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I
tuareg chiamano Azalaï la carovana che raggiunge il centro del deserto
del Sahara dove un mare interno oramai prosciugato ha formato una delle
riserve di sale più grandi del mondo. Il salgemma, sottoforma di lastre,
viene caricato sui dromedari e portato, dopo venti giorni e ottocento
chilometri attraverso uno dei deserti più inaccessibili al mondo, a
Timbuctù dove l’Azalaï rappresenta il viaggio della vita; solo dopo
averne fatto almeno uno ci si può sposare, darsi al commercio o svolgere
un’attività da adulti. Letteralmente la parola significa “la nostalgia
del ritorno”, poiché alla fine nulla sarà più come prima, il viaggio ha
cambiato per sempre lo spirito di chi lo ha fatto e gli ha dato occhi
nuovi con cui vedere il mondo.Scoprire, immaginare cosa si cela oltre le
proprie conoscenze, la propria esperienza quotidiana è stata da sempre
la caratteristica che ha fatto dell’ uomo qualcosa di unico rispetto a
tutti gli altri esseri viventi; la meraviglia del nuovo e dell’ inatteso
si sono impadroniti dei nostri antenati spingendoli ad osare
l’impensabile; questi esseri indifesi e fragili abbandonarono l’Africa,
la casa di tutti noi, attraversando deserti infuocati, ghiacciai
immensi, facendo dell’orizzonte la propria dimora, perchè in un mondo in
continua trasformazione dove nel giro di pochi anni le savane divenivano
deserti e le glaciazioni potevano stringere in una gelida morsa interi
continenti, fermarsi equivaleva a morire, a ipotecare il proprio futuro.
Poi l’invenzione dell’agricoltura e la fine delle glaciazioni portarono
molti di loro a fermarsi e tornare a fissare il proprio orizzonte. Ma
oramai questo istinto a scoprire l’ignoto, faceva indissolubilmente
parte del nostro patrimonio genetico. Penso che questo stia alla base
dell’irrequietezza dell’uomo moderno, in fondo abbiamo un disperato
bisogno di sorprenderci, perchè nel nuovo e l’inatteso sentiamo di
ritrovare qualcosa di noi che neppure pensavamo di avere, e scopriamo la
gioia profonda che si impadronisce dell’animo del viaggiatore. Con
questa “raccolta di orizzonti” Azalaï vuole darvi l’occasione di tornare
a viaggiare verso culture e spazi lontani dalle rotte del turismo, che
solo l’esperienza diretta possono far comprendere e amare.
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