1° giorno sabato
ROMA – BUENOS AIRES
Partenza in serata da Roma con
volo Aerolineas Argentinas per Buenos Aires. Notte in volo.
2° giorno domenica
BUENOS AIRES – SALTA
Arrivo all'aeroporto
internazionale, trasferimento a quello nazionale e coincidenza con
volo per Salta. All'arrivo incontro con la guida e trasferimento in
albergo. Nel pomeriggio si effettua la visita della città per
ammirare la Plaza 9 de Julio con il Cabildo, la "Casa de Gobierno",
la Chiesa di San Francesco ed il convento di San Bernardo. La città
è ricca di candidi palazzi coloniali e di colorati cortili fioriti
detti “patios”. Nella Cattedrale è venerata una immagine di Cristo
giunta dalla Spagna nel 1592 e la statua della cosiddetta Virgen del
Milagro, che deve il suo nome all'evento miracoloso attribuitole:
durante il tremendo terremoto che si ebbe nella zona nel 1692 le due
immagini furono portate in processione lungo le via cittadine,
proprio in concomitanza della fine di ogni manifestazione tellurica.
Pernottamento in albergo.
3° giorno lunedì
SALTA – CAFAYATE (B L D)
Partenza in direzione di Cafayate,
centro vitivinicolo più importante della regione. E' una piccola e
tranquilla cittadina in stile coloniale spagnolo, posta a 1660 metri
di altitudine, ai piedi delle Ande. La distanza di circa 180 km.
Viene percorsa in circa tre ore. Scoprendo di volta in volta
spettacolari paesaggi naturali. Dopo la località “Tres Cruces” si
entra in uno degli scenari naturali più impressionanti del NOA (
Nord Ovest Argentino) : la Quebrada di Cafayate, una stretta gola
dove il vento e l'acqua hanno scolpito forme fantastiche sui
fianchi della montagna. Bisogna lasciar libera l'immaginazione per
riconoscere il Monaco, il Fungo, i Castelli ed il Rospo, per poi
giocare con l'eco all'interno del cosiddetto Anfiteatro o della
Gola del Diavolo. Pranzo in ristorante. Proseguimento per la visita
delle rovine di Quilmes, centro abitato fortificato, dal grande
valore simbolico per l’orgoglio nazionale argentino. Soltanto con
l’inganno, infatti, gli spagnoli riuscirono a piegare la resistenza
del fiero popolo di Quilmes, ultima roccaforte di resistenza
indigena alla Conquista. Uno spietato genocidio fu attuato alla
presa della città, ricordato come una delle pagine più dolorose
della storia. Rientro a Cafayate per cena e pernottamento.
4° giorno martedì
CAFAYATE – CACHI (B L D)
Partenza tra i fantastici scenari
delle Valli Calchaquis in direzione di Molinos, villaggio sorto
sulla antica encomienda (rendita vitalizia) dei terreni concessi ad
una nobile famiglia per editto del Re di Spagna nel 1659. Nicolàs
Severo de Isasmendi ereditò la Hacienda de San Pedro de Nolasco nel
1767, alla morte del padre. Fu l'ultimo governatore realista di
Salta, deceduto nel 1837. Il suo corpo mummificato è conservato
nella Chiesa cittadina, risalente al sec. XVII. Pranzo in
ristorante. Proseguimento per Cachi: in virtù del suo isolamento la
cittadina ha conservato la sua autenticità coloniale, con edifici
bassi, vie non asfaltate, vita tranquilla e clima ameno. La chiesa
in stile coloniale ha la particolarità di un tetto fatto con assi di
cactus, pianta tipica della zona. Nella Piazza centrale si trova il
Museo Archeologico, dove sono conservate collezioni di manufatti di
epoca preincaica, inca e spagnola. Cena e pernottamento.
5° giorno mercoledì
CACHI – SAN ANTONIO de los
COBRES (B-L-D)
Si prosegue lungo la mitica Ruta
40: in alto brillano i nevai perenni del Cachi e del Payogasta, le
pareti rossicce del canyon spiccano sul verde delle coltivazioni: si
attraversa il Campo Negro, disseminato da nere pietre porose,
relitti di antiche eruzioni vulcaniche. Si incontra un solo
villaggio degno di questo nome: La Poma, poi la presenza umana si fa
sempre più rara, mentre si risale con percorso accidentato un
panorama aspro selvaggio e solitario, dove è facile incontrare
branchi di vigogne. Pranzo in corso d’escursione. Si supera uno dei
valichi stradali più alti al mondo, ai 4900 metri dell’ Abra de Acay.
Come sui passi himalayani troviamo piccole pagode devozionali, qui
sulle Ande quale misterioso legame potrebbe esistere tra le due
tradizioni?) vengono innalzati gli apacheta, cumuli di pietre a
forma piramidale, ai quali i viaggiatori sono invitati a contribuire
col loro apporto, per onorare la “Pachamama”, la divinità della
Madre Terra. Arrivo a san Antonio, sistemazione in hotel, cena e
pernottamento.
6° giorno giovedì
SAN ANTONIO de los COBRES -
SUSQUES (B-L-D)
E’ una giornata di vagabondaggi
sulla Puna andina: nei pressi San Antonio ammiriamo l’ardito ponte
ferroviario della Polvorilla, dove, se e quando è possibile,
transita il celebre treno delle Nuvole. Attraversiamo i salares di
Caucharì ed Olaroz, conosciamo piccoli agglomerati urbani con
edifici in adobe (mattoni di fango impastato) e più facilmente
villaggi fantasma, abbandonati dopo la fine dello sfruttamento dei
giacimenti minerali del salar. Pranzo in corso d’escursione. Nel
pomeriggio si giunge a Susques, un villaggio che già alla fine del
‘700 fungeva da capoluogo del distretto minerario della Puna.
Susques è famosa per la sua chiesa, piccola, ma assai originale, con
il tetto in paglia e la torre campanaria decorata da archi ciechi e
frontoni. L’interno è decorato da affreschi naives e spicca, per la
sua originalità un basso organo a canne. Sistemazione in hotel, cena
e pernottamento.
7° giorno venerdì
SUSQUES – TILCARA (B-L-D)
Poco dopo aver lasciato Susques
superiamo il Salar di Salinas Grandes e proseguiamo in discesa per
la Cuesta de Lipan, lungo un sinuoso tracciato intagliato nella
montagna, della quale si osservano i vari strati geologici,
differenziati per colore, intensità e struttura. L’arrivo a
Purmamarca è magico: la cittadina è cinta da impressionanti
elevazioni montuose, sui fianchi delle quali si distaccano i
sedimenti geologici dai forti contrasti cromatici: è uno spettacolo
unico nel suo genere, un'immagine fuori del tempo, un villaggio
tranquillo le cui case intonacate a calce contrastano con la
Montagna dai Sette Colori, che vanno dal beige al viola, con vari
toni di verde. Pranzo in ristorante. Si visita la cittadina, con la
chiesa in adobe, il Cabildo e l’adiacente mercato Artesanal. Si
prosegue quindi per Maimarà, per osservare con la magica luce del
pomeriggio, l’accostamento di colori pastello della montagna più
celebre della zona, conosciuta come la Tavolozza del Pittore. Si
continua per Tilcara dove si attraversa l’Orto botanico per accedere
alla porta d’ingresso del Pukara, l’antica città fortificata
preincaica che proteggeva il percorso di fondovalle. Il locale
Museo Archeologico è il più importante della regione, con reperti
delle culture Candelaria Cienaga ed Aguada, oltre a manufatti di
origine cilena e peruviana, che testimoniano l’importanza del centro
fortificato di Tilcara. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
8° giorno sabato
TILCARA – UYUNI (B L)
Partenza in direzione nord, verso
il punto di confine de La Quiaca Risalendo la valle del Rio Grande
in direzione della celebre Quebrada (Gola) di Humahuaca, si
incontrano alcuni centri abitati, dove evidenti sono ancora i
caratteri indios, tanto nell'architettura come nei caratteri
somatici degli abitanti. E' in questa zona che vivono gli indigeni
Coyas: alcuni caratteri architettonici, ma soprattutto le pitture
dei cosiddetti”angeli archibugieri”, conservati nella chiesa di
Uquia, rimandano al tipico stile di Cuzco, in Perù. La particolarità
di queste costruzioni è l’utilizzazione di legno di cactus, l'unico
ampiamente disponibile in zona, anche se non particolarmente
robusto. Quasi giunti a Humahuaca un curioso monumento al lato della
strada indica l'attraversamento del Tropico del Capricorno.. La
cittadina è tutta raccolta intorno alla piazza centrale: la chiesa
con un prezioso altare barocco, il Cabildo (municipio) con un
curioso orologio posto sulla torre, dove ad ogni mezzodì esce
l'immagine di San Francesco Solano per benedire i presenti, e il
moderno monumento all'indipendenza che si eleva sopra una imponente
scalinata. Si supera il paese di Abra Pampa, fondata nel 1883 con il
suggestivo ed evocativo nome di Siberia Argentina (che si commenta
da solo), poi caduto in disuso. Qui termina, amministrativamente
parlando, la celebre Ruta 40, ma la strada prosegue nel fondovalle
fino al punto di confine di LaQuiaca. Superata la frontiera un breve
trasferimento alla stazione ferroviaria di Villazon e partenza alle
15.30 con il treno Expreso del Sur, in direzione di Uyuni. Arrivo a
Uyuni intorno alla mezzanotte, trasferimento in albergo e
pernottamento.
9° giorno domenica
UYUNI - TAHUA (B-L-D)
Escursione per la visita del Gran
Salar de Uyuni, vasta distesa piatta di oltre 10.000 Kmq. Nel
periodo delle piogge (da dicembre ad aprile) il Salar risulta
impraticabile e non percorribile per larghi tratti, a causa delle
inondazioni. Per contro nel periodo invernale (da giugno a
settembre) si riscontrano estreme escursioni termiche tra il giorno
e la notte, passando dai +25° ai -25° nell'arco di poche ore. Si
visita il villaggio di Colchani, centro di lavorazione del sale. Si
prosegue quindi per l'Isola Incahuasi, per ammirare stupendi
esemplari di cactus gigante. L'attraversamento dell'immenso deserto
salino resta pur sempre una esperienza indimenticabile, sicuramente
una delle tappe più emozionanti del viaggio. Pranzo con cestino. Si
raggiunge quindi Coquesa, villaggio situato ai piedi del vulcano
Tunupa, nei dintorni del quale è possibile visitare mummie indigene
di epoca precolombiana. Sosta per la visita del Pukara Ayque. Arrivo
a Tayka, sistemazione nell’hotel di sale, cena e pernottamento.
10° giorno lunedì
TAHUA – SAN PEDRO DE QUEMEZ (B-L-D)
Il Salar è ciò che resta di un
grande lago che evaporando ha lasciato uno strato di sale
cristallizzato di diversi metri. Gli unici a sfruttare questi
depositi sono i campesinos di Colchani, un villaggio di 300 anime la
cui debole economia ruota esclusivamente sull'estrazione e
lavorazione del sale. Percorrendo la vasta distesa in direzione sud
visitiamo il Pucara di Chillima, dall'alto del quale si gode un
ottimo panorama sul Salar. Proseguimento per il Pukara Chilguilla e
per l’Isola del Pesce, nome attribuitole per la sua bizzarra
conformazione: non è una vera isola, come tutte, qui, ma la sommità
di una montagna che emerge sulla distesa di sale. Pranzo con
cestino. In prossimità del piccolo villaggio di San Pedro di Quemes
si effettua una sosta per visitare la Grotta Galaxia, di recente
aperta, dove il custode, giustamente orgoglioso per esserne stato lo
scopritore, ci introduce al magico spettacolo di stalattiti e
formazioni rocciose, simili a delicate trine. Quindi proseguimento
per l’Hotel di Pietra, sistemazione, cena e pernottamento.
11° giorno martedì
SAN PEDRO DE QUEMEZ – OJO DE
PERDIZ (B-L-D)
Partenza per la visita di Pueblo
Quemado e Pueblo Refugio, due villaggi fantasma la cui storia è
legata alle vicissitudini di continue guerre di confine con la
vicina repubblica cilena che si protrassero nel corso dell’800. Si
prosegue per il punto panoramico di osservazione del Vulcano Ollague,
dal quale si innalzano talvolta eruzioni gassose. Pranzo con
cestino. Si raggiunge quindi la Laguna Chulluncani e la Laguna
Cachi, per raggiungere nel pomeriggio il caratteristico albergo di
Ojo de Perdiz. Cena e pernottamento.
12° giorno mercoledì
OJO DE PERDIZ – SAN PEDRO DE
ATACAMA (B-L-D)
Dall'altipiano della Puna
scendiamo lungo i contrafforti andini per visitare alcuni punti di
estremo interesse paesaggistico: la Laguna Colorada dove si potranno
ammirare i “flamingos” (fenicotteri) e l'incredibile contrasto tra
il colore rosso della laguna ed il bianco della zona circostante.
Pranzo con cestino. Prima di arrivare al confine si visitano i
geyser di Sol de Manana a quasi 5000 metri, le terme di Polques,
l’incredibile scenario del deserto e del Salar di Chalvin, per poi
proseguire nella Valle de las Damas. Si inizia la discesa verso il
Cile, raggiungendo le Lagunas Blanca y Verde. Quest'ultima, di un
intenso color smeraldo, è circondata da un soffice strato di polvere
bianca (borace) che evidenzia ancor di più i colori. Sullo sfondo,
la spettacolare sagoma del vulcano Licancabur rende magico questo
luogo. Proseguimento sino a San Pedro per cena e pernottamento in
albergo.
13° giorno giovedì
SAN PEDRO DE ATACAMA (B- D)
Si visita dapprima il Museo Padre
Gustavo Le Paige, missionario gesuita belga che amministrò la
parrocchia locale dal 1955 sino alla sua morte avvenuta nel 1980. In
questi anni realizzò una portentosa raccolta di oggetti indigeni ed
un approfondito studio di archeologia andina, ed i risultati sono
presenti nel locale Museo. Si prosegue per il Pukara di Quitor: in
eccellente ubicazione è un'impressionante edificazione che si
arrampica sui fianchi ripidi della montagna. Si compone di volumi
costruiti con grandi pietre alternate con altre più piccole, unite
tra loro da semplici amalgami di terra. Fu rinforzato nel periodo
incaico, su edificazioni precedenti. Si procede quindi verso la
“Garganta del Diablo”, angusto passaggio tra i monti, con un sinuoso
percorso che si snoda tra pareti pressoché verticali, prodotte dalla
erosione nella Cordigliera del sale. Alla fine del percorso si
raggiunge l'antico Centro Amministrativo Inca di Catarpe. Nel
pomeriggio si visita la Valle della Luna, risalendo la Cordigliera
per apprezzare le formazioni rocciose che si sono stratificate nel
corso dei tempi geologici. Dopo le miniere di Sale si giunge al
punto panoramico dove si ha un'ampia veduta della Valle della Muerte.
Ci soffermeremo quindi sulla Gran Duna per godere dei magici colori
del tramonto. Rientro a San Pedro per cena e pernottamento.
14° giorno venerdì
SAN PEDRO DE ATACAMA – JUJUI
(B-D)
Trasferimento alla stazione degli
autobus e partenza alle 10,00 con bus turistico per Salta. Come per
un riassunto finale scorrono fuori del finestrino i magici panorami
della Puna; si supera la frontiera argentina al Passo de Jama,
scendendo in direzione di Jujuy. All’arrivo trasferimento e
sistemazione in hotel per cena e pernottamento.
15° giorno sabato
JUJUI - BUENOS AIRES
Mattinata di totale riposo per
sfruttare i bagni termali. Nel pomeriggio trasferimento
all’aeroporto e partenza con volo per Buenos Aires. Arrivo,
trasferimento con mezzi pubblici allo scalo internazionale e
partenza con volo Aerolineas per Roma. Notte in volo.
16° giorno domenica
ROMA
Arrivo a Roma nel pomeriggio.