
Meravigliosa spedizione nel deserto più remoto. Nel centro dell’Africa, tra Niger e Sudan, troviamo un intricato labirinto di arenaria nel quale si sviluppano i Gueltas canyon. Viaggio realizzato per veri e propri viaggiatori senza frontiere.
GIORNO 1-2 ITALIA – VOLO – N’DJAMENA
Partenza dall’Italia. Scalo e proseguimento per N’djamena. All’arrivo a N’djamena incontro con il personale locale e trasferimento in hotel.e pernottamento. ( con Ethiopian Airlines ed Egyptair partenza la sera del giorno prima e arrivo a N’djamena intorno alle 12 e mezza giornata libera e pasti liberi..
GIORNO 3 N’DJAMENA – MASSAKORY – MOUSSORO – BATAL DJANNA
Il viaggio da N’Djamena a Moussoro ti porta dritto nel cuore selvaggio del Ciad centrale, offrendo un’esperienza che va oltre il semplice spostamento. È un’immersione totale nel paesaggio e nella cultura del Sahel. Lasciando il caotico traffico di N’Djamena, il paesaggio cambia drasticamente. La savana rigogliosa cede il passo a un ambiente sempre più arido, con la sabbia che inizia a dominare il panorama. Questo è il regno della fauna selvatica che si è adattata perfettamente al deserto. Con un po’ di fortuna, potrai scorgere la gazzella dorcas, un’elegante creatura che si mimetizza perfettamente tra le dune. La sua presenza è un preambolo costante della bellezza e della fragilità di questo ecosistema. Dopo ore di viaggio, l’arrivo a Moussoro è come trovare un’oasi inaspettata. La città, costruita su un letto di fiume prosciugato, è un vivace snodo commerciale dove la vita scorre tra le case di fango e il colorato mercato locale. È il luogo perfetto per una sosta rigenerante prima di proseguire. Poco più a nord-est, ti aspetta il sito archeologico di Batal Djanna. Questo luogo è un viaggio indietro nel tempo, considerato la culla della civiltà dei Kanembu, uno dei più antichi imperi africani. Sebbene le rovine siano il risultato del passare dei secoli, la storia è palpabile tra le tombe degli antichi sultani, narrate dalle leggende locali. La visita a Batal Djanna non è solo un’escursione, ma un’occasione per connettersi con le radici profonde della regione. Al termine della giornata, ci si prepara per una serata nel vero spirito dell’avventura saheliana. Si allestiscono le tende per il pernottamento, garantendo un’esperienza immersiva sotto un cielo stellato. La sistemazione è in pensione completa, permettendoti di concentrarti unicamente sulla bellezza del luogo e sulla tranquillità della notte africana.
GIORNO 4 BATAL DJANNA – KALAIT
Il percorso da Batal Djanna a Kalait non è un semplice tragitto, ma una vera e propria spedizione che ti immerge nel cuore del deserto del Borkou-Ennedi-Tibesti, una delle regioni più remote e affascinanti del Ciad. Questo tratto di viaggio si svolge interamente su piste sabbiose, richiedendo un veicolo 4×4 e una guida esperta. Lasciando Batal Djanna, il paesaggio del Sahel si evolve gradualmente. Le distese di sabbia diventano sempre più ampie, interrotte solo da formazioni rocciose e dalla scarsa vegetazione desertica. Vedrai come l’ambiente si fa via via più aspro, con le piste che seguono i letti dei fiumi prosciugati (wadi) e attraversano piccole dune. Questo è un viaggio nel cuore del Sahara. Lungo il percorso si incontrano villaggi remoti e accampamenti di popolazioni nomadi, come i Tubu e i Kanembu. Potrai osservare il loro stile di vita, la pastorizia di cammelli e capre, e l’estenuante lavoro di estrazione dell’acqua dai pozzi a mano. Ogni sosta a un pozzo può trasformarsi in un’opportunità per assistere a una scena di vita quotidiana e per capire la dura realtà della sopravvivenza nel deserto. Dopo il lungo viaggio, l’arrivo a Kalait è un punto di svolta. Kalait è un’importante porta d’accesso all’altopiano dell’Ennedi, un’area considerata uno dei gioielli nascosti del Sahara. Kalait è un centro di rifornimento e un crocevia per le spedizioni che si dirigono verso l’Ennedi, rendendola un punto di passaggio fondamentale. È un buon posto per incontrare altri viaggiatori e per rifornirsi di beni di prima necessità. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 5 KALAIT – BACHIKELE – JULIA
Lasciando il punto di rifornimento di Kalait, ci addentriamo nel deserto più profondo e affascinante. Le prime ore di viaggio sono una transizione graduale: il terreno piatto e sabbioso cede il passo a un paesaggio roccioso e surreale. Attraverserai canyon stretti e wadi (letti di fiumi prosciugati), costeggiando imponenti formazioni rocciose che si ergono come cattedrali naturali. Bachikele è un punto di passaggio significativo, spesso utilizzato come area di sosta per le carovane e i fuoristrada. Qui si percepisce la solitudine e la vastità del deserto, con la sola presenza di qualche acacia e l’occasionale gruppo di cammelli che pascola. Questa tappa intermedia prepara la mente e gli occhi per le meraviglie che verranno.
GIORNO 6 BACHIKELE – ALOBA – ELEPHANT – OYA
Il viaggio che prosegue da Bachikele ti porta sempre più a fondo nel cuore del Massiccio dell’Ennedi, un’area dove il tempo e il vento hanno scolpito la roccia in forme straordinarie. Questo tratto di spedizione è un susseguirsi di panorami mozzafiato e sorprese geologiche. Lasciando le piste battute, il tuo fuoristrada si addentra in Aloba, una remota e spettacolare rete di wadi e canyon. Qui l’ambiente diventa ancora più intimo e silenzioso. Le pareti rocciose si stringono, creando passaggi naturali che sembrano condurre verso un mondo segreto. È il luogo perfetto per una sosta, per ascoltare il silenzio del deserto e osservare le incredibili formazioni rocciose che si ergono a perdita d’occhio. Continuando il tuo percorso, ti imbatterai in una delle formazioni rocciose più iconiche dell’Ennedi: La Pierre de l’Éléphant, questa gigantesca roccia è stata modellata dal vento e dalla sabbia per assomigliare in modo impressionante a un elefante con la proboscide protesa. La sua maestosità e le sue dimensioni la rendono una tappa obbligatoria e un soggetto fotografico imperdibile. La sua presenza monumentale nel mezzo del nulla testimonia la potenza inarrestabile della natura. La tappa finale di questo tratto di viaggio è il Labirinto di Oya, una delle zone più intricate e affascinanti del Massiccio. Come suggerisce il nome, si tratta di un’intricata rete di gole e passaggi stretti che si snodano tra pareti di arenaria alte e imponenti. L’esperienza di attraversarlo è surreale: ti sentirai come un esploratore che naviga in un mondo di pietra, con la luce del sole che filtra dall’alto e illumina le varie sfumature di colore della roccia. Senza una guida esperta, sarebbe quasi impossibile orientarsi in questo labirinto naturale. È qui che il vero spirito dell’avventura si manifesta in tutta la sua potenza. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 7 GUELTA D’ARCHEI – CHAMPION – WIMINA – HABAIKE
Il viaggio all’interno del Massiccio dell’Ennedi continua, con la visita dell’iconica Guelta d’Archei per esplorare un’area ancora più remota e ricca di sorprese geologiche e archeologiche. Questo tratto di spedizione ti porterà attraverso passaggi spettacolari, testimonianze di un’epoca passata e paesaggi da cartolina. proseguendo da Archey (l’area della Guelta) a Champion è un’esperienza in sé. Attraverserai un labirinto di gole e un impegnativo passo di montagna, con il fuoristrada che si snoda tra imponenti pareti di arenaria. Il Passo di Champion è una stretta gola scolpita dal vento e dall’acqua nel corso dei millenni. Il suo nome evoca la sfida e la bellezza di attraversarlo, un’emozione che ti ricompensa con panorami mozzafiato. opo aver superato il passo, il deserto svela le sue gemme più preziose, l’una vicina all’altra. Wimina è una delle più importanti gallerie d’arte a cielo aperto del Sahara. Le pareti rocciose di questa zona sono ricoperte da migliaia di pitture rupestri risalenti a migliaia di anni fa. Queste opere d’arte preistoriche, magnificamente conservate, raffigurano scene di vita quotidiana: mandrie di bovini, cacciatori, figure umane e animali selvatici. Entrare in questo luogo è come fare un salto indietro nel tempo, un’esperienza che ti fa connettere profondamente con la storia e le antiche civiltà che un tempo prosperavano in una regione ben più verde e fertile. Questi siti sono la prova che l’Ennedi non è solo un deserto, ma un tesoro di storia naturale e umana, che aspetta solo di essere scoperto. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 8 FADA – DEPRESSIONE DI MOURDI
Lasciando alle spalle le spettacolari formazioni rocciose e le pitture rupestri dell’Ennedi, il tuo viaggio prosegue verso il cuore del deserto orientale del Ciad. Questo tratto di spedizione segna una netta transizione: il paesaggio roccioso cede il posto a immense distese di sabbia e a un’atmosfera di solitudine assoluta. La prima tappa è Fada, il capoluogo della regione dell’Ennedi Est. Non è una destinazione turistica in sé, ma un avamposto vitale e un centro logistico fondamentale. Qui potrai rifornire i veicoli, interagire con i gendarmi locali e osservare il piccolo mercato che serve le comunità nomadi dei dintorni. Fada è un crocevia tra il mondo del Sahel e l’infinito vuoto del Sahara: è l’ultima traccia di “civiltà” prima di addentrarsi nella vastità del deserto. Da Fada, il percorso si dirige verso nord-est, portandoti direttamente nella Depressione di Mourdi. Questa è una delle aree più aride e remote del Sahara, un’enorme conca geologica caratterizzata da pianure di sabbia infinite, interrotte solo da rari affioramenti rocciosi e da sebkha (distese di sale). Il viaggio attraverso la Depressione di Mourdi non offre attrazioni convenzionali, ma l’esperienza è epica. Si tratta di un’immersione totale nell’assoluto vuoto, dove la navigazione è una sfida e l’orizzonte si confonde con il cielo. È in questo luogo che potresti incrociare le antiche carovane del sale che ancora oggi percorrono le millenarie rotte commerciali, un’immagine che ti riporta indietro nel tempo. La bellezza qui risiede nella grandezza e nel silenzio del paesaggio, una bellezza nuda e selvaggia che ti fa sentire piccolo di fronte all’immensità della natura. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 9 MOURDI – NIOLA DOA
Lasciando la vasta e solitaria Depressione di Mourdi, il tuo viaggio si addentra in uno degli angoli più nascosti e affascinanti del deserto del Ciad. Questo tratto di spedizione ti porta in un luogo di profonda importanza storica e culturale, Niola Doa. l percorso è una transizione graduale dalle infinite pianure sabbiose di Mourdi a un paesaggio caratterizzato da formazioni rocciose isolate, note come inselberg. Man mano che ti avvicini a Niola Doa, la sabbia cede il passo a un terreno più compatto e roccioso, e le prime tracce di antiche incisioni cominciano a farsi visibili sulle pareti di arenaria erose dal tempo. Niola Doa non è un villaggio, ma un’area di incredibile importanza archeologica. È considerata una delle più grandi gallerie d’arte a cielo aperto del Sahara e la sua fama è legata alle sue eccezionali incisioni rupestri. A differenza delle pitture rupestri che hai visto nell’Ennedi, qui troverai un arte incisoria, scolpita nella roccia. Le “Dame di Niola Doa”: Il punto focale del sito è un grande pannello di roccia che raffigura in modo molto dettagliato e realistico una serie di figure femminili. Queste “Dame”, decorate con acconciature elaborate e abiti che scendono fino ai piedi, sono un’eccezionale testimonianza della vita e delle usanze di civiltà preistoriche che popolavano la regione. Altre incisioni mostrano animali come elefanti, giraffe, gazzelle e struzzi, oltre a scene di pastorizia, a riprova del fatto che un tempo quest’area era un’oasi rigogliosa. L’abilità e la delicatezza con cui queste figure sono state incise le rendono una delle espressioni artistiche più significative di tutto il Sahara. L’esperienza di trovarsi in questo luogo, circondati da queste antiche opere d’arte, è un momento di profonda riflessione sulla storia e sull’adattabilità dell’uomo. È la prova che la vita, e l’arte, hanno prosperato in luoghi che oggi consideriamo unicamente desertici. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 10 NIOLA DOA – TIGUIDEY
Da Niola Doa, il viaggio prosegue verso una delle destinazioni più spettacolari e surreali del Sahara: la zona dei laghi salati di Tiguidey e Demi. Questo tratto di percorso ti immerge in un paesaggio lunare, dove il colore della sabbia e delle rocce contrasta in modo incredibile con il bianco abbagliante del sale. Il viaggio si snoda tra piste sabbiose e sebkha (conche di argilla e sale), che si fanno sempre più evidenti man mano che ti avvicini ai laghi. A differenza delle oasi tipiche, qui l’acqua è altamente salata e l’ambiente circostante è quasi privo di vegetazione, creando un’atmosfera unica e quasi ultraterrena. Tiguidey è un’area di laghi salati che attira carovane da tutta la regione. Qui potrai assistere a uno spettacolo di vita quotidiana e di duro lavoro: l’estrazione del sale. I nomadi scavano a mano grandi blocchi di sale dal fondale dei laghi e li caricano sui cammelli, che poi li trasporteranno verso i mercati di tutto il Ciad e oltre. Questa tradizione millenaria è la testimonianza vivente di un’economia che si basa interamente sul deserto. L’aria è densa di salsedine e l’orizzonte si confonde con la polvere bianca. Una sosta a Demi, Poco distante si trova Demi, un altro importante centro di estrazione e commercio del sale. Questo luogo, più di Tiguidey, è un punto di incontro e di scambio, dove le carovane fanno sosta per riposare e rifornirsi. Il paesaggio qui è ugualmente impressionante, con le sponde dei laghi che scintillano al sole e le dune che si ergono come quinte naturali. Questi laghi salati non sono solo una curiosità geologica, ma il cuore pulsante di un’antica via carovaniera, un luogo dove la storia e la vita nel deserto si fondono in un’esperienza indimenticabile. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 11 & 12 NIOLA DOA – OUNIANGA EL SERRIRE – OUNIANGA EL KEBIRE
Da Niola Doa, il viaggio si trasforma in una progressione spettacolare, un’immersione che ti porta dalle antiche incisioni rupestri a un capolavoro naturale unico al mondo: i laghi di Ounianga. Questo tratto finale della spedizione è il culmine di tutto l’itinerario. Lasciando il sito archeologico di Niola Doa, il paesaggio muta. La sabbia, che per giorni ha dominato l’orizzonte, comincia a mescolarsi a distese di sale e a formazioni rocciose sempre più erose, annunciando la vicinanza dell’acqua. L’aria, prima secca e rovente, assume un sentore di salsedine. L’arrivo nella zona di Ounianga è come l’apparizione di un miraggio che diventa realtà, con le prime palme che si ergono contro le dune rosse e dorate del deserto. Il primo incontro è con Ounianga El Serir (Ounianga la Piccola), una catena di laghi più piccoli ma incredibilmente affascinanti. Separati da lingue di terra e circondati da una vegetazione lussureggiante, questi laghi hanno colorazioni che variano dal blu intenso, al verde, fino a sfumature rossastre, a causa della loro diversa composizione minerale e della presenza di microrganismi. Questa successione di piccole oasi crea un’atmosfera magica e fotogenica. Proseguendo, si raggiunge Ounianga El Kebir (Ounianga la Grande), il cuore pulsante di tutta l’area. Qui, l’oasi si rivela in tutta la sua imponenza. Il lago principale, un’enorme distesa di acqua dolce, è circondato da un fitto palmeto e da dune di sabbia che si gettano direttamente nelle sue acque. È proprio a Ounianga El Kebir che si trovano i famosi 7 laghi, una serie di bacini interconnessi che formano il centro vitale della comunità locale. Questi laghi sono il risultato di un complesso sistema idrogeologico, alimentato da una falda fossile. L’acqua è talmente pura e abbondante da sostenere l’intera oasi e la sua popolazione, rendendola un’incredibile anomalia nel cuore del deserto. L’intera area di Ounianga è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, a testimonianza del suo eccezionale valore naturalistico. Il contrasto tra l’azzurro dell’acqua, il verde delle palme e l’arancione della sabbia crea un paesaggio che è la perfetta sintesi della bellezza del Sahara e la conclusione ideale di un’epica avventura nel Ciad. Pernottamneto in pensione completa.
GIORNO 13 LA ROUTE DE FAYA
Il percorso che unisce la regione dei laghi di Ounianga all’oasi di Faya-Largeau è una delle piste più spettacolari e solitarie del Sahara ciadiano, un’esperienza che ti immerge completamente nella vastità e nel silenzio del deserto. Lasciando i laghi multicolore di Ounianga, il paesaggio cambia radicalmente. Le formazioni rocciose e le dune rosse che circondano le oasi lasciano il posto a un’immensa piana di sabbia e a un’area nota come l’Erg di Bembeche. Qui la navigazione si fa più complessa, ma il paesaggio è mozzafiato, con la sabbia che si estende a perdita d’occhio, formando un tappeto dorato che sembra non finire mai. Questo tratto di viaggio è una sfida e un’esperienza di solitudine assoluta. Attraverserai dune maestose e pianure rocciose, seguendo le tracce lasciate da antiche carovane. Lungo il percorso, potresti incontrare rari gruppi di nomadi Toubou o Kamadja che vivono in questi luoghi inospitali, dediti al commercio di sale e datteri La destinazione si annuncia con l’apparizione di un’oasi che sembra un miraggio nel deserto. Faya-Largeau, la “città” del deserto settentrionale, è circondata da un’immensa e lussureggiante palmeto che si estende per circa 70 km. Questo cuore verde nel mezzo del nulla è il segno che sei arrivato a una delle città più remote e affascinanti del Sahara. Qui potrai rifornire i veicoli, riposare e immergerti nell’atmosfera di un avamposto che funge da crocevia per le spedizioni che si dirigono verso il Tibesti e oltre. Pernottamento in tenda con la pensione completa.
GIORNO 14 FAYA LARGEAU
La zona intorno a Faya-Largeau non è solo un’oasi, ma un’area di fondamentale importanza economica e culturale, famosa per le sue miniere di sale e natron. Queste risorse naturali sono al centro di un’attività millenaria che definisce la vita delle comunità locali. a Produzione di Natron a Faya, Il natron, un minerale simile al bicarbonato di sodio, è un prodotto di grande valore nel deserto. Viene estratto da bacini lacustri prosciugati (sebkha), dove l’acqua evaporata ha lasciato dietro di sé uno spesso strato di crosta salina. A Faya, l’estrazione del natron è un’attività artigianale che si tramanda da generazioni. I locali scavano a mano grandi blocchi di questo minerale, che viene poi venduto come fertilizzante, additivo alimentare per gli animali o per scopi medicinali. Il “Sel du Chameau” non si riferisce a un tipo di sale specifico, ma all’attività commerciale del sale nel deserto, interamente basata sul cammello. Il sale, un’altra risorsa vitale, viene estratto da cave vicine a Faya. Viene poi tagliato in blocchi e caricato sui cammelli, che lo trasportano lungo le antiche rotte carovaniere verso i mercati del sud del Ciad. Assistere a questo processo è un’esperienza unica: le carovane di cammelli che lasciano l’oasi sono un’immagine senza tempo, simbolo della sopravvivenza e del commercio in un ambiente così estremo. L’animale, essenziale per la logistica del trasporto, ha dato il suo nome a questa preziosa merce. Queste due attività non solo ti offrono uno spaccato della vita quotidiana del deserto, ma ti permettono anche di comprendere l’importanza di Faya-Largeau come centro logistico e commerciale in una delle regioni più remote del mondo.
GIORNO 15 FAYA – KOUBA OLANGA
Lasciando Faya, la pista si dirige verso sud, attraversando immense distese di sabbia e pianure rocciose. È un percorso che richiede attenzione e abilità nella navigazione, poiché non è una strada asfaltata, ma una traccia nel deserto. Man mano che ci si allontana da Faya, il paesaggio cambia lentamente. Le grandi dune si fanno meno frequenti e la vegetazione, seppur rada, comincia ad apparire. Si entra nella zona del Bahr el Ghazal, l’antico “fiume delle gazzelle”, un letto di fiume prosciugato che un tempo era un emissario del lago Ciad. Sebbene non vi sia più acqua, la sua traccia è visibile e il suo percorso è seguito per raggiungere Kouba Olanga. Kouba Olanga è un piccolo villaggio semi-nomade, un’oasi di pace in un ambiente difficile. La sua esistenza si basa su un pozzo, punto di sosta vitale per i pastori e le loro mandrie. È un luogo di incontro e di scambio, dove la vita si svolge al ritmo del deserto. Arrivare a Kouba Olanga è un’esperienza che ti riconnette con le tradizioni più autentiche del Ciad. È un luogo dove le case di fango sono in parte sepolte dalla sabbia e dove il vento e il silenzio sono i protagonisti. Questa tappa offre uno spaccato della vita quotidiana in una delle aree più isolate e affascinanti del Paese. con un pò di fortuna potremo incrociare i Golgabé blanc. Un cammello bianco, una variante particolarmente rara e pregiata di questa razza. Possedere un cammello Golgabé blanc è un segno di ricchezza e status. Sono simboli di benessere e sono molto ricercati. Pernottamento in tendo con la pensione completa.
GIORNO 16 KOUBA OLANGA – SALAL
Il percorso da Kouba Olanga a Salal si snoda principalmente lungo il Bahr el Ghazal, l’antico “fiume delle gazzelle” prosciugato, che funge da corridoio naturale e via di comunicazione in questa regione del Ciad. La pista segue il letto dell’antico fiume, che in alcuni punti è delimitato da una vegetazione più fitta rispetto al deserto circostante. Lungo la via, si passa da un ambiente arido e sabbioso a un paesaggio più simile al Sahel, con la presenza di alberi di acacia e qualche cespuglio. Il viaggio è una testimonianza vivente della transizione tra il deserto del Sahara e la regione più fertile e popolata a sud. Salal è un’importante tappa di transito su questa rotta. Sebbene possa sembrare un piccolo villaggio, la sua posizione geografica lo rende un punto cruciale di incrocio per le carovane e i viaggiatori che si muovono nel nord del Ciad. Come Kouba Olanga, anche Salal è un villaggio semi-nomade, ma il suo ruolo come nodo di transito è fondamentale per le comunità della zona. Il tragitto tra le due località è un’esperienza che ti immerge nella dura realtà del deserto, ma ti offre anche la possibilità di vedere come le popolazioni locali si adattano e prosperano in un ambiente così estremo.
GIORNO 17 SALAL – MOUSSORO – N’DJAMENA
Il percorso da Salal a N’Djamena segna il ritorno dal cuore del deserto del Sahara verso la savana del Sahel e la capitale del Ciad. Questo tratto è ben noto ed è una delle rotte principali utilizzate dalle carovane e dai veicoli fuoristrada. Lasciando Salal, il paesaggio diventa progressivamente meno arido. La pista, pur rimanendo sterrata e a tratti sabbiosa, si arricchisce di una vegetazione più fitta, tipica del Sahel, con alberi di acacia e arbusti spinosi. La presenza umana è più evidente, con piccoli villaggi di pastori e campi nomadi lungo il percorso. Moussoro è un’importante città di transito e il principale centro amministrativo della regione del Barh el Ghazel. È un punto di sosta fondamentale per rifornimenti di carburante, cibo e acqua. Qui si può percepire il ritmo più vivace della vita cittadina rispetto agli avamposti del deserto. È il luogo dove la via del deserto si fonde con le rotte del sud, verso N’Djamena. Da Moussoro a N’Djamena, il percorso è più definito e trafficato. Il paesaggio si trasforma ulteriormente, con una savana più lussureggiante e la comparsa di campi coltivati e villaggi più grandi. L’arrivo a N’Djamena segna la fine del viaggio nel deserto. Si rientra nella civiltà con le sue strade asfaltate, i mercati affollati e l’inconfondibile atmosfera di una capitale africana. Arriovo a nella capitale ciadiana, pranzo in ristorante locale e check-in hotel per il pernottamento, colazione inclusa. Cena libera. GIORNO 18
N’DJAMENA – VOLO – ITALIA
Partenza e coincidenza per l’Italia con Turkish Airlines imbarco nelle prime ore del mattino e arrivo in Italia il giorno stesso mentre con Ethiopian Airlines imbarco verso ora di pranzo e pernottamento in Volo.
GIORNO 19 CON ETHIOPIAN AIRLINES
Cambio di aeromobile e arrivo in Italia. Fine dei nostri servizi.