Durata: 02 Feb 2020 - 14 Feb 2020
Luogo: KENYA - LAGO TURKANA
Prezzo: DA €2000
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Il “Mare di Giada”, così viene definito il Lago Turkana; lungo le sue rive è nata l’umanità e le più grandi etnie africane abitano ancora oggi i territori limitrofi. Scopriremo popolazioni che, favorite
dall’isolamento, conservano ancora immutate nel tempo un’esistenza regolata da leggi primordiali. Non mancheranno inoltre i safari alla ricerca dei maestosi animali africani e gli splendidi paesaggi con savane e aree desertiche. Un’esperienza autentica dell’anima dell’Africa, anche celebrata durante il Festival del Lago Turkana che, una volta all’anno, raduna le 14 comunità etniche che vivono l’area, nel segno della pace e della riconciliazione dei popoli.

DURATA
13 GIORNI / 11 NOTTI

PUNTI FORTI
● Etnie
● Mare di Giada al Lago Turkana
● Riserva Samburu
● Lago Baringo e Lago Nakuru
● Accompagnatore Azalai dall’Italia

*PARTENZA DI GRUPPO A DATA UNICA: 2 FEBBRAIO 2020 CON ACCOMPAGNATORE AZALAI

GIORNO 1 – 2 febbraio 2020
ITALIA – VOLO NAIROBI
Arrivo in aeroporto in tempo utile per le formalità doganali. Imbarco sul volo che vi porterà in Kenya.

GIORNO 2 – 3 febbraio  
NAIROBI – MONTE KENYA (circa 180 km)
Dopo la colazione faremo una breve tappa verso nord a bordo di automezzi fuoristrada. Il percorso ci porterà
attraverso l’altopiano centrale del Kenya a un’altezza di 2.000-2.500 metri, tra estese piantagioni di ananas, tabacco sembrerà quasi di essere in un ambiente prealpino. A fine giornata ci riposeremo in un accogliente lodge nelle vicinanze del villaggio di Naro Moru. Pranzo lungo la strada, cena e pernottamento in lodge al Naro Moru River Lodge o similare.

GIORNO 3 – 4 febbraio 
MONTE KENYA – ISIOLO – RISERVA SAMBURU
(circa 150 km)
Dopo aver attraversato Nanyuki, piccolo centro sorto durante l’epoca coloniale, scenderemo dall’altopiano e raggiungiamo Isiolo, tramite strada asfaltata. Isiolo è il crocevia etnico del nord dove si possono vedere popolazioni diverse, anche di origine somale. L’ambiente si fa più pianeggiante e più desertico, una savana arbustiva in cui potremo scorgere qualche piccolo villaggio Samburu. Arriveremo alla Riserva Samburu per l’ora di pranzo e ci
sistemeremo nel lodge all’interno della riserva. Dopo pranzo partiremo per il primo safari nel Parco. Cena e pernottamento al Samburu Sopa Lodge o similare.

GIORNO 4 – 5 febbraio  
SAMBURU
L’intera giornata sarà dedicata ai safari nella Riserva. Durante il game drive avremo la possibilità di visitare un villaggio tradizionale dell’etnia Samburu (circa 25 U$D per persona da pagare in loco). Pasti e pernottamento in lodge. Riserva Samburu: Prende il nome dal gruppo etnico che abita nella regione. La Riserva Nazionale di Samburu copre un’area di 165 kmq, la piccola dimensione rende la riserva facilmente visitabile, in tutta la sua superficie, in una o due giornate di safari. Samburu è caratterizzato da un territorio desertico e semi desertico con un clima secco e caldo; il confine meridionale della riserva è delimitato dall’Ewaso Ngiro, o Ewaso Nyiro, che costituisce l’unica fonte di acqua permanente presente in questa area protetta. Quello che rende unico un safari in questa riserva è la possibilità di avvistare alcuni animali che non sono presenti in altri parchi e riserve del Kenya, come la zebra di Grevy, la giraffa reticolata e lo struzzo somalo che, insieme alla gazzella giraffa e all’orice dalle orecchie frangiate, costituiscono gli Special 5 di Samburu. Nella riserva sono presenti anche tante altre specie di animali, sia mammiferi, sia uccelli che rettili: leoni, leopardi, ghepardi, licaoni, diverse specie di antilopi, gazzelle, facoceri, sciacalli, giraffe, ippopotami, coccodrilli e più di 450 specie di uccelli, ma soprattutto un grande numero di elefanti; si stima infatti che qui vivano più di 900 esemplari ed è molto comune avvistarli mentre scendono al fiume per bere e per rinfrescarsi.

GIORNO 5 – 6 febbraio 
SAMBURU – MARSABIT (circa 290 km)
Proseguiremo verso nord seguendo la “TransAfrican Highway” che arriva fino in Etiopia. Nonostante l’importanza di
questa arteria stradale, le condizioni della stessa sono mediocri e il fondo è per la maggior parte non asfaltato.
Attraverseremo un ampia area desertica, punteggiata da cespugli spinosi, per raggiungere infine l’Oasi di Marsabit, che significa: “il luogo del fresco”: un’inaspettata oasi di verde, situata all’interno di un’antica caldera vulcanica che la isola dal deserto circostante. La parte alta del cratere, dichiarata Parco Nazionale, è ricoperta da una fitta foresta. Nell’oasi potremo incontrare elefanti dalle grandi zanne, kudu maggiori, iene e gazzelle. Pranzo a picnic lungo la strada. L’oasi è abitata prevalentemente dalla popolazione Rendille, guerrieri di etnia cuscita dai mantelli rosso brillante, dei quali potremo visitare un villaggio tradizionale (circa 30 U$D per persona da pagare in loco). In questa zona del Kenya vivono anche i Borana, lo stesso gruppo etnico che si ritrova anche in Etiopia del Sud. La loro peculiarità sta nei tradizionali canti che il popolo intona mentre scava profondi pozzi lungo i letti asciutti dei fiumi per cercare l’acqua, cosicché questi vengono chiamati i ‘pozzi cantanti’. Alla sera sistemazione al Marsabit Lodge (o similare), cena e pernottamento.

GIORNO 6 – 7 febbraio  
MARSABIT – LAGO TURKANA (circa 280 km)
Dopo la colazione lasceremo l’oasi di Marsabit per attraversare nuovamente le lande desertiche. Durante il tragitto è probabile che incontreremo i Gabbra, pastori nomadi giunti sin qui dalla Somalia, che vivono in un questo territorio aspro. Sono originari dell’altopiano etiopico e percorrono anche enormi distanze con le loro carovane di cammelli alla ricerca di pascoli e punti d’acqua. Siamo limitrofi al deserto di Chalbi, la zona più arida e calda del Kenya. Dopo esserci addentrati in un tratto desertico dai colori scuri, finalmente davanti a noi apparirà il Lago Turkana in tutta la sua magnificenza. Conosciuto anche come “mare di giada” o “mare di smeraldo”, questo incredibile lago si estende per circa 300 km fino al confine con l’Etiopia, circondato da coni vulcanici. Un tempo collegato al sistema idrografico del Nilo, oggi presenta un solo immissario, il fiume Omo, che scende dagli altipiani etiopici. Il lago Turkana è di natura endoreica e ciò fa sì che il livello delle sue acque sia soggetto alle precipitazioni e al grado di evaporazione, come il lago Abbé a Djibouti. Il Turkana è unico nel suo genere, è il più alcalino e il più grande lago permanente in aree desertiche al mondo. Le poche distese erbose lungo le sue sponde mantengono vivo un delicato ecosistema di erbivori e predatori. Il Lago e le sue due isole (Central Island e Southern Island) costituiscono un parco nazionale che è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1977. Pranzo al sacco e per la sera sistemazione al semplice Oasis Lodge o similare. Cena e pernottamento.
L’Oasis Lodge di Loiyangalani, costruito molti anni fa come lodge per appassionati di pesca, è al momento malamente gestito e presenta una discutibile manutenzione, purtroppo ad oggi non esiste un’alternativa migliore. La bellezza del luogo ripagherà comunque il viaggiatore di qualsiasi possibile disagio.

GIORNO 7-8 – 8/9 febbraio  
LAGO TURKANA
Dedicheremo queste giornate all’area del lago Turkana e alle etnie che abitano in prossimità delle sue sponde.
Avremo la possibilità di visitare un villaggio Turkana (circa 40 U$D per persona da pagare in loco) per incontrare
questa etnia e per assistere alle danze tradizionali.
Il popolo Turkana sono di origine nilotica, pastori prevalentemente semi-nomadi. Si definiscono loro stessi il “popolo del bue grigio”, in riferimento agli zebù, il cui addomesticamento ha svolto un ruolo chiave nella loro storia. Oltre che per la produzione di carne e di latte, il bestiame viene anche impiegato dai Turkana come merce di scambio. È infatti usato per il pagamento del tributo che la famiglia del futuro marito paga a quella della sposa durante le contrattazioni che precedono un matrimonio. I Turkana sono poligami, e il numero di mogli che un uomo può procurarsi dipende dalla quantità di capi di bestiame che possiede. Il gruppo etnico è composto da circa 400.000 individui. I Turkana furono definiti dai primi coloni come un popolo di grandi e spietati guerrieri, infatti furono dei fieri oppositori degli inglesi, mentre prima del colonialismo i Turkana ebbero solo qualche sporadico combattimento contro gli arabi, i mercanti di schiavi e i commercianti d’avorio. L’acqua è un elemento molto importante e viene usata dai Turkana solo per dissetarsi, per lavarsi invece utilizzano il grasso animale che strofinano sul corpo; il burro, oltre che come alimento e come medicinale, viene utilizzato anche per proteggere la pelle e viene spalmato sulle collane per farle scivolare sul collo. Proprio le collane rendono celebri i Turkana, le donne arrivano ad indossare una miriade di collane colorate che arrivano a pesare fino a 10 kg!
Il giorno successivo, se le condizioni climatiche lo consentiranno, potremo raggiungere la Southern Island, attraversando il lago con una barca a motore (circa 65 U$D per persona da pagare in loco, più 20 U$D circa di fee d’ingresso). C’è da tenere presente infatti, che le sue acque cambiano repentinamente: venti intensi possono alzarsi in poco tempo e provocare onde enormi che rendono la navigazione impervia e pericolosa. Se questo accadesse, in alternativa potremo visitare una piccola comunità di pescatori in estinzione: El Molo (circa 25 U$D per persona da pagare in loco). La capacità di adattamento all’ambiente ha permesso loro di sopravvivere in condizioni estremamente difficili; il loro abbigliamento e l’acconciatura sono influenzati dai Samburu mentre la lingua usata è ormai la lingua Maa dei Masai. Gli El Molo mantengono da secoli inalterato il loro modo di vita e la pesca rimane l’elemento principale della loro alimentazione. Pasti e pernottamenti in lodge.

GIORNO 9 – 10 febbraio  
TURKANA – LOSIOLO ESCARPMENT – MARALAL (circa 240 km)
Proseguiremo verso sud in direzione di Maralal. Lasciando alle spalle le lave della zona del Turkana e attraverseremo altri territori desertici, incontrando sulla strada altri insediamenti di pastori dell’etnia Turkana. Dopo un pranzo a picnic e una sosta all’oasi di South Horr, arriveremo a Maralal, ufficialmente la capitale della regione del popolo Samburu. Non lontano da Maralal, potremo godere di una delle vedute più spettacolari di tutto il Kenya: la scarpata di Losiolo, sul bordo della Rift Valley, una formidabile vallata che si perde nella selvaggia Saguta Valley. Sistemazione al Ngari Hill Eco Lodge (o similare), cena e pernottamento.

GIORNO 10 – 11 febbraio 
MARALAL – LAGO BARINGO (circa 180 km)
Procederemo verso sud percorrendo la Rift Valley, la profonda spaccatura della crosta terrestre che attraversa
buona parte del continente africano da nord a sud. Tra i 17 e i 15 milioni di anni fa i vasti altopiani del Kenya, a
causa di una fortissima pressione sotterranea si aprirono, creando i vulcani che conosciamo oggi, Kenya e
Kilimangiaro, e un’enorme faglia della crosta terrestre che si allargò fino a raggiungere in alcuni punti 80 chilometri: l’attuale vallata del Rift che si estende dal Mar Rosso al Mozambico. Nel territorio che attraverseremo vivono i pastori Pokot in basse capanne di rami intrecciati con cura, coperte di fango e sterco. La loro esistenza è interamente basata sull’allevamento di vacche, cammelli e capre, simbolo sociale di ricchezza (circa 45 U$D per persona da pagare in loco). Pranzo a picnic. Vedremo il Lago Baringo, un lago dalla salinità bassissima, frequentato da ippopotami e coccodrilli, oltre che da una grande varietà di uccelli che supera le 450 specie. L’escursione in barca a motore è facoltativa e si incentrerà nella ricerca di ippopotami e coccodrilli (approssimativamente 45 U$D per persona da pagare in loco per 1h di navigazione). Cena e pernottamento al Soi Safari Lodge o similare.

GIORNO 11 – 12 febbraio  
LAGO BARINGO – LAGO BOGORIA – LAGO NAKURU (circa 150 km)
Proseguiremo a sud fino al Lago Bogoria, situato all’interno di un cratere vulcanico. Il dirupo che ne costeggia le
sponde si specchia nelle sue acque in maniere così suggestiva, che gli esploratori inglesi che lo videro per la prima
volta alla fine dell’800, lo definirono come il più selvaggio e bel lago del continente nero. Le sue acque sono talmente salate che non lo rendono vivibile ai pesci, ciò nonostante questo fattore non ha impedito il proliferare di un determinato tipo di alga, che rappresenta fonte di cibo per alcuni animali e uccelli acquatici. Non distante dal lago scorgeremo alcune fonti di acqua calda e piccoli fumanti geyser, fenomeni geotermici che si ricollegano alle
origini del Rift. Attraversando una savana arbustiva raggiungeremo poi il Lake Nakuru, con arrivo per l’ora di pranzo. Sistemazione al Lake Nakuru Lodge e pranzo. Entrambi i laghi Bogoria e Nakuru sono sotto la tutela
dell’UNESCO, che li ha dichiarati nel 2011 Patrimonio dell’Umanità. Questi laghi ospitano una delle più grandi
diversità di uccelli del mondo, tra cui 13 specie a rischio. Nel pomeriggio proseguiremo l’escursione nel Parco
Nazionale. Cena e pernottamento in lodge.

Il Parco Nazionale del Lago Nakuru (UNESCO)
Istituito nel 1961, il parco copre un’area di circa 180 kmq ed è noto come santuario degli uccelli acquatici. Un vero paradiso per ornitologi e amanti del bird watching. La superficie dell’acqua, ampia ma piuttosto bassa, è spesso poco visibile per via della massa di fenicotteri rosa che la copre quasi completamente. Ai fenicotteri si aggiungono altre specie di uccelli che popolano il lago, come i pellicani, gli aironi, Martin pescatore, aquile e i cormorani. Sulle sue sponde inoltre offre rifugio per molti animali tra cui il rinoceronte nero e bianco, tanto che il Parco oggi è un importante santuario dei rinoceronti in Kenya. Ma ci sono anche antilopi d’acqua, facoceri, eland, babbuini, sciacalli, dik dik, impala, bufali, antilopi e leopardi. Gli habitat che circondano il lago sono molto diversi: si incontrano paludi, zone boscose, praterie, savane arboree di acacie, scoscesi dirupi e colline rocciose ricoperte da foreste di gigantesche Euphorbia candelabrum (la più estesa foresta di euphorbia esistente in Africa).

GIORNO 12 – 13 febbraio 
LAGO NAKURU – NAIROBI – VOLO (circa 150 km)
Ci sveglieremo all’alba, giusto il tempo di un caffè e poi partiremo alla volta del nostro ultimo safari nel Parco
Nakuru, proprio nell’ora migliore per avvistare gli animali. Alla fine del safari ci concederemo la meritata colazione,
per poi ripartire per Nairobi, che raggiungeremo verso l’ora di pranzo. Il pranzo è libero, dopo di chè avremo
ancora un po’ di tempo libero per gli ultimi acquisti. Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo di rientro in
Italia. (A seconda dell’operativo volo, potrà essere necessaria una notte in aggiunta a Nairobi).

GIORNO 13 – 14 febbraio
VOLO – ITALIA
Scalo e cambio di aeromobile. Arrivo in Italia e fine dei nostri servizi.