Durata: 28 Set 2018 - 07 Ott 2018
Luogo: Eritrea
Prezzo: da € 2.230
Programma di viaggio: scarica il PDF

Nulla è fuori dai luoghi comuni come in Eritrea, Si arriva ad Asmara, che ci sorprende con le sue architertture italiane, lascito del periodo coloniale per poi proseguire a Keren un mondo lontanissimo di pastori e nomadi scendiamo sulla costa e incontriamo le vestigia del porto Axumita di Adulus, che rivaleggiava con Romani e Persiani il controllo del Mar rosso e infine la meraviglia delle isole Dahalak ultimo paradiso marino non intaccato dalle follie del turismo di massa

DURATA:  10 giorni/ 8 notti   

PUNTI FORTI:

  • Asmara, patrimonio UNESCO
  • L’escursione in treno monorotaia
  • La valle dei sicomori, paesaggi
  • I villaggi Bilen,
  • Il mercato del lunedì di Keren,
  • L’antico porto di Massawa,
  • L’arcipelago delle isole Dahlak, tra acque cristalline e pesci colorati
  • L’incontro con i nomadi Rashaida e i pescatori Afar

GIORNO 1                        28 settembre 

Italia/Asmara

Volo per Asmara. Arrivo in tarda serata, incontro con lo staff  che provvederà al trasferimento all’Albergo Italia o similare. ( Nel caso dsi prenda volo Ethiopian Aerlines si giunge al mattino del giorno 2 con con notte in volo)

Pernottamento in camera doppia con servizi.

 

GIORNO 2                        29 settembre

Asmara

Asmara chiesa copta

Colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di ASMARA, la “piccola Roma”, dichiarata nel 2017 patrimonio dell’umanità dall’UNESCO grazie alla straordinaria commistione di stili architettonici che impreziosiscono il suo tessuto urbano, combinando armoniosamente avanguardie novecentesche e ardite tecniche costruttive dell’urbanesimo razionalista italiano, rilette in chiave locale. Dopo una visita al museo nazionale, con le sue interessanti esposizioni archeologiche ed etnografiche che ci permetteranno di fare un breve excursus sulla storia e sulla diversità culturale del paese, ci dirigeremo al Medebar, l’antico Caravanserraglio, oggi trasformato in un vivace mercato del riciclo, dove vecchie lamiere e anticaglie arrugginite prendono nuova vita. E mentre gli uomini smontano, piegano, assemblano e saldano in un concerto di note metalliche e sbuffi di vapore, osserveremo anche il lavoro delle donne, intente alla macinazione del peperoncino per la preparazione del berberé, la caratteristica spezia che contraddistingue la saporita cucina eritrea. A seguire visiteremo la Cattedrale copta di Enda Mariam, dove generalmente il sabato le giovani coppie di sposi si recano a celebrare la propria unione, indossando gli abiti tradizionali dei Tigrini, il gruppo etnico maggioritario in Eritrea. Arriveremo ad Harnet Avenue (un tempo “Corso Italia”), l’arteria principale della città, lungo la quale si concentrano le più interessanti testimonianze dell’architettura Art Deco e futurista italiana. Da un punto di vista artistico e costruttivo Asmara racchiude in sé tutti gli stili del primo Novecento: cubismo, futurismo, neoclassicismo, razionalismo ed espressionismo, declinati in una piacevole alternanza di edifici pubblici e privati, che rimandano alla memoria di un passato che sembra essersi cristallizzato agli anni ’30 del secolo scorso. Visiteremo il vecchio municipio e il variopinto mercato coperto di fronte alla spianata della Grande Moschea, progettata nel 1938 dall’architetto italiano Guido Ferrazza. Poi il rinomato Cinema Impero, che in 80 anni di vita non ha subito alcuna modifica strutturale e ancora oggi intrattiene gli asmarini con saltuarie proiezioni di film e incontri sportivi. Entreremo nella Cattedrale Cattolica consacrata alla Beata Vergine del Rosario, in stile neogotico-lombardo, sulla quale svetta un’altissima torre campanaria che domina la città, e infine, prima di pranzare in un ristorante locale, ci soffermeremo ad osservare Villa Roma (oggi residenza dell’Ambasciatore italiano), gli eleganti alloggi limitrofi, e il Teatro dell’Opera, la cui costruzione risale al 1920 (questi edifici sono, per la maggior parte, visitabili solo esternamente). Nel pomeriggio proseguiremo il nostro city tour ammirando le architetture del Cinema Roma, dell’elegante Bar Zilli e di quello che è senza dubbio il simbolo della città: la sede della Fiat Tagliero, una stazione di servizio concepita  con la forma avveniristica di un aeroplano con lunghe ali non supportate strutturalmente da pilastri di sostegno. Ali che sfidano la gravità e il trascorrere del tempo e celebrano l’avanguardia tecnologica raggiunta dai progettisti italiani quasi un secolo fa. Ci dirigeremo poi al Cimitero Italiano, dove sono sepolti 280 uomini caduti durante la campagna d’Etiopia, e raggiungeremo infine lo stravagante Tank Graveyard, un gigantesco deposito a cielo aperto di carri armati e mezzi militari utilizzati durante la guerra d’indipendenza eritrea. Rientro in hotel e cena libera, con possibilità di recarsi in un ristorante tradizionale per assaggiare il piatto nazionale, l’injera con lo zighinì, una sorta di pane spugnoso realizzato con il cereale locale teff, accompagnato da spezzatino al sugo di manzo o agnello. Accompagnamento di musica dal vivo e danze tigrine. Pernottamento in hotel.

 

 

Keren Mercato cammelli

GIORNO 3                                      30 settembre

Asmara/Dekemhare/Keren

Colazione in hotel e trasferimento alla stazione di Asmara, per un’ESCURSIONE IN TRENO* sull’antica e pittoresca ferrovia monorotaia che collega la capitale a Massawa, superando un dislivello di 2.128 metri e attraversando 30 gallerie e 65 ponti, tra boschi, precipizi, picchi vertiginosi e scenari mozzafiato che, tornante dopo tornante, garantiscono un pieno di emozioni. Attualmente utilizzata solo a scopo turistico, lungo la linea Asmara-Nefasit-Asmara, resta un’opportunità unica per affrontare uno dei percorsi ferroviari più spettacolari ed arditi dell’intero continente. *L’escursione in treno è soggetta a riconferma in loco, con minimo 20 persone per la partenza domenicale o con noleggio esclusivo da parte del nostro gruppo. Qualora l’escursione in treno non fosse possibile, ci dirigeremo verso DEKEMHARE, cittadina di provincia che conserva numerosi edifici costruiti dagli italiani, che intendevano farne la capitale industriale della colonia, per arrivare alla Valle dei sicomori, una magnifica vallata punteggiata da maestosi ficus sycomorus, albero simbolo del paese, con esemplari vecchi di almeno 300 anni. Rientro ad Asmara per il pranzo in un ristorante. Nel pomeriggio attraverseremo l’altopiano in direzione nord-ovest, diretti a KEREN, terza città del paese, che in passato, per la sua posizione strategica di controllo degli accessi alla capitale, è stata teatro di celebri battaglie ed oggi si propone come un gradevole centro dall’atmosfera raccolta, che nei giorni di mercato si anima e diviene un affascinante crocevia di genti e mercanzie provenienti da ogni dove. Lungo la strada faremo uno stop a ELABERED, dove si trovava la concessione De Nadai, tutt’oggi una delle aree più fertili del paese, con le sue coltivazioni di manghi e di guava, e nei Villaggi Bilen, un’etnia di origine cuscitica le cui donne sono agghindate con anelli al naso e tatuaggi all’henné. Lì, tra le acacie e qualche imponente baobab, vedremo le loro case tonde, tipicamente africane, costruite in pietra grezza e fango con coperture di paglia. Arrivo a KEREN, sistemazione al Sarina Hotel o similare, cena libera e pernottamento in camera doppia con servizi.

 

GIORNO 4                                         01 ottobre

Keren

Baobab santuario

Colazione in hotel e visita del mercato di KEREN, allestito nel wadi, il letto asciutto del corso d’acqua cittadino, dove trovare frutta, verdura, cesti, stuoie intrecciate, spezie, abiti, utensili per la casa e legna trasportata a dorso di dromedario. A seguire ci recheremo al santuario di St Maryam Dearit, la “Madonna del Baobab”, dove un secolare e nodoso baobab custodisce al suo interno una cappella dedicata a Maria, che la gente del luogo ritiene favorisca la fertilità femminile, e dove, nel 1941, alcuni soldati italiani si rifugiarono restando miracolosamente illesi dai bombardamenti britannici, che colpirono l’albero ma risparmiarono le loro vite. Pranzo in un ristorante dove, per chi lo desidera, sarà possibile gustare il capretto, piatto tipico della città. Nel pomeriggio visiteremo il cimitero britannico e quello italiano dedicato agli Eroi nazionali e agli Ascari, i tanti combattenti eritrei inquadrati come soldati regolari nei reparti coloniali, che parteciparono con onore alle principali campagne africane dell’esercito italiano. Una toccante iscrizione riporta le parole del Generale Amedeo Guillet: “Gli eritrei furono splendidi. Tutto quello che potremo fare per l’Eritrea non sarà mai quanto l’Eritrea ha fatto per noi…”. Proseguiremo poi verso l’antica stazione ferroviaria, oggi divenuta capolinea degli autobus, l’esterno della moschea e il souk degli argentieri, dove ci divertiremo a cercare i famosi talleri di Maria Teresa, coniati dal Regno d’Italia per la colonia Eritrea dal 1935 al 1961. Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Massawa architettura coloniale

GIORNO 5                                        02 ottobre

Keren/Ghinda/Massawa

Colazione in hotel e visita del mercato settimanale del bestiame di KEREN, un crogiuolo di capre, mucche, cammelli e i loro allevatori Tigré tipicamente abbigliati con turbanti e djellaba, impegnati in concitate contrattazioni con potenziali acquirenti. A seguire partenza per la capitale. Proseguimento verso la costa, percorrendo una spettacolare strada costruita dagli italiani nel 1935-36, che in 115 km compie un dislivello di 2.300 metri, tra arditi saliscendi e scenografici punti panoramici in cui lo sguardo spazia da scoscesi versanti rocciosi a dolci pendii e ampie vallate che degradano verso le infuocate pianure del Mar Rosso. Lungo il tragitto faremo uno stop per il pranzo con lunch box  (sandwich e frutta) in un “belvedere” dove un tempo si trovava una delle stazioni di controllo dell’esercito italiano. Nell’emozionante discesa potremo incontrare gruppi di babbuini amadriade, fare una pausa a GHINDA per un bunna (caffè), uno shai (thé) o per un succo di papaya, e visitare l’antico edificio della Locanda Buon Respiro, che conserva la scritta “Tabacchi e Telefono” sulla facciata. Infine sosteremo a DOGALI, per un omaggio al monumento dei caduti italiani nell’imboscata di Ras Alula (alla quale è dedicata la Piazza dei Cinquecento a Roma), e per osservare da vicino il ponte a tre arcate dedicato al Generale Menabrea sul fiume Dongollo, sul cui frontone è ancora ben visibile l’iscrizione in dialetto piemontese “Ca custa lon ca custa” (costi quel che costi), riferita probabilmente alla presa della baia di Assab nel 1869. Arrivo a MASSAWA, l’affascinante “perla del Mar Rosso” che per secoli fu uno dei più importanti porti della regione e, in tempi successivi, scenario di dolorosi eventi bellici che ne hanno minato lo splendore, senza riuscire tuttavia ad offuscare il suo fascino senza tempo. E oggi i profili degli eleganti edifici di impronta araba, turca, portoghese, egiziana e italiana, disegnano il contorno di una città che conserva malinconica memoria del suo glorioso passato. Sistemazione al Dahlak Hotel o similare, dotato di piscina e con vista sul vecchio porto della città. Cena libera e pernottamento in camera doppia con servizi.

 

Altopiano eritreo

GIORNO 6                                                       03 ottobre

Massawa/Adulis/Massawa

Colazione in hotel e partenza per le rovine di ADULIS, vicino al villaggio di Foro, antico porto axumita in corso di scavo, la cui fondazione si stima risalga a più di 4.000 anni fa. Importante emporio commerciale per le principali civiltà del tempo, giace ora in gran parte sepolto dalla sabbia, ma fu uno dei luoghi più grandiosi dell’antichità africana, crocevia dei più importanti traffici di sale, schiavi, spezie e incenso tra la Penisola Araba, il Corno d’Africa e l’Oceano Indiano. Nelle acque del suo porto approdarono anche navi romane e bizantine, e testimonianze della loro presenza sono identificabili nei numerosi rilevamenti che hanno fatto seguito ai primi scavi archeologici, condotti sistematicamente a partire dai primi del novecento. Interrotti tra il periodo della colonizzazione italiana e la guerra d’indipendenza dall’Etiopia, gli scavi sono ora ripresi e consentono di scorgere i resti di diverse tombe, un palazzo, un tempio per il culto del sole e una basilica bizantina di rilevante interesse. Rientrando verso Massawa ci fermeremo in un ACCAMPAMENTO RASHAIDA, dove sotto le tende vive questa popolazione nomade di origine araba di allevatori di fede musulmana che si spostano con i loro animali seguendo la stagionalità dei pascoli. Con un po’ di fortuna, le splendide donne, avvolte in abiti neri e rossi a disegni geometrici e con un lungo Niqab finemente ricamato con fili d’argento e perline, ci inviteranno a bere un thé o una ciotola di latte. Rientro in hotel e pranzo nel ristorante panoramico. Nel pomeriggio visita del museo di Massawa, con un’interessante esposizione sulla fauna ittica delle Isole Dahlak, le etnie del paese e la guerra d’indipendenza, prima  di dirigerci sull’isola di Taalud per visitare le rovine del Palazzo Imperiale costruito dai turchi nel XVI secolo, ed in seguito residenza estiva di Haile Selassié. Sull’isola del vecchio porto ammireremo il santuario musulmano di Masjid aṣ-Ṣaḥābah, che si ritiene essere la prima moschea costruita al mondo, e i tradizionali edifici turchi ed egiziani realizzati con blocchi di corallo. Passeggeremo tra i vicoli della città vecchia, semidistrutta da un violento terremoto nel 1921 e ricostruita a tempo di record da architetti italiani che rispettarono l’originario stile degli edifici crollati. Percorreremo il dedalo di viuzze del suo cuore antico, i portici e l’ex Via Roma, che penetra fino al vecchio bazar coperto, con le case dei mercanti dalle sbilenche terrazze in legno e i raffinati mashrabiyya, balconate in stile moresco che con i loro intarsi arabescati garantiscono ombra e ventilazione agli edifici più eleganti. Giungeremo infine all’Hotel Savoia e all’impressionante palazzo in rovina della Banca d’Italia risalente al 1920, forse la struttura che più di tutte ha pagato lo scotto della ferocia del conflitto armato. Cena libera con possibilità di degustare il pesce cotto con le spezie nel forno tradizionale dancalo. Pernottamento in hotel.

 

imbarcazione alle isole Dahlak

GIORNO 7                                                                        04 ottobre

Massawa/Isole Dahlak

Colazione in hotel e partenza per l’escursione di due giorni a bordo di un motoscafo nelle ISOLE DAHLAK, un arcipelago di oltre 200 isole nel cuore del Mar Rosso, incontaminato paradiso naturale caratterizzato da splendide spiagge deserte circondate da acque turchesi tranquille e piacevolmente tiepide in ogni stagione, ideali per lo snorkeling e le immersioni alla scoperta della barriera corallina e dei suoi variopinti pesci tropicali. Un ecosistema eccezionale che soddisfa l’interesse di amanti del mare e di appassionati di avifauna, poiché queste isole ospitano colonie di uccelli migratori che qui sostano per nutrirsi e riposarsi. Visiteremo una coppia di isole* dalle caratteristiche e attrattive differenti, come il banco di sabbia corallina interamente circondata dal reef di Madote e l’sola di origine vulcanica di Dissei, estrema propaggine della regione della Dancalia che, con una serie di rilievi e insenature che rendono semplice l’ormeggio, è una delle poche isole abitate dell’arcipelago. Lì vive una piccola comunità di pescatori Afar, le cui donne ci accoglieranno allestendo sulla spiaggia un improvvisato bazar di bracciali e collane di conchiglie. In alternativa potremo attraccare sulle bianche isole di Dur Gaam e Dur Ghella, ideali per chi ama il relax su spiagge deserte e lo snorkeling tra mante, pesci pappagallo e tartarughe marine. Oppure a Dahret, con i suoi variopinti fondali ricchi di coralli e una vivacissima fauna ittica di barriera, e a Dohul, grande tavolato di roccia madreporica dove vi sono alcuni resti militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, con pezzi di artiglieria italiana ancora in ottimo stato di conservazione. In nessuna delle isole sono presenti strutture fisse, pertanto avere il privilegio di apprezzare questa natura incontaminata richiederà un buono spirito di adattamento, con notti in tenda (igloo o grandi tende con brandine), assenza di servizi igienici, acqua dolce per la doccia razionata. Pranzo e cena al campo preparati dal nostro cuoco, pernottamento in tenda doppia sotto milioni di stelle. *La scelta delle isole sarà effettuata insindacabilmente in loco dal capitano dell’imbarcazione, in base alle condizioni meteo (vento, mare …), alla disponibilità dei permessi, ed alle caratteristiche del gruppo.

 

ragazza eritrea

GIORNO 8                                                                       05 ottobre

Isole Dahlak/Isola Verde/Massawa

Colazione al campo e ultima passeggiata sulla spiaggia o snorkeling nella colorata barriera corallina prima di imbarcarsi* verso Sheikh Said Island, detta anche ISOLA VERDE, per la caratteristica di essere quasi completamente ricoperta da vegetazione e mangrovie. Possibilità di un bagno nelle acque cristalline e di una visita ai ruderi di un’antica moschea risalente al periodo della dominazione turca. Pranzo a bordo dell’imbarcazione e rientro a Massawa, sistemazione all’Hotel Dahlak o similare, tempo a disposizione per il relax. Cena libera e pernottamento in hotel in camera doppia con servizi. *Generalmente si partirà dalle Dahlak prima delle 10h00, in quanto il vento tende ad alzarsi nelle ore centrali del giorno, rendendo difficoltoso, se non impossibile, il rientro a Massawa dalle isole più lontane. In ogni caso la sosta all’Isola verde, da cui in pochi minuti è possibile raggiungere la costa anche in condizioni di vento forte, ci consentirà di prolungare il piacere di questa appagante immersione nella natura.

 

il mare delle isole Dahalk

GIORNO 9                  06 ottobre

Massawa/Filfil/Asmara

Colazione in hotel e partenza per la capitale, attraverso una strada panoramica che passa da FILFIL*, in un susseguirsi di tornanti impressionanti, panorami splendidi, aria fresca ed una foresta sempreverde dove è facile avvistare cercopitechi e gazzelle. Arrivo ad ASMARA e pranzo in un ristorante. Nel pomeriggio completeremo la visita della “piccola Roma” recandoci al mercato, dove potremo trovare souvenir come le jebena (caraffe per il caffè), cesti di paglia, oggetti in pelle, e nelle le piccole torrefazioni, dove potremo acquistare il pregiato caffè locale. Cena libera con possibilità di degustare i piatti della tradizione (injera, zighinì, shiro, alicia…) in una casa/ristorante informale. Camere in day use su richiesta. ( oppure in Hotel  compresa se si prende il volo Ethiopian Aerlines) Trasferimento in aeroporto in tempo utile per il vostro volo di rientro, fine dei servizi. ( per gli operativi Ethiopian

La littorina ancora in servizio

trasferimento il giorno successivo)

*Strada soggetta ad interruzioni stagionali ed al rilascio dei permessi, in alternativa si percorrerà la strada “italiana” via Ghinda.

 

GIORNO 10                    07 0ttobre

Asmara  – Volo

Partenza nella notte Arrivo in Italia. Fine dei nostri servizi. ( per  chi seìceglie Ethiopian  volo e notte in volo arrivo il giorno 11 in Italia