Giorno 1
Martedi’
Roma - Volo
Partenza da Roma Milano i Venezia con volo
Aeroflot ed arrivo a Tashkent nella mattinata del giorno dopo .
Giorno 2
Mercoledi’
Volo - Tashkent – Kiva
Arrivo e operazioni di frontiera, ritiro
del bagaglio ed incontro con la guida. Colazione al mattino e
partenza per il volo su Urghench da qui raggiungiamo Kiva . Intera
giornata dedicata alla visita della città di Kiva. Una delle città
più affascinanti della regione, con le sue strutture in stile arabo
con colori che variano dal celeste al turchese, è rimasta
praticamente intatta dal XVI secolo. Si trova a soli 30 km da
Urgench e la sua visita è sorprendente. La città, vitale e
suggestiva, conserva edifici monumentali bellissimi: moschee,
minareti, madrasse, palazzi e mercati. Visitandola, ci si trova
immediatamente in un altro mondo, come se il tempo per una volta
fosse stato benevolo e avesse desiderato tramandare agli uomini
tanta bellezza e armonia. Visita della cittadella di Khiva. Il
compatto e affascinante centro storico, il più intatto in assoluto
tra i centri della Via della Seta, enumera monumenti del XVII-XIX
secolo: il complesso Ichan Kala, la Fortezza “ Kunya Ark” con
l’harem e le vecchie prigioni; la Scuola Coranica di Amin Khan, la
bellissima Moschea di Juma, costruita nel X secolo e restaurato nel
XVIII secolo. La Casa di Pietra, costruita come splendida
alternativa alla Kunya Ark, consiste in alcune costruzioni intorno
ad un cortile, ed è circondato da un alto muro. Visita della
Madrassah di Kuli Khan, del bazar e del caravanserraglio. Il
mausoleo di Pakhlavan Makhmud, del XIX secolo, è più bello e più
sacro mausoleo di Khiva. Pakhlavan Makhmud (1247-1325), dottore e
poeta, oggi è onorato come un persona sacra. Sulla sua tomba venne
costruito il mausoleo con la cupola, in seguito distrutta. Nell 1913
venne costruito un nuovo complesso, che include in sé il sepolcro.
All'inizio del XVI secolo Khiva divenne la capitale dell'impero
timuride con un fiorente mercato degli schiavi e ancora nel XIX
secolo, anche i più impavidi e coraggiosi temevano d'imbattersi in
queste feroci popolazioni e di affrontare la loro desertica terra.
La sua storia è intessuta di lotte con il vicino casato rivale di
Buchara, con la Persia e nell'ultima fase con la Russia. Si entra
nel centro storico di Khiva per la porta Koch-Darwaz e ci si trova
in una cittа museo disabitata ma integra. Nella cittadella antica di
Khiva, dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, racchiusa da
un perimetro rettangolare costituito da alte mura di mattoni, sono
concentrati i principali monumenti storici. Cena in ristorante
tipico e pernottamento in Hotel. Pensione completa.
Giorno 3
Giovedi’
Kiva - Bukhara
Colazione in hotel e partenza per Bukhara
(480 km ( 7 ore di strada ), l'itinerario porta ad attraversare il
fiume Amu-Darya e il deserto Rosso (Kyzilkum). In Uzbekistan ci sono
due grandi fiumi: L’ Amu-Darya nell'antichità classica, era
conosciuto con il nome di Oxus in greco e il Syr-Darya, conosciuto
dai greci come Jaxartes o Yaxartes. L’ Amu-Darya nasce dalla
confluenza dei Kara Darya e Naryn nelle montagne del Tien Shan, il
fiume attraversa tutto il Kirghizistan, la parte orientale
dell'Uzbekistan e quella meridionale del Kazakistan fino al Lago
d’Aral per un totale di circa 2.200 km. La sorgente si trova nelle
montagne del Pamir. Inizialmente prende il nome di fiume Pamir,
parte da Zorkul, scorre verso est fino a Ishtragh. Lì gira verso
nord e poi verso est nord-ovest attraverso l'Hindu Kush con il nome
di Pjandž, marcando il confine tra Afghanistan e Tagikistan e
successivamente quello tra Afghanistan e Uzbekistan per circa 200
km, fino a passare da Termez. Seguendo il confine tra Afghanistan e
Turkmenistan per altri 100 km prima di entrare in Turkmenistan
presso Kerki. Come Amu Darya, il fiume scorre attraverso il
Turkmenistan da sud a nord, passando Turkmenabad e segnando il
confine tra Turkmenistan ed Uzbekistan da Khalkabad. Grandi deserti
nell’Asia Centrale sono Karakum e Kizilum. Il deserto del Karakum
(anche Qaraqum) si estende in Asia centrale ed essenzialmente nel
Turkmenistan, del quale occupa circa il 70% della superficie. Il suo
nome significa "le sabbie nere". Caratteristici di questo deserto
sono i takyr, particolari conche di notevoli dimensioni separate da
dune generate dai venti che spirano con forza nella regione. La
depressione di Unguz divide il Basso Karakum da un altopiano a
sud-est. La vegetazione è costituita solo da qualche arbusto come il
saksaul e l'acacia delle sabbie. Il deserto del Kizilkum (anche
Kyzyl Kum e Qyzylqum) è un ampio deserto che si estende tra
Kazakistan e Uzbekistan, in Asia centale. Il suo nome significa "le
sabbie rosse". Il territorio è costituito per la maggior parte da
una piana coperta di dune sabbiose. Importanti per l'economia sono i
giacimenti minerari, in particolare oro, uranio, alluminio, rame,
argento, petrolio e gas naturale. Pranzo lungo il percorso. Arrivo a
Bukhara, sistemazione in hotel. cena. Pernottamento. Pensione
Giorno 4
Venerdi’
Bukhara
Colazione in hotel. Escursione per la
città. Bukhara è la città della poesia e della fiaba. La cittа è
situata in un'oasi del deserto Kizil-Kum a est dell’Amu Darya ( il
principale fiume ch ebagna questa area dell’Asia) sul corso
inferiore del fiume Zeravshan. Centro antichissimo, deriva la sua
importanza dalla posizione geografica, punto d'incrocio delle vie
carovaniere che collegavano l'Arabia all'India e all'antico Catai (
La Cina ) . È uno delle più antiche città del mondo, la sua storia
data la fondazione a oltre 2.500 anni. Oggi Bukhara uno di più
maggiori centri dell’industria e dell’economia, è la maggiore città
dell’Asia Centrale. Bukhara. Visita dellqa La Madrassa di Nodir
Devan Beghi (1622) che fù costruito originariamente come
caravanserraglio e poi diventata madrassa. La facciata è ornata con
un mosaico di mattonelle smaltate. I timpani dell’arco sul portale
sono decorati con raffigurazioni di daini e uccelli fantastici che
volano verso il sole. Nel XX secolo nel giardino davanti alla
madrassa trovò posto il monumento del leggendario personaggio
popolare Khodja Nasreddin protagonista di numerose favole. Visitamo
la Madrassa Kukeldash (1568-1569) monumentale e molto ricca di
decorazioni, come l’edificio del periodo di Abdulla Khan
(1557-1598). In questa madrassa ha studiato e ha vissuto il
famosissimo scrittore e filosofo centroasiatico Sadr ad-Din Aini
(1878-1954). La Madrassa di Ulugbek (1417) - la prima delle tre
madrasse costruire da Ulugbek fu la madrssa a Bukhara. Seguendo le
tradizioni del nonno Tamerlano, Ulugbek patrocinava le scienze e
l’istruzioni. Per ordine di Ulugbek, fù apposta la scritta sopra la
porta d’entrata della madrassa che dice: “L’aspirazione verso il
sapere è dovere di ogni musulmano”. La madrassa di Abdal
Al-Aziz-Khan (1652) – di fronte alla madrassa di Ulugbek costruita
per ordine dell’Ashtarkhanide Abd al Aziz-Khan una nuova madrassa.
Questa madrassa supera la madrassa di Ulugbek con la sua ricchezza e
dimensioni. Abd al-Aziz-Khan ha voluto di superare tutti i suoi
precedenti nel senso di decorazione e architettura. L’arco del
portale centrale è riempito con una ricca struttura a stalattiti.
Nella decorazione esterna sono largamente utilizzati pannelli di
mosaico e maiolica con immagini di cespugli fioriti in vasi,
creazioni fantastiche somiglianti a serpenti e altre figure.
Vista della più vecchia moschea nell’Asia Centrale – La moscea
Magoki-Attari Fù costruita al posto dove era un tempio dello
zoroastrismo.
Pranzo al tipico ristorante “Lyabi khaus”.
Il Simbolo principale della città è Il Minareto Kalyan, (“grande”),
la sua altezza è di 46,6 m. Da quasi mille anni questa torre sacra
domina Bukhara. Il minareto dispone di un altro nome “Torre della
morte” legato al fatto che questo il luogo delle esecuzioni dal suo
piazzale superiore buttavano giù i condannati a morte. Vicino al
Minareto Kalyan si trova la moschea grande – La Moschea Kalyan, che
è collegata al minareto con piccolo ponte. Dopo il pranzo vistiamo
La cittadella dell’Arc (XVIII-XIX secolo) che fù il centro
dell’organizzazione statale di Bukhara. Qui si trovano il palazzo
dei khan, le moschee, la tesoreria, la segretaria governativa e la
prigione. Le costruzioni dell’Arc rimasero molto danneggiate durante
l’assalto della cittadella da parte delle unità dell’Armata Rossa
nel 1920, quando Bukhara fu sottoposta al bombardamento
dell’artiglieria e dell’aviazione. Tra le costruzioni rimaste c’è
una moschea con un ajvan di legno. Le mura della cittadella di
Bukhara sono parzialmente rivestite con mattoni cotti. L’entrata
principale dell’Arc si affacicia sulla piazza cittadina. Visita il
mausoleo Chashma Ayub (1380-1384/85) – il mausoleo dalle tante
cupole. Chashma Ayub “il pozzo” o “la sorgente” di Giobbe è uno dei
monumenti più antici di Bukhara. Il mausoleo dei Samanidi (X secolo)
Fù costruito nel periodo di Ismail Samani (892-907) e diventa
sepolcro famigliare dei Samanidi. Tutta la forma architettonica del
mausoleo è semplicissima un cubo cinto da una semisfera. Suscita
ammirazione la virtuosità della disposizione dei mattoni, gli
ornamenti delle lastre, la proporzione ideale di tutte le sue parti.
Questo mausoleo di Bukhara viene considerato un capolavoro
architettonico di importanza mondiale per l’armonia delle forme
geometriche. La moschea Bolo-khauz (1712) – complesso della speciale
armonia e bellezza – E’ anche la moschea del venerdi (djuma). Il
complesso include la moschea, che fù costruita nel 1.712, il
minareto – del 1.917 e bacino. Cena nel cortile della madrassa di
Nodir Divan Beghi e concerto con la musica e folclore.
Giorno 5
Sabato
Bukhara-Shakhrisabz-Samarcanda
Colazione in hotel. e partenza per
Shakhrisabz – “la città verde”, piccola località situata 90 km a sud
di Samarcanda. Visita alle splendide rovine, con oltre duemila anni
di storia, venne costruita secondo un modello tipico dell'Alto Medio
Evo con una struttura centrale simile a quella di Samarcanda e
Bukhara ed ha continuato a svilupparsi durante il IX e X secolo
nonostante i continui conflitti tra le dinastie samanidi e i turchi.
È la città natale di Tamerlano e una volta, probabilmente, la sua
fama oscurava addirittura quella di Samarcanda. Egli vi fece infatti
costruire il Palazzo Ak-Saray (1379-1404) – “il palazzo bianco” di
cui sbalordiscono la grandezza e la magnificenza. Lo stesso vale per
il Dorutilavat (seggio del potere e della forza) che forse arrivava
anche a superare in grandiosità lo stesso palazzo, mentre tra le
altre attrattive ci sono le tombe degli antenati di Tamerlano e la
gigantesca moschea di Kok-Gumbaz (1435) – è la moschea per preghiera
principale del venerdì. Pranzo in una casa tradizionale (uzbeca),
dopo pranzo trasferimento a Samarcanda via passo Tahtakaracha (2250
m). Arrivo a Samarcanda, Sistemazione in hotel e cena.
Giorno 6
Domenica
Samarcanda
Colazione poi giornata dedicata alla
escursione per la città. La prima testimonianza della città
Samarcanda data 2.750 anni. Visita del mausoleo Gur-Emir (XV
secolo) – che significa “la tomba del emiro” è posta dove è sepolto
Tamerlano e i suoi seguaci. Il mausoleo fù costruito per ordine
dello Tamerlano per suo nipote Mukhammad Sultan, morto nel 1403. La
moschea di Bibi-Khanim (XV secolo) – dall’architettura gigantesca
costruita anche questa per ordine di Tamerlano dopo la suo campagna
in India, per mostrare il suo potere, per farlo deportò a
Samarcanda migliaia di artigiani indiani. Timur-lan ( Letteralmente
Timur lo Zoppo da noi chiamato appunto Tamerlano) volle costruire la
grande moschea del venerdì con uno stile che la doveva farla
somigliare al paradiso. La piazza Registan che è il simbolo di
Samarcanda (XV-XVII secolo). L’Osservatorio di Ulugbek (1428-1429)
fu costruito dal governatore e scienziato Ulugbek. Pranzo, nel
pomeriggio visita del bazar orientale “Siyob”, escursione per il
museo archeologico di Afrosiab. Visita del complesso Shakhi-Zinda
(XIV-XV secolo), composto da alcuni mausolei. Il mausoleo Daniar (XV
secolo) si trova in un luogo pittoresco non lontano dal fiume Siyob.
Cena e pernottamento in hotel.
Giorno 7
Lunedi’
Samarcanda - Tashkent
Colazione in hotel e partenza per la
capitale dell’Uzbekistan arrivo e visita di Tashkent, capitale
dell’Uzbekistan. La città vecchia, “eski shakhar”, si presenta come
un dedalo di strette viuzze polverose su cui si affacciano case
basse di mattoni e fango, moschee e antiche madrasse (accademie
islamiche). La Moschea di Khodja Akhrar (1404- 1490), il Mausoleo
dello Sceicco Zaynutdun, con la cella sotterranea risalente al XII
secolo. La madrassa di Kukeldash è una splendida scuola coranica
del XVI secolo, la cui piazza si riempie di fedeli il venerdì in
occasione della preghiera settimanale; nelle vicinanze sorge la
piccola moschea Jami, risalente al XV secolo e utilizzata in epoca
sovietica come officina per la lavorazione di lamiere. Il bazar
Chorsu è un enorme mercato all’aperto, accanto alla madrassa di
Kukeldash, frequentato da una moltitudine di gente proveniente dalle
campagne circostanti che in genere indossa costumi tradizionali, la
madrassa santa chiamata Khast Imam, di particolare interesse è la
Moschea Tillya Sheykh, del XVI secolo, in cui si conserva quello che
è ritenuto il più antico Corano esistente, segnato col sangue dello
stesso Califfo Osman, assassinato nel 655., la Barak Khan, fondata
nel XVI sec. da un discendente di Tamerlano, il mausoleo Kafal
Shashi, tomba dell’omonimo poeta e filosofo dell’islam che visse dal
904 al 979. La mancanza di edifici antichi in questa cittа è
compensata dalla presenza di grandi musei come il Museo di Arti
Applicate inaugurato nel 1937 come vetrina per le arti applicate di
fine secolo, ma è l'edificio in se - progettato secondo lo stile
tradizionale di Tashkent - a risultare più interessante dei suoi
stessi contenuti. e cena in hotel sistemazione in hotel e cena.
Pensione completa
Giorno 8
Martedi’
Tashkent-Kokand-Fergana
Colazione in hotel e partenza per il
passo Kamchik, che raggiunge un altezza di 2.450m, pranzo a Kokand
escursione per la citta di Kokand. Visita di Khudoyar Khan 18°-19°
secolo, la Moschea del Venerdi, la Madrassa Nurbutaboy e il mausoleo
di Modarikhan, l’itinerario attraversa la cittadina di Rishtan.
Visita di un maestro di ceramica, continuazione per Fergana.
Arrivo a Fergana, sistemazione in hotel, cena, pernottamento in
hotel. Pensione completa.
Giorno 9
Mercoledi’
Fergana-Marghilan-Osh
Trasferimento a Margilan (12 km da Fergana).
Qui si può vedere la fabbrica di seta “Yodgorlik” e il bazzar,
famoso con i suoi frutti o (come i dolcissimi melograni e le
albicocche). La moschea Chakar e madrassa Said Ahmad Khodja (XIX
secolo) – la parte principale di questo complesso consiste nella
sala e ayvan con bellissimi soffitti. Trasferimento verso Osh prima
città diel Kirgizistan. Attraversiamo il confine Uzbeko -
Kirghiso, incontro con la nostra guida del Kirghizistan. Osh era un
centro commerciale della grande Via della Seta. Visita del bazar e
la collina di Sulleyman-è un posto sacro per i musulmani. La
leggenda dice che qui si sia fermato l profeta Maometto per la
preghiera. Da qui si può ammirare un bellissimo panorama sulla città
di. Pernottamento ad Osh .
Pensione completa.
Giorno 10
Giovedi’
Osh-Saritash
Colazione ad Osh. Prendiamo i 4x4 da Osh
ad Irkishtanvia Saritash. Verso il confine tra la Cina e
Kirghizistan. Cena. Sistemazione in Hotel . Pensione Completa.
Giorno 11
Venerdi’
Saritash-Irkishtan – Kashgar
. Verso il confine tra la Cina e
Kirghizistan.Arrivo in Cina. Incontro sul confine e viaggio per la
città. Kashgar è un posto molto importante sulla grande Via della
Seta. Qui potete vedere culture diverse dei popoli di Cina, Pakistan
e l’Asia Centrale. Cena. Sistemazione in Hotel . Pensione Completa.
Giorni 12 & 13
Sabato - Domenica
Kashgar
Il Sabato è dedicato al relax dopo i duri
giorni delle montagne e alla visita libera della città carovaniera
mentre la domenica la mattinata è dedicata alla visita
dell'interessantissimo mercato domenicale che si svolge nel bazar /
carrettini trainati da asini, gente a piedi e a cavallo di tutte le
differenti etnie della regione, portano le mercanzie più svariate
che vengono barattate e vendute, trasformando così il bazar,
frequentato per l’occasione da circa ventimila persone, nel punto
focale di tutte le attività della città. Kasghar fa rivivere gli
ambienti e le suggestioni dei viaggi di Marco Polo, che transitò
anche in questa città durante il suo lungo viaggio, nella zona più
ad est dell'oasi nel cimitero islamico si trova la tomba di Abakh
Hoja , questa strana costruzione assomiglia vagamente ad una
multicolorata miniatura del Taj Mahal, con piastrelle verdi sui muri
e sulla cupola , la tomba è il luogo di sepoltura di Hidajetulla
Hoja, un santo missionario mussulmano, e dei suoi settantadue
discendenti pernottamento in hotel. Pensione completa.
Giorno 14
Lunedi’
Kashgar-Torugart-Naryn
Colazione, l’itinerario di oggi prevede di
attraversare il passo Torugart (3752 m), a Naryn. Torugart è uno
dei posti di frontiera più imprevedibili di tutta l’Asia, dove
ricevere informazioni affidabili non è sempre facile, molte
decisioni sembrano essere prese a casaccio e improvvise chiusure
vengono decretate inaspettatamente su un versante o sull’altro per i
motivi più disparati: giorni festivi, ripristino del manto stradale,
neve o altro ancora. Naryn si trova nel punto giusto per effettuare
una sosta notturna durante il viaggio fra Torugart e Bishkek. Naryn
deriva dal termine mongolo che significa “soleggiato” – uno dei rari
momenti di umorismo mongolo. L’unico vero motivo per cui la regione
di Naryn è famosa sono i suoi shyrdak ( tappeti con figure
geometriche) , che a quanto si dice sono i migliori di tutto il
circondario. Si può visitare il Museo Regionale. Di particolare
interesse è la sala etnologica che contiene una yurta visibile in
sezione e una serie completa di tutti gli accessori d’uso quotidiano
presso per le comunità nomadi. Altre Sale espongono animali
impagliati, opere di pittori locali e oggetti legati agli eroi
sovietici di nazionalità kirghisa. Cena e pernottamento in
Hotel. Pensione completa.
Giorno
15
Martedì
Naryn- Lago Issykkul
Colazione e partenza per il Lago Issykkul.
Situato nel Kirghizistan essenzialmente un enorme bacino pieno
d'acqua incastonato fra i monti Küngey Alatau a nord e i Terskey
Alatau a sud, che insieme formano il braccio settentrionale della
catena del Tian Shan. Il nome significa «lago caldo». La grande
profondità dello specchio d'acqua, unita all'attività geotermica e
ad una scarsa salinità, fa sì che il lago non geli mai; il suo
effetto moderatore sul clima della regione insieme alle abbondanti
precipitazioni lo hanno reso nel corso dei secoli una sorta di oasi.
Con un'estensione di 170 km in lunghezza e 70 km in larghezza e una
profondità massima di 695 m, l'Issyk-Kul è il secondo più grande
lago alpino al mondo dopo il lago Titicaca in Sudamerica. Cena e
pernottamento.
Pensione completa.
Giorno
16
Mercoledì
Issykkul-Bishkek – Volo - Italia
Colazione. Trasferimento a Bishkek,
Trasferimento in Aeroporto per il volo. arrivo in Italia in serata.