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Itinerario
Giorno 1
Italia -
Damasco
Partenza dall’Italia, Arrivo ad Damasco
accoglienza all’aeroporto e trasferimento. sistemazione in hotel,
pernottamento.
Giorno 2
Damasco - Maaloula – Hama - Apamea - Aleppo
Dopo la prima colazione partenza per
Maaloula, villaggio perso nelle montagne siriane dove ancora la comunità
cristiana celebra la messa nella lingua con la quale Gesù di Nazaret, il
Cristo, predicava, l’Aramaico.
( clicca qui e Ascolta il "Padre Nostro in Aramaico)
Proseguimento per Hama. giro di Hama che
sorge proprio sulle rive del fiume, all’interno di un riposante parco al
centro della città, si trova la zona delle Norie, l’immagine-simbolo di
Hama. Sono grandi ruote idrauliche di legno (con un diametro che arriva
ai 20 metri) i cui prototipi risalgono all’età ottomana, che venivano
utilizzate nei secoli passati per raccogliere e indirizzare le acque del
fiume all’irrigazione dei campi e al rifornimento della città.
Proseguimento per Apamea. Terremoti e rapine ripetute per secoli hanno
fatto assumere un aspetto assai disastrato ai resti della città di
origine antichissima, rifondata con il nome di Apamea nel III secolo
a.C. da Seleuco ( amico e uno dei successori di Alessandro Magno) ,
fiorente in epoca imperiale romana e bizantina. Nell’area archeologica,
oltre al sito del grande teatro (molto deteriorato), resta lungo il
cardo a segnare il cuore topografico di una mappa ormai solo di rovine,
un moncone del colonnato di epoca traianea (II sec. d.C.) che ornava
l’intero percorso della via principale della città: le colonne in marmo
rosato, presentano una rara lavorazione a tortiglioni che sale, colonna
dopo colonna, alternando in speculare simmetria una spirale destrorsa ad
una sinistrorsa con un effetto di ricercata eleganza. I moti
spiraliformi puntualmente alternati impreziosiscono la composizione
rendendola mobile e flessuosa ed evocano dalle pieghe del marmo
suggestivi giochi di luce, distraendo la prospettiva dalla fuga sul
rettilineo. Arrivo in serata ad Aleppo. Pernottamento in hotel.
Giorno 3
Aleppo - Monastero di S. Simeone
Visita di Aleppo Seconda città della
Siria e una delle più antiche città del mondo. Si trova a nord-ovest del
Paese sull'altopiano siriano settentrionale. Aleppo è anche detta la
"città grigia" (esh-Sheba) a causa del caratteristico colore delle case
costruite con roccia calcarea. Questo soprannome è invece completamente
inadatto a descrivere il "carattere" di questa città, che grazie alla
sua posizione, era il crocevia delle strade carovaniere tra Mesopotamia,
Turchia, Arabia e mar Mediterraneo, e quindi punto di incontro tra varie
culture. Infatti Aleppo è abitata da varie etnie: arabi, turchi, armeni
e, inoltre, si mescolano diverse religioni che quindi la rendono molto
"colorata" per la diversità di usi e costumi che si trovano in questa
grande città. Si può ammirare la totalità della città dalla cittadella,
da dove lo sguardo spazia sui tetti dai quali sbucano i minareti delle
moschee. Da non perdere una visita al suq, nei sui 12 chilometri di
stradine si viene avvolti dagli odori delle spezie, i colori delle
stoffe e dal rumore della folla in movimento tra i numerosissimi
negozietti. Aleppo è stata abitata fin dal 3000 a.C. probabilmente a
causa della collina alta 50 metri che ne faceva un luogo facilmente
difendibile. Nel II millennio a.C. fu la capitale del regno amorreo di
Yamchad, un popolo semitico stanziato in queste zone e nell'oasi di
Palmyra fin dal III millennio a.C. e che fondarono la prima dinastia di
Babilonia il cui più famoso re fu Hammurabi. Yamchad fu contesa tra i
Mitanni, gli Egizi e gli Ittiti fino a diventare prima vassallo di
questi ultimi e quindi sotto il dominio diretto del sovrano ittita
Shuppiluliuma I e del figlio Telepinu. Distrutta ad opera dei Popoli
del Mare, la cui origine è ancora incerta, agli inizi del XII sec. a.C.
diventò in seguito una delle città stato assiro-ittite fino alla
conquista dell'intera regione da parte del re assiro Tiglat-Pilesar III,
all'incirca nel 745-727 A.C. Aleppo fu successivamente dominata dai Medi
e quindi conquistata nel 539 a.C. da Ciro re persiano della dinastia
degli achemenidi. Gli achemenidi mantennero il dominio della città fino
alla conquista da parte di Alessandro Magno nel 333 A.C. Dopo il 300 a.C.,
Aleppo fu ricostruita in stile ellenistico da Seleuco I Nicatore, che le
diede il nome di Beröa, fu un buon periodo di sviluppo della città che
continuò anche dopo la conquista romana nel 69 a.C. da parte di Pompeo.
Nei settecento anni della dominazione romana, prima, e bizantina poi,
vennero costruite strade colonnate, terme, templi, palazzi e chiese di
cui, fino ai giorni nostri, non è arrivato quasi nulla. Nel 636 d.C.
Aleppo fu conquistata dall'arabo mussulmano Khalid ibn al-Walid quindi
divenne un centro mussulmano ma perse d'importanza rispetto la capitale
omayyade Damasco. Nel 945 d.C. fu scelta come residenza della dinastia
sciita hamdanide e diventò la capitale del principato nordsiriano sotto
il dominio del califfo abbaside di Baghdad. Fu conquistata
dall'imperatore bizantino Niceforo Foca, verso la fine del X secolo,
successivamente divenne tributaria dei fatimidi sciiti del Cairo e
quindi passò in mano ai mirdasidi nel 1023 e ai selgiuchidi ottomani nel
1094. Aleppo fu assediata dai crociati nel 1124 e riconquistata dal
curdo Saldino nel 1183 che riuscì ad imporre l'islamismo sunnita a
quello sciita. Il figlio di Saldino, az-Zahir Ghazi, riportò la città
all'apice dello splendore ma fu conquistata dai mongoli 1260 proprio
mentre in Egitto i mamelucchi si ribellarono assumendo il comando.
Aleppo divenne così una cittadina provinciale. Solo nel 1400 e
successivamente sotto il dominio ottomano, la città tornò ad avere la
grande importanza commerciale che mantiene tutt'ora. La perla della zona
è però il complesso degli edifici costruiti intorno alla colonna di
S.Simeone lo Stilita, risalente alla fine del V secolo: la splendida
basilica, cui fa da controcanto l’elegante battistero, ha il suo fulcro
architettonico e simbolico in un alto piedistallo a gradoni su cui posa,
imponente, il torso eroso dal tempo della leggendaria colonna di 7
metri, che poi il santo fece innalzare a 18, e su cui passò quarantadue
anni, distaccato dal mondo e più vicino a dio. Rientro ad Aleppo tempo a
disposizione per visitare la città di notte si consiglia di visitare un
bagno turco ( Hammam ) dove si può rivivere ii riti degli antichi
romani che si recavano alle terme. sistemazione in Hotel
Giorno 4
Aleppo - Ebla – Crac dei Cavalieri –
El Wadi
La mattina dopo la colazione, partenza
verso sud. Si passa accanto al Tell di Ebla: sul rilievo sono conservate
scarse rovine dei palazzi dell’antica città-stato sumerica fiorente fin
dal 2500 a.C. e distrutta verso il 1600 a.C. dagli Hittiti. I reperti
più significativi, portati alla luce negli ultimi decenni da una
spedizione archeologica italiana, sono le migliaia di tavolette di
argilla in dialetto sumerico, che contenevano l’archivio economico e
politico della città (ora conservate al Museo di Aleppo). Si prosegue
ancora fino alla tappa più importante della giornata, che è la visita ad
una delle più straordinarie strutture architettoniche medievali di tutto
il Medioriente: il Crac dei Cavalieri, fortezza costruita dai Crociati
nel XII secolo.Il Krac, uno dei monumenti più noti della Siria, fu
edificato in diverse fasi dai Crociati tra il XII e il XIII secolo, in
una posizione strategica, all’incrocio fra Turchia, Libano e Siria.
Espugnato nel 1270 dal sultano Baibars, fu rimaneggiato con l’aggiunta
di strutture di stile arabo. Il complesso, in ottimo stato di
conservazione e interamente visitabile al suo interno, offre la
possibilità di itinerari interessanti, fra torrioni, cortili interni
ornati da pregevoli bassorilievi, rampe che connettono i diversi corpi
dell’edificio e passaggi segreti. La visita di questa zona è completata
con il Monastero di San. Giorgio. Pernottamento al Wadi Hotel, struttura
totalmente rinnovata con una bellissima posizione e vista sul Crac.
Giorno 5
El Wadi - Palmira.
Dopo la prima colazione partenza verso
est in direzione della mitica Palmira. Durante il tragitto il paesaggio
cambierà progressivamente sotto i nostri occhi: dalle verdi zone
collinose piantate a olivi e vigneti fino ad arrivare all’ondulato e
arido giallo-oro del deserto, passando fra tutti gli stadi intermedi.
Nel tardo pomeriggio si arriva a Palmira in tempo per contemplare lo
spettacolo del tramonto dall’altura del castello. Scendendo, c’è ancora
tempo per una prima visita alle rovine con la suggestiva illuminazione
notturna e per un po’ di shopping. Pernottamento in hotel.
Giorno 6
Palmira - Damasco
Visita di Palmira, la
città-stato ricchissima e potente, da dove la regina Zenobia nel III
secolo d.C. seppe tener testa ad Aureliano e allo strapotere dei romani;
ma Palmyra è anche, soprattutto, il luogo intorno a cui fin dalle prime
esplorazioni alla fine del ‘700 si concentrano i sogni e le fantasie
degli esploratori e poi dei viaggiatori del Medioriente. Le rovine
colgono il visitatore un po’ di sorpresa: una colonna a fianco della
strada e si è già accanto all’imponente tempio di Zeus Baal. Fino a poco
più di cento anni fa il villaggio arabo, che ora costeggia da presso la
zona archeologica, era tutto contenuto nel perimetro del tempio: tempio
sontuoso e ridondante di una città opulenta e orgogliosa, conserva,
oltre alle strutture architettoniche in ottimo stato di conservazione,
anche marmi di rivestimento e preziosi bassorilievi scolpiti con
immagini di divinità, di animali, di offerte votive. Ma oltre al grande
tempio, Palmira è soprattutto il lungo sfilare del colonnato e delle
rovine attorno, che accompagnano il percorso dell’asse dell’antica
città, lungo il cardo. Come una pista di sabbia incorniciata da un
magnifico colonnato, la via sembra conservare, pur fra tanta opulenza
monumentale, la prima sua funzione e il primo aspetto di strada di
scorrimento carovaniero: il fondo sfuma, dolcemente e senza interruzioni
nel deserto. Al centro del cardo, un monumentale Tetrapylon ricorda che,
alfine, l’imperatore di Roma trionfò sulla superba regina: è il fuoco
prospettico intorno a cui ruotano gli scenari metafisici di questa
città che, priva di mura, ha nell’incrocio fra le due vie portanti il
punto di coesione e di distribuzione delle sue linee di fuga. Tra i
diversi resti di templi e di edifici, incroci di successive
stratificazioni, c’è un segno tutto greco: è il piccolo, perfetto,
teatro di Adriano, capolavoro di perfezione, ben conservato e
restaurato, che conserva come un tesoro la memoria dell’imperatore che
-come scrive Marguerite Yourcenar- “in greco sognò e visse” e volle fare
Grecia in ogni angolo del mondo in cui si estendeva il dominio di Roma.
Dall’alto del castello Ommayyade che sovrasta l’oasi di Palmira, si
osservano come in una mappa aerea le rovine e la valle delle tombe che
si incunea fra rilievi rocciosi. Tombe come piccoli edifici (alcune
visitabili) a due o a più piani, che conservano il ricordo delle
famiglie potenti della zona nei primi secoli della nostra era. Partenza
per Damasco sistemazione in Hotel pernottamento.
Giorno 7
Damasco
Giornata dedicata alla visita di Damasco,
la metropoli addossata al fianco del Djebel Qassioun, un contrafforte
dell’Anti-Libano, che è anche nelle sue strutture architettoniche e
urbanistiche, il simbolo delle diverse stratificazioni storiche, degli
incroci e dei mille volti della civiltà siriana. Le tappe obbligate del
tour di Damasco comprendono il ricco e colorato souk, la stupenda
moschea degli Ommayyades, costruita nell’VIII secolo come “simbolo della
supremazia politica e del prestigio morale dell’Islam”. Così descrive la
moschea Robert Byron, La via per l’Oxiana, Adelphi 1993: La moschea
degli Omayyadi, molto restaurata dopo l'incendio del 1893, risale all'VIII
secolo. Il grandioso porticato, sopra il quale corre una galleria,
possiede le belle proporzioni e lo stesso ritmo imponente, nella sua
nudità islamica, della Biblioteca del Sansovino a Venezia.
Originariamente, questa nudità era rivestita di mosaici scintillanti. Ne
rimangono dei frammenti: i primi paesaggi della tradizione europea.
Nonostante il loro pittoresco di tipo pompeiano, con i palazzi a
colonnati e i castelli sulle rocce, sono veri e propri paesaggi e non
semplici decorazioni, come rivela l'attenzione, pur entro costrizioni
formali, per l'individualità di un albero o l'energia di un ruscello. La
fattura non può essere che greca; preannunciano, molto appropriatamente,
le vedute di Toledo dipinte da El Greco. Ancor oggi, nell'istante in cui
il sole colpisce un frammento del muro esterno, si può immaginare
l'antica magnificenza del verde e dell'oro, quando il cortile splendeva
delle magiche scene concepite dalla fantasia degli arabi per compensare
le aride eternità del deserto. Si continua con una passeggiata nel
quartiere cristiano di Bab Touma , e la visita al Museo Nazionale
Siriano, che consente di ripercorrere in un suggestivo riepilogo
l’intero paese, da Ebla alla sinagoga di Doura Europos, dagli ipogei di
Palmyra alla lontanissima Mari. Sulle pareti del Museo una serie di
carte geografiche ricapitolano, nel corso di cinque millenni, le alterne
fasi dell’epocale scontro fra la “civiltà islamica” e l’Occidente: lo
schema proposto segue però l’ ottica molto particolare della
storiografia siriana che rintraccia un filo di continuità tra la
protostoria e l’Islam: e in questa spaesante prospettiva la continuità
delle “civiltà autoctone” -da Mari, agli Assiri, all’Islam-, sarebbe
stata interrotta soltanto nelle fasi di “invasione” greco-romana e
bizantina.
(N.B. l’ordine delle visite può essere
variato). Di sera tour panoramico di Damasco di notte. Pernottamento in
hotel.
Giorno 8
Damasco – Italia
Dopo la prima
colazione in albergo, trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno
in Italia.
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