Giorno 1
domenica
Italia-Singapore
Partenza in
tarda mattinata con voli di linea da Milano o Roma per Singapore.
Notte in volo.
Giorno 2
lunedì
Singapore
Arrivo al
mattino a Singapore. Un’intera giornata a disposizione per una
piacevole sosta nella città più ordinata, moderna e accogliente
dell’intera Indocina. Nel pomeriggio rientro in aeroporto e partenza
in serata con volo notturno per Port Moresby.
Giorno 3 martedì
Port Moresby-Mount Hagen
Arrivo al
mattino a Port Moresby e proseguimento con volo di linea Air Niugini
per Mount Hagen. All’arrivo trasferimento con mezzo fuoristrada al
lodge che sorge, perfettamente inserito nell’ambiente circostante,
ai piedi delle montagne, in prossimità del Centro culturale della
tribù Paiya. Cena e pernottamento al lodge.
Giorno 4
mercoledì
Mount
Hagen
Pensione
completa. Durante la giornata viene approfondita la conoscenza delle
tradizioni culturali del popolo Paiya: vedremo come si dipingono il
volto ed il corpo con simboli e colori rituali, per partecipare alla
danza di corteggiamento conosciuta come “sposta la gamba e gira la
testa”…. Il capo del villaggio, accompagnato dalle sue tre mogli,
riceve i visitatori stranieri introducendoli alla scoperta delle
varie attività che si svolgono nel villaggio, in modo che abbiano
una panoramica completa dello stile di vita delle tribù degli
altopiani occidentali. Rientro al lodge e pernottamento.
Giorno 5
giovedì
Mount
Hagen-Kudjip
Pensione
completa. Al mattino trasferimento a Mount Hagen e proseguimento per
la Valle Waghi, in uno scenario in cui a tratti di foresta vergine
si alternano le coltivazioni di tè e caffè, per giungere a Kudjip,
centro dell’etnia Jiwaka, oggi un villaggio tranquillo ma a suo
tempo conosciuto come una sorta di terra senza legge, dove frequenti
e sanguinosi erano i combattimenti tribali. Sistemazione nel lodge e
pernottamento.
Giorno 6
venerdì
Kudjip-Karawari
Pensione
completa. Trasferimento aereo da Mount Hagen al Karawari: lasciamo
la zona di montagna per sorvolare vasti tratti di fitta foresta
pluviale tropicale: le chiome degli alberi formano un unico tappeto
verde, a perdita d’occhio, impenetrabile….Solo le pigre anse dei
serpeggianti corsi fluviali segnano il paesaggio, con una
contrastante colorazione di tutte le varietà del marrone. Si atterra
sulla pista in terra battuta adiacente il Karawari Lodge, segnalato
tra I dieci alberghi più affascinanti al mondo: un vero museo
all’aperto, ricco di sculture lignee di artisti locali, distribuito
e sospeso tra le chiome degli alberi, con padiglioni collegati da
passerelle: ovunque la vista possa spaziare è tutto il fascino della
foresta pluviale che si specchia nelle acque del fiume. Nel corso
della giornata si effettuano visite nei villaggi nei dintorni; in
particolare si avrà modo di conoscere i sistemi artigianali di
estrazione dell’amido dalla pianta di sago, che fornisce il
componente fondamentale della alimentazione locale. Pernottamento al
lodge.
Giorno 7
sabato
Karawari
Pensione
completa. Giornata intera di esplorazione tra le varie etnie che
abitano i piccoli villaggi lungo il fiume: non esistono strade,
neppure lungo il fiume, l’unico mezzo di locomozione è la canoa
(sulla quale per brevi tratti potremo apprendere l’uso della
pagaia). L’isolamento in cui vivono le varie tribù fa si che a
distanza di poche miglia, si siano sviluppate comunità della stessa
etnia, ma con differenti dialetti, tanto che i vari individui
stentano a comprendersi tra loro. E’ essenziale pertanto la presenza
di una guida locale che, nella sua esperienza ha sviluppato una
conoscenza basilare delle lingue e dialetti locali e ci può fare da
interprete. I villaggi sono formati da abitazioni unifamiliari,
raccolto intorno ad una grande capanna, la Haus Tambaran o Casa
degli Spiriti: come il resto del villaggio è costruita su palafitte,
ricoperta da foglie di palma, ma di maggiori dimensioni poichè funge
da luogo comunitario di gestione del potere magico religioso ed
amministrativo, luogo interdetto alle donne; sono invece le figure
femminili a darci le immagini più significative dello stile di vite
tribale: la popolazione vive dei prodotti della pesca e della caccia
che integrano l’alimentazione a base di sago. Sistemazione nelle
capanne predisposte per accogliere gli ospiti e pernottamento,
cullati dai suoni e dalle suggestioni della foresta e del fiume.
Giorno 8
domenica
Karawari
Pensione
completa. La mattinata scorre continuando la esplorazione e la
socializzazione con la tribù ospitante: alcuni artisti locali sono
impegnati nella costruzione di maschere, strumenti musicali, le
maestose sedie cerimoniali: oggetti impreziositi dalla fantasia
artistica che adopera semi, conchiglie, piume di uccelli…. Nel
pomeriggio trasferimento al lodge e tempo a disposizione per
elaborare la particolare esperienza vissuta nel villaggio.
Giorno 9
lunedì
Karawari –
Tari
Pensione
completa. Trasferimento con aereo privato sulle colline
dell’altopiano di Tari, terra dei fieri e coloratissimi Huli,
conosciuti come “uomini parrucca” che in larga misura vivono ancora
in perfetta simbiosi con la natura, mantenendo le antiche tradizioni
e stile di vita dei loro antenati. L’appellativo con cui sono
conosciuti in occidente deriva dalla curiosa usanza di usare, nelle
occasioni cerimoniali, un particolare copricapo di vago stile
napoleonico, ottenuto dal taglio della propria acconciatura in età
giovanile. E’ tradizione Huli quella di riunire i giovani maschi
prossimi all’ingresso in società, in una sorta di “ritiro” civile
religioso, per un anno senza contatti con la loro tribù. Un anziano
sciamano è la loro guida spirituale che nel contempo li educa ai
doveri matrimoniali e sociali ai quali presto saranno chiamati. E’
in questo periodo inoltre anno che una massima cura viene dedicata
alla capigliatura individuale che va aumentando di volume e viene
opportunamente acconciata per essere poi “tosata” alla radice dei
capelli, in modo da poterla utilizzare in epoche successive. Nel
pomeriggio si effettua una prima escursione nella foresta
circostante, per scoprire meravigliosi scenari naturali, tra
ruscelli, cascate ed emozionanti passaggi su penduli ponti di liane.
Nessuno per scaramanzia lo ammette, ma il coronamento della
passeggiata sarebbe, con un po’ di fortuna, quella di poter
osservare esemplari di uccelli del paradiso.
Giorno 10
martedì
Tari
Pensione
completa. Giornata dedicata all’esplorazione etnografica e
naturalistica: nell’area di Tari convergono molti studi
naturalistici e non passa anno che non vengano rinvenute
sconosciute, fino a quel momento, forme di vita animale o vegetale:
oltre 200 sono le specie di uccelli presenti, alcune molto rare e
fra queste ben tre varietà di uccelli del paradiso, prede molto
ambite da parte dei cacciatori Huli, che utilizzano le variopinte
penne caudali per adornare le acconciature e le maschere rituali.
Gli Huli sono vissuti da sempre nella convinzione di essere l’unico
popolo presente sulla terra: rari e sporadici erano i contatti con
le tribù della costa, e la “civiltà” è entrata prepotentemente nel
loro mondo solo negli anni trenta del secolo scorso, con l’arrivo
dei primi esploratori, poi con l’occupazione delle basi costiere da
parte dei giapponesi, nel corso della seconda guerra mondiale. Solo
in minima parte contaminate, permangono le antiche tradizioni
tribali e lo stile di vita, fiero e bellicoso. Come già nelle tribù
del fiume , anche qui l’economia locale e il corretto svolgimento
familiare è in mano delle donne, che si occupano dei “tesori” della
famiglia (i maiali, qui simbolo di potenza economica e prestigio
sociale) della cura dei figli, della coltivazione di patate dolci ed
altri tuberi: gli uomini si limitano a sfoggiare le loro armi
preistoriche (archi ed asce in pietra) con atteggiamento bellicoso e
scherzosamente provocatorio, quasi un omaggio alle antiche
tradizioni cannibalesche. Per quanto rispettosi e comunque
inoffensivi verso i visitatori stranieri, si sa che ancora violente
e sanguinose sono le liti tra le famiglie, che si disputano la
proprietà dei terreni coltivabili e dei capi di bestiame. Di
conseguenza accade che personaggi interni alla tribù che abbiano
sviluppato particolari abilità diplomatiche, ottengano il
riconoscimento di capo villaggio e una conseguente autorità, valida
fino a prova contraria… Quando un capo cade in disgrazia, se ne
elegge un altro…. I balli cadenzati, conosciuti come sing sing, che
non è raro incontrare, sono una ritualizzazione di antichi scontri
tra tribù e gruppi familiari
Giorno 11
mercoledì
Tari –
Port Moresby
Pensione
completa. Trasferimento con aereo privato a Mount Hagen.
Proseguimento con volo Air Niugini per Port Moresby. All’arrivo
trasferimento e sistemazione in hotel. Nel corso della giornata
visita del locale mercato. Tempo a disposizione e pernottamento
Giorno 12
giovedì
Port
Moresby
Mezza
pensione. Ancora una mattinata a disposizione per le ultime visite
in città, quindi nel primo pomeriggio trasferimento in aeroporto e
partenza con volo Air Niugini per Singapore. Coincidenza con volo
per l’Europa. Notte in volo.
Giorno 13
venerdì
Italia
Arrivo in
giornata nell’aeroporto di origine