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Sud Sudan Campo Mundari
Durata: 12 giorni/ 11 notti
Luogo: Sud Sudan
Prezzo: A partire da: 2700 €
Programma di viaggio: scarica il PDF

PARTENZA DI GRUPPO CON ACCOMPAGNATORE AZALAI A PARTIRE DA 

:  4 DICEMBRE 2022;  11 FEBBRAIO 2023 

Per partenze individuali in altre date ( base min. 2 partecipanti)  contattare il nostro booking. 

Sud  Sudan, L’ultima frontiera!  È un paese poco frequentato che costituisce un territorio unico dove convivono  numerosi gruppi etnici eterogenei per cultura e modi di vita. Nonostante questo é il paese più giovane del mondo ospita diverse etnie che hanno mantenuto intatte le loro usanze per secoli. La lunga guerra con il nord ha causato l’isolamento dei gruppi etnici del Sud Sudan dal mondo moderno. Andiamo a scoprire una remota  zona  africana, dove la ricchezza si misura in bestiame e i guerrieri sono costantemente in guardia. Questo viaggio unico ci introdurrà in una dimensione culturale diversa  convivendo a stretto contatto con la popolazione locale  per  conoscere a fondo  la loro cultura e stili di vita ancestrali.

GIORNO 1
ITALIA-VOLO
Arrivo in aeroporto per le formalità di imbarco Partenza. Cambio aeromobile e proseguimento per Juba, la più giovane capitale dell’ ‘Africa. Notte in volo.

GIORNO 2
Juba City – Terekeka- Campo Mundari
( trasferimento in macchina di circa 2 ore)
Arrivo a Juba City al mattino e trasferimento alla città di Terekeka. Sosta per pranzo. In seguito trasferimento presso un villaggio locale per incontrare il popolo Mundari. Notte: campo vicino al villaggio di allevatori di bestiame Mundari. Cena e pernottamento al campo

GIORNO 3
La tribù dei Mundari
Intera giornata dedicata all’esplorazione dei campi e delle tribù Mundari.
In Sud Sudan, dove vive la tribù dei Mundari, che, a causa della sua posizione isolata è rimasta pressoché sconosciuta soprattutto per quanto riguarda i loro usi e costumi, rimasti più o meno immutati per secoli per giungere fino a noi. Trascorreremo un’intera giornata interagendo con il popolo Mundari. Avremo l’opportunità di scoprire il loro modo di vivere, i ritmi scanditi in base alle esigenze del bestiame, assistiamo in mattinata alla partenza del bestiame per i pascoli e poi al rientro alla sera. I Mundari attribuiscono molta importanza alle loro vacche, una razza bovina con le corna ricurve, una fonte di cibo, una cura contro le infezioni, le loro armenti arrivano ed essere considerate componenti della famiglia a tutti gli effetti. Tra i pastori e gli animali esiste un rapporto di simbiosi. Senza di loro gli esseri umani non hanno cibo sufficiente (latte, burro, formaggio). Così come i bovini morirebbero senza i pastori per le malattie trasmesse dagli insetti e parassiti e, anche, per gli attacchi di animali predatori, ma soprattutto, grazie al pastore, riescono a trovare erba da brucare e acqua da bere. Per I Mundari il bestiame è la vita. Latte e sangue, che istillano praticando un piccolo foro nella vena giugulare, sono alimenti preziosi. Con lo sterco mescolato a paglia si fanno i mattoni e l’intonaco delle case, una volta seccato al sole, il combustibile per cucinare e procurarsi la cenere che, cosparsa sul corpo, protegge dalle zanzare anofele, responsabili della trasmissione della malaria. Una cosa particolare dei Mundari, così come dei “cugini” Dinka più a nord è la peculiare abitudine di farsi urinare dalle vacche sul capo per poi impastarci sopra dell’argilla per evitare i parassiti. Con l’orina si conciano le pelli, si fa il caglio, si tingono i capelli. E le bianche vacche dalle corna ricurve sono la dote dei matrimoni: fino a cento capi per una ragazza giovane e bella. «Senza vacche – recita un proverbio – niente moglie. Senza moglie niente figli. Senza figli la tribù muore». Pernottamento e cena al campo vicino al villaggio di allevatori di bestiame Mundari. Pensione completa.

GIORNO 4
I villaggi di Peri/Lopit
Collazione alle 7.00. Salutiamo i nostri amici Mundari e ci dirigiamo verso i villaggio dell’entia Peri. Trasferimento in macchina di circa 4 ore. Trascorreremo l’intera giornata esplorando i villaggi Peri/Lopit . Notte: al campo vicino al villaggio di Peri/Lopit.

GIORNO 5
Trasferimento al villaggio dei Lotuko.
Trascorreremo le ore mattutine esplorando i villaggi Peri/Lopit. Nel pomeriggio trasferimento di circa 2 ore verso un villaggio Lotuko. Il popolo Otuho, noto anche come Lotuko o Latuka, è un gruppo etnico nilotico dell’Equatoria orientale del Sud Sudan. I Lotuko, popolo di stirpe niloto-camitica, sono agricoltori sedentari e allevatori. Sono suddivisi in numerosi gruppi (Dongotono, Lokoia, Loghiri) e vivono in tribù governate da capi elettivi in caratteristici villaggi fortificati. Alle usanze patriarcali sono mescolate tradizioni matrilineari: tipica la suddivisione del territorio tribale in “distretti di pioggia” amministrati dai “facitori di pioggia” (carica ereditaria e trasmissibile anche alle donne), individui ai quali è dato il compito di provvedere (mediante riti ed esorcismi) a far piovere al momento opportuno. Parlano la lingua Otuho.
a loro regione è caratterizzata da catene montuose e speroni montuosi come il monte Imotong, la montagna più alta del Sud Sudan. Allevano grandi mandrie di bovini, pecore e capre, coltivano la terra , cacciano e pescano. Si dedicano all’agricoltura di sussistenza; le coltivazioni principali sono sorgo, arachidi, simsim (sesamo) e mais in pianura, o telebun, dukhn, patate dolci e tabacco in collina. La terra non è di proprietà di una sola persona, ma di tutta la comunità. La loro religione principale è una religione tradizionale animista basata sulla natura e sul culto degli antenati che è profondamente radicata nella loro identità etnica. Il dio principale degli Otuho è chiamato Ajok; è generalmente visto come gentile e benevolo, ma può essere anche furioso, Gli anziani raccontano che Otuho una volta ha risposto alla preghiera di una donna che chiedeva la risurrezione di suo figlio. Suo marito, tuttavia, era arrabbiato e ha ucciso nuovamente il bambino. Ajok si era infastidito dalle sue azioni e giurò di non resuscitare mai più alcun Otuho é da allora, secondo la leggenda, che la morte e’ diventata permanente. Notte: campo e cena nel villaggio di Lotuko.

GIORNO 6
Giornata nel villaggio Lotuko
Trascorreremo tutta la giornata con la tribù dei Lotuko visitando anche i villaggi vicini al nostro campo, interagendo con gli abitanti dei villaggi e impareremo tanto delle loro tradizioni e usanze. Notte: campo e cena nel villaggio di Lotuko.

GIORNO 7
Viaggio verso i villaggi di Boya (Larim).
Dopo colazione partenza per la tribù Boya/Larim , circa 3 ore di trasferimento . I membri del gruppo etnico Larim o Longarim sono più comunemente conosciuti come Boya. Il territorio dei Boya si trova tra i Monti Didinga, la Valle del Kidepo e i Monti Lopit. Il loro territorio si trova sulla pista che va da Torit a Kapoeta e la sua popolazione principale si chiama Kimatong. Nei dintorni di Kimatong troviamo le Boya Hills, un territorio della savana, punteggiato da grandi colline rocciose che fungono da parapetti per i villaggi di Boya. Questi grandi blocchi rocciosi conferiscono al territorio un aspetto molto suggestivo.
I giovani Boya usano questi blocchi come torri di avvistamento da dove controllano parte del loro territorio. Le giovani donne Boya usano queste rocce anche per macinare il grano si riuniscono in piccoli gruppi e cantano canzoni al ritmo della macinazione dei chicchi di cereali ( spesso sorgo o mais). I Boya sono principalmente allevatori, anche se coltivano anche sorgo e mais. I bovini sono molto importanti per i Boya e la loro vita ruota attorno a loro. Mangiano la loro carne, bevono il loro sangue e latte, dormono su stuoie ricavate dalla loro pelle. Trascorriamo l’intera giornata per visitare i villaggi vicini per saperne di più sul popolo Boya, visitando il loro territori. Come nella maggior parte dei gruppi etnici della regione. I Boya sono animisti e credono negli spiriti dei loro antenati, con i quali comunicano in cerimonie in cui i loro spiriti vengono chiamati con offerte. Se siamo fortunati avremo la possibilità di vedere alcuni rituali e cerimonie. Fin dalla tenera età, le donne Boya si procurano o si fanno fare scarificazioni vistose sul viso e sul corpo che indicano lo status e il ruolo che ciascun individuo occupa nella società . Le considerano esteticamente molto belle , ma sono anche un segno di forza e resistenza.
Notte: cena e pernottamento al campo nel villaggio di Boya.

GIORNO 8
Mezza giornata nel villaggio dei Larim e transfer a Kapoeta
Passiamo la mattinata nel villaggio dei Larim. Trasferimento a Kapoeta , circa 2 ore di guida. Nel pomeriggio arriveremo nei dintorni di Kapoeta per incontrare la tribù Taposa. I Toposa sono orgogliosi della loro società, che misura la propria ricchezza in base al capo di bestiame, come avviene in altre comunità della zona. Questa tribù continua a mantenere le proprie usanze basate sull’animismo, credono in un essere supremo legato alla natura e nelle anime dei loro antenati, a cui si rivolgono nei periodi di feste e cerimonie.
Notte: Cena e pernottamento al campo presso la comunità Taposa

GIORNO 9
La tribù Taposa
Oggi trascorreremo tutta la giornata con la tribù Taposa nei loro villaggi. Questo gruppo etnico è principalmente dedito all’allevamento e all’agricoltura di sussistenza basata principalmente sul sorgo, anche se coltivano il tabacco. Vivono intorno alle montagne di Kanthagor, tra gli stati dell’Alto Nilo e dell’Equatoria. Anche le donne Taposa segnano la loro pelle con evidenti scarificazioni e un grande piercing al naso. Questa popolazione vive in una zona arida, che costringe i pastori a percorrere grandi distanze con il bestiame in cerca di erba. La regione è ricca di minerali e soprattutto di oro. Passano infatti parte del loro tempo alla ricerca del metallo prezioso nei letti dei fiumi.
Notte: Cena e pernottamento al campo presso la comunità Taposa.

GIORNO 10
La tribù Jiye
Dopo la prima colazione partenza verso il territorio abitato dalle tribù Jiye dove trascorriamo tutto il pomeriggio. Tempo di percorrenza circa 2 ore. I pastori Jye, abitano le terre nei dintorni di Kapoeta, assieme ai Toposa e appartengono al grande gruppo delle popolazioni Turkana. Hanno come patrimonio caratteristiche danze e cerimonie tribali. Anche loro sono allevatori di bestiame che condividono le stesse origini nilotiche con i Toposa. Sono molto particolari i loro villaggi recintati, chiamati boma, le cui abitazioni sono decorate con teschi di animali. Cena e pernottamento al campo presso la comunità Jiye.

GIORNO 11
La tribu Jiye
Intera giornata dedicata alla popolazione Jie o Jiye! Il popolo Jie che vive un poco più a Ovest dei Toposa, con i quali si contendono i pascoli e le donne. Questa tribù è molto più piccola dei Toposa, ma sono temuti perché sono buoni combattenti. Le donne indossano tradizionalmente abiti in pelle e adornano il viso con ampi set di perline con il blu come colore dominante e orecchini, mentre sul ventre possono avere delle scarificazioni. Possono avere piercing sopra il labbro superiore e sotto il labbro inferiore. Gli uomini hanno scarificazioni più importanti. Notte: Cena e pernottamento al campo presso la comunità Jiye.

GIORNO 12
Transfer a Juba
Dopo colazione, salutiamo il popolo Jiye e iniziamo il nostro viaggio di ritorno a Juba. Sosta pranzo a Kapoeta e proseguiamo il nostro trasferimento. Circa 10 ore di trasferimento. Pernotteremo in hotel a Juba.

GIORNO 13
Juba – Volo di rientro
Colazione e trasferimento in aeroporto in tempo utile per prendere il volo di rientro per l’Italia. Cambio di aeromobile e arrivo in Italia.