruzioni intorno ad un cortile, ed è circondato da un
alto muro. Visita della Madrassah di Kuli Khan, del bazar e del
caravanserraglio. Il mausoleo di Pakhlavan Makhmud, del XIX
secolo, è più bello e più sacro mausoleo di Khiva. Pakhlavan
Makhmud (1247-1325), dottore e poeta, oggi è onorato come un
persona sacra. Sulla sua tomba venne costruito il mausoleo con la
cupola, in seguito distrutta. Nell 1913 venne costruito un nuovo
complesso, che include in sé il sepolcro. All'inizio del XVI
secolo Khiva divenne la capitale dell'impero timuride con un
fiorente mercato degli schiavi e ancora nel XIX secolo, anche i
più impavidi e coraggiosi temevano d'imbattersi in queste feroci
popolazioni e di affrontare la loro desertica terra. La sua storia
è intessuta di lotte con il vicino casato rivale di Buchara, con
la Persia e nell'ultima fase con la Russia. Si entra nel centro
storico di Khiva per la porta Koch-Darwaz e ci si trova in una
cittа museo disabitata ma integra. Nella cittadella antica di
Khiva, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, racchiusa
da un perimetro rettangolare costituito da alte mura di mattoni,
sono concentrati i principali monumenti storici. Cena in
ristorante tipico e pernottamento in Hotel. Pensione completa.
Giorno 4
Kiva – Castelli del deserto - Kiva
Pensione completa. Partenza per Ellik Kala, situata nella vecchia
Khorasmia, dove si trovano le rovine di molte città e fortezze in
argilla, chiamate “castelli del deserto”. Tra le isolate rovine,
si vedono i siti di Toprak Kala, che fu capitale dell’impero di
Khorasmia, ed il sito di Ayaz Kala, una fortezza situata in cima
ad una collina con una vista stupenda sul deserto di Kyzyl Kum
punteggiato da yourte dei nomadi. Rientro a KHIVA, cena e
pernottamento.
Giorno 5
Kiva - Bukhara
Colazione in hotel e partenza per Bukhara (480 km, 7 ore di strada
), l'itinerario porta ad attraversare il fiume Amu-Darya e il
deserto Rosso (Kyzilkum). In Uzbekistan ci sono due grandi fiumi:
L’ Amu-Darya nell'antichità classica, era conosciuto con il nome
di Oxus in greco e il Syr-Darya, conosciuto dai greci come
Jaxartes o Yaxartes. L’ Amu-Darya nasce dalla confluenza dei Kara
Darya e Naryn nelle montagne del Tien Shan, il fiume attraversa
tutto il Kirghizistan, la parte orientale dell'Uzbekistan e quella
meridionale del Kazakistan fino al Lago d’Aral per un totale di
circa 2.200 km. La sorgente si trova nelle montagne del Pamir.
Inizialmente prende il nome di fiume Pamir, parte da Zorkul,
scorre verso est fino a Ishtragh. Lì gira verso nord e poi verso
est nord-ovest attraverso l'Hindu Kush con il nome di Pjandž,
marcando il confine tra Afghanistan e Tagikistan e successivamente
quello tra Afghanistan e Uzbekistan per circa 200 km, fino a
passare da Termez. Seguendo il confine tra Afghanistan e
Turkmenistan per altri 100 km prima di entrare in Turkmenistan
presso Kerki. Come Amu Darya, il fiume scorre attraverso il
Turkmenistan da sud a nord, passando Turkmenabad e segnando il
confine tra Turkmenistan ed Uzbekistan da Khalkabad. Grandi
deserti nell’Asia Centrale sono Karakum e Kizilum. Il deserto del
Karakum (anche Qaraqum) si estende in Asia centrale ed
essenzialmente nel Turkmenistan, del quale occupa circa il 70%
della superficie. Il suo nome significa "le sabbie nere".
Caratteristici di questo deserto sono i takyr, particolari conche
di notevoli dimensioni separate da dune generate dai venti che
spirano con forza nella regione. La depressione di Unguz divide il
Basso Karakum da un altopiano a sud-est. La vegetazione è
costituita solo da qualche arbusto come il saksaul e l'acacia
delle sabbie. Il deserto del Kizilkum (anche Kyzyl Kum e Qyzylqum)
è un ampio deserto che si estende tra Kazakistan e Uzbekistan, in
Asia centale. Il suo nome significa "le sabbie rosse". Il
territorio è costituito per la maggior parte da una piana coperta
di dune sabbiose. Importanti per l'economia sono i giacimenti
minerari, in particolare oro, uranio, alluminio, rame, argento,
petrolio e gas naturale. Pranzo lungo il percorso. Arrivo a
Bukhara, sistemazione in hotel. cena. Pernottamento. Pensione
completa.
Giorno 6
Bukhara
Colazione in hotel. Visita della città. Bukhara è la città della
poesia e della fiaba. La cittа è situata in un'oasi del deserto
Kizil-Kum a est dell’Amu Darya ( il principale fiume ch ebagna
questa area dell’Asia) sul corso inferiore del fiume Zeravshan.
Centro antichissimo, deriva la sua importanza dalla posizione
geografica, punto d'incrocio delle vie carovaniere che collegavano
l'Arabia all'India e all'antico Catai ( La Cina ) . È una delle
più antiche città del mondo, la sua storia data la fondazione a
oltre 2.500 anni. Oggi Bukhara uno di più maggiori centri
dell’industria e dell’economia, è la maggiore città dell’Asia
Centrale. Visita della Madrassa di Nodir Devan Beghi (1622) che fù
costruita originariamente come caravanserraglio e poi diventata
madrassa. La facciata è ornata con un mosaico di mattonelle
smaltate. I timpani dell’arco sul portale sono decorati con
raffigurazioni di daini e uccelli fantastici che volano verso il
sole. Nel XX secolo nel giardino davanti alla madrassa trovò posto
il monumento del leggendario personaggio popolare Khodja Nasreddin
protagonista di numerose favole. Visitamo la Madrassa Kukeldash
(1568-1569) monumentale e molto ricca di decorazioni, come
l’edificio del periodo di Abdulla Khan (1557-1598). In questa
madrassa ha studiato e ha vissuto il famosissimo scrittore e
filosofo centroasiatico Sadr ad-Din Aini (1878-1954). La Madrassa
di Ulugbek (1417) - la prima delle tre madrasse costruire da
Ulugbek fu la madrssa a Bukhara. Seguendo le tradizioni del nonno
Tamerlano, Ulugbek patrocinava le scienze e l’istruzione. Per
ordine di Ulugbek, fù apposta la scritta sopra la porta d’entrata
della madrassa che dice: “L’aspirazione verso il sapere è dovere
di ogni musulmano”. Vista della più vecchia moschea nell’Asia
Centrale, la moscea Magoki-Attari che fù costruita dove c’era un
tempio dello zoroastrismo.
Pranzo al tipico ristorante “Lyabi khaus”. Il Simbolo principale
della città è Il Minareto Kalyan, (“grande”), la sua altezza è di
46,6 m. Da quasi mille anni questa torre sacra domina Bukhara. Il
minareto dispone di un altro nome, “Torre della morte”, legato al
fatto che questo era il luogo delle esecuzioni: dal suo piazzale
superiore buttavano giù i condannati a morte. Vicino al Minareto
Kalyan si trova la moschea grande – La Moschea Kalyan, che è
collegata al minareto con un piccolo ponte. Dopo il pranzo
vistiamo La cittadella dell’Arc (XVIII-XIX secolo) che fù il
centro dell’organizzazione statale di Bukhara. Qui si trovano il
palazzo dei khan, le moschee, la tesoreria, la segretaria
governativa e la prigione. Le costruzioni dell’Arc rimasero molto
danneggiate durante l’assalto della cittadella da parte delle
unità dell’Armata Rossa nel 1920, quando Bukhara fu sottoposta al
bombardamento dell’artiglieria e dell’aviazione. Tra le
costruzioni rimaste c’è una moschea con un ajvan di legno. Le mura
della cittadella di Bukhara sono parzialmente rivestite con
mattoni cotti. L’entrata principale dell’Arc si affacicia sulla
piazza cittadina. Visita il mausoleo Chashma Ayub (1380-1384/85)
– il mausoleo dalle tante cupole. Chashma Ayub, “il pozzo” o “la
sorgente” di Giobbe, è uno dei monumenti più antici di Bukhara. Il
mausoleo dei Samanidi (X secolo) Fù costruito nel periodo di
Ismail Samani (892-907) e divenne sepolcro famigliare dei Samanidi.
Tutta la forma architettonica del mausoleo è semplicissima: un
cubo cinto da una semisfera. Suscita ammirazione la virtuosità
della disposizione dei mattoni, gli ornamenti delle lastre, la
proporzione ideale di tutte le sue parti. Questo mausoleo di
Bukhara viene considerato un capolavoro architettonico di
importanza mondiale per l’armonia delle forme geometriche. La
moschea Bolo-khauz (1712) – complesso di speciale armonia e
bellezza – è anche la moschea del venerdi (djuma). Il complesso
include la moschea, che fù costruita nel 1.712, il minareto – del
1.917 e il bacino. Cena nel cortile della madrassa di Nodir Divan
Beghi e concerto con la musica e folclore.
Giorno 7
Bukhara
Colazione in hotel. Escursione per la pereferia della città.
Sitorai-Mokhi-Khosa (fino XIX sec. - inizio XX sec.) – “il posto,
dove la luna incontra con le stelle”. Il nuovo complesso
Sitorai-Mokhi-Khosa fu costruito durante il regno di Alim Khan.
Situato a 4 km, a nord di Bukhara in un luogo prosciugato dalle
paludi, fu sede della residenza di campagna degli emiri di Bukhara.
Il complesso era composto dall’arco dell’entrata principale, un
cortile interno con le gallerie, l’edificio principale costruito
secondo lo stile europeo-orientale con una serra davanti alla
piscina all’aperto e una casa isolata a due piani, l’harem
dell’emiro, situata in fondo al giardino. Una parte delle
costruzioni reali si trovano qui già dai tempi degli emiri
Nasrullah e Muzaffar. Ma i grandi lavori di costruzione iniziarono
solo con emiro Abdullakhad che avendo in mente di utilizzare
nell’architettura del palazzo le tradizioni europee, mandò
appositamente a Pietroburgo e a Yalta un gruppo di architetti di
Bukhara a studiare l’architettura russa. Una parte delle
costruzioni fu progettata dall’ingegnere Ignatij Sakovich. Vicino
a Bukhara si trova il complesso commemorativo del protettore di
Bukhara, lo sheikh Bakha ad-Din Nakshband. (XVI sec.) – Nakshbnad
(1318-1389), fondatore del tarikat “nakshbandiya”. Complesso
religioso, il posto è sacro per i musulmani. Ogni giorno la sua
tomba è visitata dai pellegrini, i quali possono pernottare nel
complesso. A 8 km a Nord est di Bukhara, si trova il Mausoleo Chor
Bakr (XVI-XX secolo) che fu costruito per ordine di Abdulla Khan.
Il Mausoleo consiste di tre parti. Cena a casa di abitanti
locali. Alla fine della visita, rientro in Hotel Pensione
completa.
Giorno 8
Bukhara –Nurata –Yanghigazgan
(268 km, 4 ore) Colazione in hotel. Partenza verso Nurata. Lungo
il tragitto si trova il Minareto di Vobkent. I minareti, come
fenomeno dell’architettura islamica, sono apparsi alla fine del
VII – inizio VIII sec. Queste torri per l’invito alla preghiera
ispirarono l’architettura dei campanili e dei fari mediterranei e
anche delle costruzioni orientali a forma di torre. Dei primi
minareti dell’Asia centrale sono rimaste le torri IX sec., alte
fino a 10 m nell’ oasi di Merv. Nei XI-XII secc., i Selgiuchidi,
Gaznevidi e Karachanidi realizzarono minareti giganteschi come
simboli del trionfo del l’islam: il minareto Kalyan a Bukhara, i
minareti a Djarkurgan e Vabkent, le torri di Buran in Kirghizistan.
Il minareto di Vobkent fu costruito alla fine del XII secc, da uno
degli allievi di Bako. È una torre più sottile di mattoni, alta 39
metri, con un diametro alla base di 6,2 m e nel punto più alto di
2,8 m. Il minareto di Vobkent, cosi come quello di Kalyan, è
coronato da un’elegante lanterna ad archi decorata con le
stalattiti. Il tronco del minareto è rivestito con regolarità da
mattoni accoppiati, conta 8 strette fasce ornamentali, testi
islamici, epigrafici e un anello di maiolica di color blu-verde
subito sotto la lanterna. Visita di Gijduvan che si trova a 46 km
da Bukhara. La città è sempre stata un centro di produzione della
raffinata ceramica tipica di questo paese. La scuola di Gujduvan
famosa per gli ornamenti. Possiamo osservare le diverse fasi della
produzione dei diversi tipi di ceramica: come la preparazioni
delle argille, la confezione dei diversi tipi di ceramiche e la
pittura degli ornamenti, l’infornatura a oltre 1000°. A Syuzane
si puo osservare la produzione di tessuto con cotone e con filo
di seta. Osserveremo le donne di Gijduvan produrre i diversi tipi
di ricamo per esempio sulla seta con filo di seta. Dopo escursione
a Vabkent , trasferimento a Nurata. Visita della città. La
sorgente con pesci sacri e il castello di Alessandro Magno che qui
giunse come ultima sua tappa prima di tronare in Battriana.
Pranzo. Dopo pranzo trasferimento a Yangigazgan, dove si trova un
campo di Yurte attrezzato per il turismo. Passeggiata a cammello,
cena intorno
al fuoco e pernottamento nelle yurte. Pensione completa.
Giorno 9
Yanghigazgan – Il Lago Aydarkul – Samarcanda
(298 km) - Colazione a Yanghigazgan nel campo di yurte. Visita
del lago Aydar-kul. La lunghezza totale del lago Aydar-kul è più
di 200 km, e larggo 40 km. Il lago nasche dal fiume di Syr-Darya
nel regione di Tashkent e finische nel deserto del regione di
Navoi, davanti alla montagne di Nurata. Straordinari, belli i
paesaggi che si possono vedere tra le sabbie e il Bacino del lago
Aydar-kul. Nel lago vivono più di 300 specie di pesce (luccio,
carpa, siluro, persico ecc.). Quando il tempo è bello si puo
nuotare. Pranzo sulla riva del lago. Dopo pranzo trasferimento a
Samarcanda. Arrivo a Samarcanda Sistemazione in hotel e cena in
ristorante. Pensione completa.
Giorno 10
Samarcanda
Colazione poi giornata dedicata alla visita della città. La prima
testimonianza della città Samarcanda data 2.750 anni. Visita del
mausoleo Gur-Emir (XV secolo) – che significa “la tomba
dell’emiro” è posta dove è sepolto Tamerlano e i suoi seguaci. Il
mausoleo fu costruito per ordine del Tamerlano, per suo nipote
Mukhammad Sultan, morto nel 1403. La moschea di Bibi-Khanim (XV
secolo) – dall’architettura gigantesca costruita anche questa per
ordine di Tamerlano dopo la sua campagna in India, per mostrare il
suo potere, per farlo deportò a Samarcanda migliaia di artigiani
indiani. Timur-lan (letteralmente Timur lo Zoppo da noi chiamato
appunto Tamerlano) volle costruire la grande moschea del venerdì
con uno stile che la doveva farla somigliare al paradiso. La
piazza Registan che è il simbolo di Samarcanda (XV-XVII secolo).
L’Osservatorio di Ulugbek (1428-1429) fu costruito dal governatore
e scienziato Ulugbek. Pranzo, nel pomeriggio visita del bazar
orientale “Siyob”, visita del museo archeologico di Afrosiab.
Visita del complesso Shakhi-Zinda (XIV-XV secolo), composto da
alcuni mausolei. Il mausoleo Daniar (XV secolo) si trova in un
luogo pittoresco non lontano dal fiume Siyob. Cena in ristorante
tipico e pernottamento in hotel.
Giorno 11
Samarcanda-Shakhrisabz-Samarcanda
Colazione in hotel e partenza per Shakhrisabz – “la città verde”,
piccola località situata 90 km a sud di Samarcanda. Visita alle
splendide rovine, con oltre duemila anni di storia, venne
costruita secondo un modello tipico dell'Alto Medio Evo con una
struttura centrale simile a quella di Samarcanda e Bukhara ed ha
continuato a svilupparsi durante il IX e X secolo nonostante i
continui conflitti tra le dinastie samanidi e i turchi. È la città
natale di Tamerlano e una volta, probabilmente, la sua fama
oscurava addirittura quella di Samarcanda. Egli vi fece infatti
costruire il Palazzo Ak-Saray (1379-1404) – “il palazzo bianco” di
cui sbalordiscono la grandezza e la magnificenza. Lo stesso vale
per il Dorutilavat (seggio del potere e della forza) che forse
arrivava anche a superare in grandiosità lo stesso palazzo, mentre
tra le altre attrattive ci sono le tombe degli antenati di
Tamerlano e la gigantesca moschea di Kok-Gumbaz (1435) – è la
moschea per preghiera principale del venerdì. Pranzo in una casa
tradizionale (uzbeca), dopo pranzo rientro a Samarcanda. Arrivo a
Samarcanda, Sistemazione in hotel e cena.
Giorno 12
Samarcanda - Tashkent
Colazione, visita al museo e alle rovine di Afrosiyob, visita al
bazar Siyob. Pranzo. Partenza verso Tashkent, arrivo nella
capitale. Trasferimento in hotel. Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 13
Tashkent – Praga – Italia
Colazione in hotel. Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo
di ritorno