Durata: 13 GIORNI
Luogo: KENYA
Prezzo: DA € 2450
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Partenza: 15 Febbraio 2019

ACCOMPAGNATORE DALL’ITALIA

DURATA:
13  giorni / 11 notti

PUNTI FORTI:

  • Etnie
  • Mare di Giada al Lago Turkana
  • Riserva Samburu
  • Lago Baringo e Lago Nakuru

 

Il “Mare di Giada” cosi Claudio Tomatis chiamava il Lago Turkana, lungo le sue rive è nata l’umanità e per scoprirne le sorgenti molti esploratori, compreso il nostro “Vittorio Bottego” hanno intrapreso lunghi e rischiosi viaggi di esplorazione in questo tour si possono osservare le popolazioni più belle della “perla dell’Africa” con una spedizione senza compromessi.

 

GIORNO 1       VENERDI’ 15 FEBBRAIO 2019
ITALIA – VOLO – NAIROBI
Partenza in serata da dall’Italia per Nairobi con voli di linea, scalo tecnico e cambio di velivolo. Pasti e pernottamento a bordo. Arrivo nelle prime ore della mattinata all’aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi. Disbrigo delle formalità doganali, accoglienza da parte dello staff locale e trasferimento in hotel per il pernottamento. Pasti liberi.

GIORNO 2      SABATO 16 FEBBRAIO
NAIROBI – MONTE KENYA (circa 180 km)
Colazione e partenza con gli automezzi fuoristrada per una breve tappa verso nord. Il percorso si snoda attraverso l’altopiano centrale del Kenya a un’altezza di 2.000-2.500 metri, tra estese piantagioni di ananas, tabacco e cereali. Si raggiungono le pendici del Monte Kenya, la cui vetta è alta 5.199 metri, purtroppo quasi sempre coperta dalle nuvole. Non sembra quasi di essere nel continente africano ma in un ambiente prealpino. Sistemazione in un piacevole e accogliente lodge nelle vicinanze del villaggio di Naro Moru. Pranzo lungo la strada, cena e pernottamento in lodge al Naro Moru River Lodge o similare.

GIORNO 3      DOMENICA 17 FEBBRAIO
MONTE KENYA – ISIOLO – RISERVA SAMBURU (circa 150 km)
Dopo aver attraversato Nanyuki, piccolo centro sorto durante l’epoca coloniale, si scende dall’altopiano e, sempre procedendo su strada asfaltata, si raggiunge Isiolo, crocevia etnico del nord dove si possono vedere popolazioni diverse, anche di origine somale. L’ambiente si fa più pianeggiante e più desertico, una savana arbustiva in cui ogni tanto è possibile scorgere qualche piccolo villaggio Samburu. Arrivo alla Riserva Samburu per l’ora di pranzo e sistemazione nel lodge all’interno della riserva. Pranzo e nel pomeriggio si effettua un primo safari nel Parco. Cena e pernottamento al Samburu Sopa Lodge o similare.

GIORNO 4      LUNEDI’ 18 FEBBRAIO
RISERVA SAMBURU
Intera giornata dedicata ai safari nella Riserva. Durante il game drive sarà possibile visitare un villaggio tradizionale dell’etnia Samburu (circa 25 U$D per persona da pagare in loco). Pasti e pernottamento in lodge.

Riserva Samburu
Prende il nome dal gruppo etnico che abita nella regione. Confina con altre due aree protette, la Riserva di Buffalo Spring e la Riserva di Shaba. Complessivamente queste tre riserve si estendono per circa 250 kmq e sono caratterizzate da un ambiente di boscaglia semi-arida, in prevalenza acacie, e da foresta rivierasca, ricca di palme dum. La Riserva Nazionale di Samburu è una delle 56 aree protette in Kenya e nonostante le sue dimensioni ridotte è ricca di flora e fauna e comprende diversi habitat, ad altitudini comprese fra 800 m e 1230 m s.l.m. Si estende su pianure alluvionali e lungo le sponde del fiume Ewaso Nyiro, che nasce dal Monte Kenya e scorre nella Great Rift Valley.
Il Parco, oltre a sostenere una ricca fauna di più di 50 specie di animali selvatici tra cui elefanti, antilopi, gazzelle, zebre, leoni, leopardi, kudu, testuggini, ippopotami e coccodrilli, è l’unica in Kenya dove vivono alcune specie di animali come l’elegantissima giraffa reticolata, la zebra di Grevy dalle strisce sottilissime e l’antilope-giraffa o gherenuc. Immenso anche il patrimonio avifaunistico della riserva tra cui struzzi, storni, buceri e non mancano neanche i rapaci quali falchi, poiane e aquile.

GIORNO 5       MARTEDI’ 19 FEBBRAIO
RISERVA SAMBURU – OASI DI MARSABIT (circa 290 km)
Si prosegue verso nord seguendo la “TransAfrican Highway” che arriva fino in Etiopia. Nonostante l’importanza di questa arteria stradale, il fondo è solo in pochi tratti asfaltato, spesso sterrato e in mediocri condizioni. In un’area desertica, attraversando calde distese aride punteggiate da cespugli spinosi, si raggiunge l’Oasi di Marsabit, che significa: “il luogo del fresco”, un’inaspettata oasi di verde, situata all’interno di un’antica caldera vulcanica che la isola dal deserto circostante. La parte alta del cratere, dichiarata Parco Nazionale, è ricoperta da una fitta foresta. Nell’oasi non è difficile incontrare elefanti dalle grandi zanne, kudu maggiori, iene e gazzelle. Pranzo a picnic lungo la strada. L’oasi è abitata prevalentemente dalla popolazione Rendille, guerrieri di etnia cuscita dai mantelli rosso brillante. Nel pomeriggio sarà possibile visitare un villaggio tradizionale (circa 30 U$D per persona da pagare in loco). In questa zona del Kenya vivono anche i Borana, lo stesso gruppo etnico che si ritrova anche in Etiopia del Sud. Talvolta i Borana scavano dei pozzi profondi lungo i letti asciutti dei fiumi per cercare l’acqua e una peculiarità sta nel fatto che essi cantano mentre fanno la catena per passarsi i secchi, cosicché questi vengono chiamati i ‘pozzi cantanti’. Alla sera sistemazione al Marsabit Lodge (o similare), cena e pernottamento.

GIORNO 6      MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO
MARSABIT – LAGO TURKANA (circa 280 km)
Dopo colazione si lascia l’oasi di Marsabit per attraversare nuovamente le lande desertiche. Durante il tragitto non sono improbabili gli incontri con i Gabbra, pastori nomadi giunti sin qui dalla Somalia, che vivono in un questo territorio aspro in cui l’ostilità dell’ambiente governa la vita di tutti i giorni. Sono originari dell’altopiano etiopico e percorrono anche enormi distanze con le loro carovane di cammelli alla ricerca di pascoli e punti d’acqua. Siamo limitrofi al deserto di Chalbi, la zona più arida e calda del Kenya.
A un certo punto la pista attraversa un tratto di deserto nerastro e all’improvviso… appare il Lago Turkana! Questo incredibile e stupefacente lago in mezzo al deserto, (ex lago Rodolfo), chiamato “mare di giada” o “mare di smeraldo”, si estende per circa 300 km fino al confine con l’Etiopia, circondato da coni vulcanici. Era un tempo collegato al sistema idrografico del Nilo mentre oggi il lago ha come unico immissario solo il fiume Omo, che scende dagli altopiani etiopici, e non avendo emissari, è un lago di natura endoreica e ciò fa si che il livello delle sue acque sia soggetto alle precipitazioni e al grado di evaporazione, come il lago Abbé a Djibouti.
Il Turkana è unico nel suo genere, è il più alcalino e il più grande lago permanente in aree desertiche al mondo. Le poche distese erbose lungo le sue sponde mantengono vivo un delicato ecosistema di erbivori e predatori. Il Lago Turkana e le sue due isole (Central Island e Southern Island) costituiscono un parco nazionale che dal 1997 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Pranzo al sacco e per la sera sistemazione al semplice Oasis Lodge. Cena e pernottamento.
L’Oasis Lodge di Loiyangalani, costruito molti anni fa come lodge per appassionati di pesca, è ora malamente gestito e con scarsa manutenzione ma al momento non esiste un’alternativa migliore. La bellezza del luogo ripagherà comunque il viaggiatore di qualsiasi eventuale disagio.

GIORNI 7 – 8       GIOVEDI’ 21 E VENERDI’ 22 FEBBRAIO
LAGO TURKANA
Giornate da dedicare all’area del lago Turkana e alle etnie che abitano in prossimità delle sue sponde. Possibilità di visitare un villaggio Turkana (circa 40 U$D per persona da pagare in loco) per incontrare questa etnia e per assistere alle danze tradizionali.

Il popolo Turkana
Fanno parte di un’etnia di ceppo nilotico proveniente dall’Uganda, e abitano la regione attorno al lago Turkana sia sul lato Est che su quello Ovest. Il gruppo etnico è composto da circa 400.000 individui. I Turkana chiamano loro stessi il “popolo del bue grigio”, in riferimento agli zebù, il cui addomesticamento svolse un ruolo importante nella storia dei Turkana. La pastorizia infatti ha una posizione preminente nella vita di questo popolo. Oltre che per la produzione di carne e di latte, il bestiame viene anche impiegato dai Turkana come merce di scambio. È infatti usato per il pagamento del tributo che la famiglia del futuro marito paga a quella della sposa durante le contrattazioni che precedono un matrimonio.
I Turkana sono poligami, e il numero di mogli che un uomo può procurarsi dipende dalla quantità di capi di bestiame che possiede. I Turkana sono dei valenti artigiani e il loro spirito artistico si manifesta in particolare nella decorazione della propria persona con collane di perline colorate, acconciature sui capelli e bracciali di osso e avorio.

Il giorno successivo è prevista un’escursione in barca a motore sul lago per raggiungere Southern Island, condizioni climatiche permettendo (circa 65 U$D per persona da pagare in loco, più 20 U$D circa di fee d’ingresso). C’è da tenere presente infatti, che questo mare liscio di giada può cambiare repentinamente le sue condizioni di navigabilità: venti intensi possono alzarsi in poco tempo e trasformare le acque calme in onde enormi. In alternativa, visita alla minuscola comunità di pescatori El Molo (circa 25 U$D per persona da pagare in loco) ormai verso l’estinzione. La capacità di adattamento all’ambiente ha permesso loro di sopravvivere in condizioni estremamente difficili; il loro abbigliamento e l’acconciatura sono influenzati dai Samburu mentre la lingua usata è ormai la lingua Maa dei Masai. Tuttavia gli El Molo mantengono inalterato il loro modo di vita e la pesca rimane l’elemento principale della loro alimentazione. Pasti e pernottamenti in lodge.

GIORNO 9          SABATO 23 FEBBRAIO
LAGO TURKANA – LOSIOLO ESCARPMENT – MARALAL (circa 240 km)
Partenza verso sud in direzione di Maralal. Si lasciano le lave della zona del Turkana e si attraversano altri territori desertici. Lungo il percorso si incontrano altri insediamenti di pastori dell’etnia Turkana.
Pranzo a picnic e sosta all’oasi di South Horr. Arrivo a Maralal, ufficialmente la capitale della regione del popolo Samburu. Non lontano da Maralal, si potrà godere di una delle vedute più spettacolari di tutto il Kenya: la scarpata di Losiolo, sul bordo della Rift Valley, una formidabile vallata che si perde nella selvaggia Saguta Valley. Sistemazione al Ngari Hill Eco Lodge (o similare), cena e pernottamento

GIORNO 10      DOMENICA 24 FEBBRAIO
MARALAL – LAGO BARINGO (circa 180 km)
Si procede verso sud percorrendo la Rift Valley, la profonda spaccatura della crosta terrestre che attraversa buona parte del continente africano da nord a sud. Tra i 17 e i 15 milioni di anni fa i vasti altopiani del Kenya, a causa di una fortissima pressione sotterranea si aprirono, creando i vulcani che conosciamo oggi, Kenya e Kilimangiaro, e un’enorme faglia della crosta terrestre che si allargò fino a raggiungere in alcuni punti 80 chilometri: l’attuale vallata del Rift che si estende dal Mar Rosso al Mozambico.
Si incontrano pastori Pokot che, come altri pastori delle regioni del nord, hanno uno stile di vita ancestrale. Vivono in basse capanne di rami intrecciati con cura, coperte di fango e sterco. La loro esistenza è interamente basata sull’allevamento di vacche, cammelli e capre, simbolo sociale di ricchezza (circa 45 U$D per persona da pagare in loco).
Pranzo a picnic. Arrivo al Lago Baringo, il più settentrionale del sistema di laghi della Grande Rift Valley, dove è facile vedere ippopotami e coccodrilli. Il lago, punteggiato di isole, è inoltre frequentato da una grande varietà di uccelli, infatti ne sono state rilevate oltre 450 specie. Questo lago, tra i tanti del Rift, è uno dei due con un grado di salinità così basso da essere considerato come lago quasi di acqua dolce ed è per questo motivo che si è sviluppata intorno a esso una gran quantità e varietà di vita sia animale che vegetale.
Escursione facoltativa in barca a motore alla ricerca di ippopotami e coccodrilli (approssimativamente 45 U$D per persona da pagare in loco per 1h di navigazione). Cena e pernottamento al Soi Safari Lodge o similare.

GIORNO 11       LUNEDI’ 25 FEBBRAIO
LAGO BARINGO – LAGO BOGORIA – LAGO NAKURU (circa 150 km)
Si prosegue poi verso sud fino al Lago Bogoria, situato all’interno di un cratere vulcanico. Quando gli esploratori inglesi giunsero qui per la prima volta alla fine dell’800 lo definirono come il più selvaggio e bel lago del continente nero, impressionati anche dall’immagine di un dirupo che ne costeggia le sponde e che si rispecchia suggestivamente nelle sue acque. La sua elevata alcalinità non costituisce l’habitat ideale per la vita dei pesci ma ciò non ha impedito il proliferare di un determinato tipo di alga, che rappresenta fonte di cibo per alcuni animali e uccelli acquatici. Non distante dal lago ci sono sorgenti di acqua calda e piccoli fumanti geyser, fenomenio geotermici che si ricollegano alle origini del Rift. Sempre attraversando una savana arbustiva si prosegue per il Lake Nakuru, con arrivo per l’ora di pranzo. Sistemazione al Lake Nakuru Lodge e pranzo. Entrambi i laghi Bogoria e Nakuru sono sotto la tutela dell’UNESCO, che li ha dichiarati nel 2011 Patrimonio dell’Umanità. Questi laghi ospitano una delle più grandi diversità di uccelli del mondo, tra cui 13 specie a rischio. Un vero eden per gli ornitologi ma non solo, perché la vista di immense colonie di fenicotteri e pellicani, ovvero rinoceronti e giraffe, ghepardi e leoni, emoziona chiunque. Nel pomeriggio escursione nel Parco Nazionale. Cena e pernottamento in lodge.

Il Parco Nazionale del Lago Nakuru (UNESCO)
Fu fondato nel 1961 e copre un’area di circa 180 kmq. Il Parco è conosciuto come santuario degli uccelli acquatici. Un vero paradiso per ornitologi e amanti del bird watching. Il lago arriva a ospitare oltre un milione di fenicotteri, minori e maggiori, tanto da esser spesso indicato come il lago rosa. Nello stesso habitat convivono decine di migliaia di pellicani bianchi, mignattai, ibis Hadada e sacri, garzette, chiurli, spatole e tanti altri, offrendo così un indimenticabile spettacolo della natura. Sulle sue sponde inoltre offre rifugio per molti animali tra cui il rinoceronte nero e bianco, tanto che il Parco oggi è un importante santuario dei rinoceronti in Kenya. Ma ci sono anche, antilopi d’acqua, facoceri, eland, babbuini, sciacalli, dik dik, impala, bufali, antilopi e leopardi.
Il Lago Nakuru è grande ma poco profondo. Gli habitat che circondano il lago sono molto diversi: si incontrano paludi, zone boscose, praterie, savane arboree di acacie, scoscesi dirupi e colline rocciose ricoperte da foreste di gigantesche Euphorbia candelabrum (la più estesa foresta di euphorbia esistente in Africa). Il Lago Nakuru, insieme al Lago Bogoria, è iscritto nella lista dei Patrimoni Unesco dal 2011.

GIORNO 12 MARTEDI’ 26 FEBBRAIO
LAGO NAKURU – NAIROBI (circa 160 km)
Sveglia all’alba, un veloce caffè o thè e partenza per un ultimo safari nel Parco Nakuru, nell’ora migliore per avvistare gli animali. Ritorno al lodge per la prima colazione. Dopodichè partenza per Nairobi, che si raggiungerà verso l’ora di pranzo. Pranzo libero, un po’ di tempo libero per gli ultimi acquisti e trasferimento in tempo utile in aeroporto per il volo di rientro in Italia.

GIORNO 13      MERCOLEDI’ 27 FEBBRAIO
NAIROBI – VOLO – ITALIA
Scalo e cambio di aeromobile. Arrivo in Italia e fine dei nostri servizi.